|
“…The Times They Are A-Changin’… ” probabilmente direbbe Bob Dylan, io molto meno cantautorale dico che un critico di Rolling Stones, che di Indie conosce solo i ragazzi del omonimo bagnoschiuma, ha preso l’ennesima cantonata.
Ma forse si, il vecchio Bob, non aveva poi sbagliato, a dir che i tmpi stan cambiando. Se un tempo bastava una copertina rubata, per far di un gruppo un’icona, oggi gli “ascoltatori” (perdonate la pessima definizione) dimostrano evidentemente molto più senso critico di un tempo. Ma non solo, lo palesano ferocemente in una blogosfera veramente selettiva.
Pitchforkmedia considera il quintetto di New York come i nuovi eroi del famoso quarto d’ora Warholiano, incassano in casa Pitch un pesante 9.4, in casa Billboard si piazzano 124°, ma di fatto il popolo dei blog non sembra affezionarsi alla loro causa.
Incuriosito mi procuro il dischetto e rimango piuttosto freddino di fronte a tanto spocchios classicismo: ma è solo così che si scioglie un critico di Rolling Stones? Uno scialbo mix tra The Replacementes e Bruce Springsteen, ma con la E Street Band lontana anni luce. La cosa più indie che si sente è una parvenza di Guided By Voices. Il tutto è apprezzabile, ma poco più, originali solo gli assoli di organo vagamente psichedelici in odor di vintage sixty.
Ma a guardar l’orologio alla fine di questa recensione, m’accorgo che il quarto d’ora di celebrità è già finito, e come vorrebbe Andy: avanti i prossimi!
|
Aprile 14th, 2007 at 09:29
avevo già espresso - sulle pagine di ssr - il mio non-gradimento per questo disco. non mi piace criticare, però il 9.4 di pitchfork ad un disco che poteva essere uscito tranquillamente 20 anni fa ed il già citato 5.0 a radical face (per non menzionare altre “perle”) lasciano qualche dubbio riguardo i criteri usati per le recensioni…che dire poi della classifica dello scorso anno? io non mi ci sono ritrovato per niente - a parte qualche titolo…
ps il sample non si apre
Aprile 14th, 2007 at 10:32
sicuramente niente di miracoloso, niente che sia stato unto dal sacro fuoco della genialità…però, secondo me, è un dischetto non malvagio, di sano college rock americano…stai a vedere che li ritroveremo in qualche colonna sonora di certi telefilm…sarà un bene o un male? ai posteri l’ardua sentenza…
Aprile 14th, 2007 at 13:43
ma i similar to radio dept e mbv??
Aprile 15th, 2007 at 09:30
Ciao ragazz, buona domenica!!
* Pam, anche io non ho quotato molto i radical face, ma sono quasi sempre in disaccordo con bitchfork.
* Joses, secondo me sono decisamente sopravvalutati, anzichè ascoltarmi gruppi così preferirei un disco nuovo di Costello old style però.
* Helmut, che similar ?
vad al porto in bici e nel pomeriggio mi aspetta giov, aspettatevi una foto nella vostra casella mail. ciao ciao
Luglio 22nd, 2008 at 10:42
[…] Recensione “BOYS AND GIRLS IN AMERICA” […]
Luglio 23rd, 2008 at 10:22
[…] Recensione “BOYS AND GIRLS IN AMERICA” […]