|
Sono alla finestra che mastico molecole. Voglio almeno gustarmela questa cazzo di entropia mentre tutto inzia a finire dentro i miei occhi. Si salva il cuore ancora per un po’, artigliato a sangue in quella gabbia di ossa bianche. Non sei qui, non sei qui. Sei lontano. Guardo fuori e spacco le nuvole e questo è il mio mantra.
La vedo. Anche la maglietta che sta lì ad asciugare vibra e non è vento. Deve andare da qualche parte prima che inizi a sgretolarsi in una cascata di stupidi atomi. Prima che tutto finisca. E nella disgregazione cosmica tutti i pezzi che vagano sono gli unici che hanno un senso. Serve fede per tagliare nel magma, dritto fino in fondo. E da quando esistono i Verdena, l’entropia è una religione. A qualcuno hanno sempre dato fastidio, quando erano troppo giovani, troppo bravi o troppo poco bravi, troppo alti o troppo bassi. In fondo il vero problema se c’è è che sono troppo italiani evidentemente. E qui mi gusto un bel ghigno di circostanza. Sicuro, a qualcuno daranno ancora fastidio. Ottimo. Sono cose che fanno piacere, giuro.
Al timone Capitan Alberto Ferrari batte ancora la bandiera pirata, anche in questa virata psych-stoner che prenderà pure alla sprovvista chi aveva amato certe brezze dell’ ottimo predecessore “Il Suicidio del Samurai”, ma che inopinabilmente farà la gioia delle orecchie e del cuore di chiunque abbia mai scambiato un brivido di risonanza tra la spina dorsale e le corde di una con una chitarra distorta. Io me lo immagino quel Henhouse Studio dei Verdena: di notte, illuminato dal bagliore caldo e rossastro di certi valvoloni che non si fanno più, che quasi si alza e si abbassa come dentro un ventre materno, mentre dietro i muri respira in vene lisce e questo è bene. Requiem perchè tutti i nostri eroi sono morti è vero.
Magistralmente autoprodotti il trio bergamasco sfodera un suono potente e Zeppeliniano da far paura, quel sound che su certi riff, “Muori Delay” in testa, farebbe venire la bava alla bocca a Jimmy Page e Tony Yommi. E mentre spostano l’aria, precipitano e si spezzano in schegge acustiche con “Angie” e “Trovami un modo semplice per uscirne” con il sempre validissimo Pagani, cavalcano un prog psichedelico spiraleggiante con “Il Gulliver” e “Sotto prescrizione del Dottor Huxley”, sempre avanti sinuosi e tantacolari come da Lovecraftiana citazione ne “Il Caos Strisciante”, fino alla sorprendente incursione onirica dal taglio acustico-spagnoleggiante di “Canos”. Incredibile a dirsi ma riuscitissima.
Alberto, Luca e Roberta infilano uno dietro l’altro una serie di centri pieni: dalle dinamiche e certi cambi spettacolosi ma mai teatrali, agli arrangiamenti sempre più serrati che su un terno secco chitarra,batteria,basso se vi riesce di contenere il fuoco sacro dell’irruenza dovreste sedervi e dargli di pause-rew-play cinque sei volte, a sentire bene come si fà. Come si fà a fare la differenza dico, tra il rock attitudinale e quello semplicemente suonato. La ricetta è “solo” quella del punk, ma tanto su libri e spartiti sta roba non la insegnano. I ragazzi hanno un gran tiro. Punto.
Quindi è chiaro ormai: buttante in fondo al cesso l’hype d’oltremanica, tanto si disgregherà impreparato come tutto il resto. Abbiate fede nell’entropia e vedrete tutto. Tutto insieme, nello stesso istante senza bisogno di messa a fuoco.
E’ vero questo è un Requiem, ma queste campane non suonano per noi. Suonano con noi.
Io sono vivo, voi siete morti. |
Aprile 2nd, 2007 at 09:25
ottimissima recensione, come al solito. lo studio come ventre materno, poi…spacca - come diciamo noi gggiovani! ad ascoltare dai samples, non li trovo particolarmente stoner (soprattutto “non prendere l’acme, eugenio”, anche se nel finale si riprende…), però probabilmente si tratta solo di questi due pezzi…
i nomi dei similar artists e l’accostamento a page e soci è molto impegnativo: comunque - in generale - dovrei approfondire un po’di più certe sonorità, sebbene per i sabbath non penso ce la farò mai…
Aprile 2nd, 2007 at 11:28
sempre eccelso il just…! secondo me la grandezza dei verdena sta nel fatto che riescono a fare un passo in avanti ad ogni album e a spiazzarti..chiunque ci metta mano, vedi pagani o manuel agnelli, riesce sempre a tirare il meglio da una band che sa quel che vuole…se il rock italico resiste, un po’ è anche merito dei verdena, yeah!
p.s: e secondo me il gulliver è una gran canzone!
Aprile 2nd, 2007 at 11:52
Disco davvero notevole questo, e una autoproduzione che ha qualcosa di incredibile.Non ho mai bazzicatomolto questa band, pero’ devo dire che questo disco spacca i culi.
Aprile 2nd, 2007 at 11:55
Super recensione, a lot of compliments to Just
Super produzione e impegno evidente, a lot of compliments to Verdena
…ma continuano a non convincermi…
Aprile 2nd, 2007 at 13:56
Io dico che per ora è la recensione dell’anno. Chapeau !
Anche a me, come a diggei i verdana continuano a non convincere…
Non ho voluto intasare le vostre mail con altri commenti superflui, ma la foto di just & pam è veramente fantastica !!!!
Ciap ciap
Aprile 2nd, 2007 at 14:57
personalmente, in quella foto mi sento di aver dato il meglio: la notte prima avrò dormito sì e no un paio d’ore, ero stato appena catechizzato dal direttore, morivo di fame…mancava solo che m’avesse pisciato addosso un cane…
per quanto riguarda la recensione, era su alti livelli anche quella di grinderman, a mio avviso. i verdena devo confessare però di non averli mai approfonditi più di tanto…
Aprile 2nd, 2007 at 18:15
….concordo in pieno: ottima recensione (stai andando verso il territorio come dice joses delle meta recensioni anche tu caro batman con le basette), il disco credo che lo prenderò hanno cambiato in un modo che finalmente mi convince.
Aprile 2nd, 2007 at 21:20
bellissima recensione, azzeccata.
questo disco lo sto ascoltando a ripetizione anche io che ascolto prevalentemente twee, e questo è tutto dire!
i verdena non li ho mai ascoltati neanche io, ma con questo disco m’hanno veramente spiazzato. consiglio a tutti gli scettici di provare per credere
ciao coniglietti..
Aprile 2nd, 2007 at 22:10
Grazie egregi collaboratori e non. Ma vabbè giuro sui Verdena giocavo in casa, un po’ sono un fan della vecchia guardia, un po’ mi ci sono messo che insomma sì consideratelo come il mio testamento spirituale prima dell’inizio della mia fase londinese…parto sab prossimo e seppure ho ancora un paio di rece nel cassetto non so da lì cosa riuscirò a combinare.
A parte conquistare l’universo ovviamente.
Aprile 3rd, 2007 at 09:19
he-man !!!!!! tatatatattatatatattata a atata a ta daaaa !!! Just, the master of the universe !!!!!
Aprile 3rd, 2007 at 10:24
…mi stai dicendo che mi toccherà farmi i capelli come nino d’angelo e andare in giro con na tigre verde con la maschera de pulcinella?…vabbè che alondra non ci fanno caso a come vai in giro..ma insomma…LOL
Aprile 3rd, 2007 at 10:45
a me il principe adam stava leggermente sui coglioni…però ammetto di aver recitato un paio di centinaia di volte “per il potere di greyskull - la forza è con me, ecc.”
Aprile 3rd, 2007 at 13:00
si..sono sicuro che lo recitavi ogni volta che ti stagliavi sul tuo trono di ceramica bianca. Specialmente quando ti scordavi di abbassare la tavoletta.
Aprile 5th, 2007 at 12:36
io da piccolo sbagliavo sempre perchè non capivo bene quello che diceva la sigla e gridavo sempre “MASTERS! ILLUMINATORI DELL’UNIVERSO” manco fossi uno della osram….mio padre mi prende per il culo ancora oggi… .
Aprile 8th, 2007 at 10:16
Capisci bene che certo cose non sono contasti generazionali.
E’ proprio che tuo padre aveva ragione.
Aprile 16th, 2007 at 15:40
semplicemente stupendi!….sperando che continuano cosi senza diventare come quello che succede alle così dette “STAR” fenomeno da baraccone….ma non penso sono fantastici è veramente ostinati!
Aprile 30th, 2007 at 16:50
davvero bella recensione, ottimo disco
Giugno 14th, 2007 at 22:37
certo ke questo disco è stato fantastico lo adoro come adoro loro…e poi c’è luca ke è semplicemente un fenomeno!e poi nn parliamo di qnt è bello!
Dicembre 23rd, 2007 at 23:37
recensione bellissima!!!!!
Il disco io l’adoro…è sul comodino da quando l’ho comperato e non si deve muovere da quì!!!!
Luca e Alberto siete dei fenomeni e oltretutto bellissimi!!!!!
Grazieeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!
Luglio 1st, 2008 at 10:38
[…] Recensione “REQUIEM” […]