BRIGHT EYES
Cassadaga
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Una volta Conor Oberst girava per le strade di New York unendosi a marce di protesta, felice per non essere morto prima di averla incontrata e rammaricandosi di non avere una macchina fotografica per immortalare quei momenti. Eppure, se l’occhio meccanico non è riuscito a stampare su carta 90X130 quei giorni, l’orecchio di Conor è stato intento ad incanalare quei suoni e a trasporli nel capolavoro I’m Wide Awake, It’s Morning (2005). Sono passati solo due anni dalle vette di Billboard, ma nel frattempo Bright Eyes ha girato il mondo con la sua band (il cui riassunto si può sentire nel live Motion Sickness, 2005) e si è permesso pure una raccolta di rarities (Noise Floor, 2006). Cassadaga, preceduto in dall’EP Four Winds, è il frutto del cambiamento avvenuto in questi anni, quello che segna la fine della “rivoluzione a poco prezzo” degli esordi e ci consegna un “Uomo Medio” travestito da cantastorie. |
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11 aprile 2007 @ 12:12
ribadisco, i testi contenuti in digital ash sono fantastici, un esempio di realismo allucinato romantico e disilluso che non riscontravo da tantissimo tempo (easy lucky free su tutte forse…). Eccezionale anche il disco. Mi piace di più QUEL tipo di bright eyes, un po’ più sperimentale. questo non l’ho ascoltato ancora.
saluti easter bunny
11 aprile 2007 @ 12:43
MMM…i digital ash non l’ho mai ascoltato, ma conosco Bright Eyes per il folk di stampo piu’ classico, anche se alla lunga un po’ mi ha stanzato.Forse è il caso di percorrere la strada inversa e di prendermi Digital Ash.
11 aprile 2007 @ 12:51
ehilà! io – al contrario – ho apprezzato molto di più i’m wide awake, it’s morning – a tal punto che lo messo tra i miei 10 dischi preferiti del 2005). digital ash invece non mi ha attirato mai più di tanto.
ps giov: se nelle orecchie ti ronza un rumore simile a quello di una motosega, non preoccuparti: fra poco non avrai più quel fastidioso dolore alla caviglia…e nemmeno la caviglia! ahr, ahr ahr!
pps sachiel: apprezzo l’appoggio morale sul forum (e ottima scelta per il disco da recensire!)
11 aprile 2007 @ 15:05
Ritengo il suo top “Fever and Mirrors”, ma la recensione di Pam è molto evocativa, respiro proprio l’aria del Village ai tempi di Bob Dylan. Cercherò di ascoltarlo.
11 aprile 2007 @ 16:54
Buy Cassadaga!
11 aprile 2007 @ 18:10
fran: grazie! credo comunque che lui si ispiriproprio a quel periodo lì o comunque cerchi in qualche modi di riportarlo a galla…
per quanto riguarda fever & mirrors, da moltissimi è considerato il capolavoro di bright eyes: io però continuo a preferirgli i’m wide awake…
jeni: accattativille!
12 aprile 2007 @ 10:31
lo voglio ascoltare. ho amato alla follia i’m wide awake it’s morning.
verrà mai in italia?
12 aprile 2007 @ 12:05
Un paio di gradini sotto rispetto alle sue prove precedenti, però sono d’accordo con quanto letto in un’altra recensione: “quanti folk-singer o presunti tali sono in grado anche solo di arrivare al livello delle canzoni contenute in Cassadaga?”.
12 aprile 2007 @ 12:22
man0lo: se non sbaglio, è venuto in italia un paio di anni fa, per promuovere proprio il precedente album…
subliminalpop: sono d’accordo riguardo alla prova leggermente “minore”. però – almeno per quanto mi riguarda – di folk singer in grado di arrivare e superare le canzoni di cassadaga, me ne vengono in mente diversi, (penso soprattutto a sufjan stevens, andrew bird e devendra banhart, ma anche in aprte okkervil river & shearwater, casiotone for the painfully alone, ecc.). a mio parere, il discorso sarebbe invece diverso (riducendosi – appunto, come dici – a pochi nomi) se si parla di i’m wide awake…
12 aprile 2007 @ 13:35
Mi state facendo venir voglia di ACCATTARMELO, jeni, fammene una còpia ja!
13 aprile 2007 @ 09:50
Sì, era venuto e io ero anche andato a vederlo, a me era piaciuto dal vivo, anche se “in giro” non se n’era parlato poi molto bene.
@Pamelio – hmmmm, però i nomi che fai, a parte Andrew Bird, secondo me non centrano molto con la musica di Bright Eyes, sicuramente non con quest’ultimo. (Sufjan e Devendra sono molto più “ricercatori”, Casiotone molto più elettronico e Okkervil molto più, molto più… loro li adoro!!)
13 aprile 2007 @ 13:41
mah, naturalmente ognuno ha il suo stile particolare. non voglio dire che gli artisti che ho citato siano “uguali” a bright eyes…detto questo però, sufjan stevens non mi sembra molto distante come tipo di musica (se vogliamo, l’unico che risulta un po’ “tirato per i capelli” è casiotone)…e mi sono pure dimenticato di citare bonnie prince billy! con questo non voglio dire che la sua musica non sia valida: anzi! (anche se io – come ho scritto – non apprezzo molto questa sua “svolta”)
semmai – almeno personalmente – mi sembra più difficile trovare qualcuno (stesso genere di musica o meno) che, all’età di conor oberst, possa vantare lo stesso curriculum…