MIXTAPES & CELLMATES
S/T
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La produzione come rimedio a tutto. Produrre per combattere le rughe e la noia. Fabbriche su fabbriche. Fumi maledetti che per qualcuno sono meglio del profumo Chanel. Benedetti perché derivati da produzione. Inala e sentiti anche piuttosto salvato/a dal baratro, figliolo/a. Produrre per accaparrarsi l’ultimo modello di mignotta impellicciata da bar. Produrre per prendersi un po’ di radiazioni sotto quelle luci al neon che farebbero impallidire anche il carbone. Il peggiore degli incubi: una città industriale, grigia e riempita fino all’inverosimile da personaggi pieni di calli sulle mani che ormai sembrano robot. Persone assuefatte alla nuova tendenza di passaggio, diffusa da imbecilli omologati. Che stagione martellante ragazzi, meno male che è passata del tutto, cazzo.
Cambiare aria/Far cambiare l’aria. Ascoltare per qualche minuto i Mixtapes & Cellmates e alleggerire la questione. Ci metterei la firma per entrare dentro al supermercato e respirare la loro musica diffusa a tutto volume mentre cerco di scegliere le arance meno ammuffite. Musica indipendente, raffinata e piena di bit, ritmo ed elettronica ‘intelligente’: da scantinato, a bassa fedeltà ma con alta resa se usata nel modo giusto. Il paragone con i primi Radio Dept. È d’obbligo e lo ritroverete penso in ogni pezzo scritto che riguardi questa band svedese. Credo abbiate già capito dove siamo andati a finire: shoegazer leggero leggero…oppure…pop che non è pop ma è tutto un ritmo che prende vita su un tappeto di roba strana, campanelli, loop sporcati, ripetuti e basi elementari. Un disco piacevole che paga però in alcuni episodi la poca voglia di cambiare rotta* e proporre qualcosa di diverso.
Ecco che alla fine risulta tutto ben suonato e prodotto ma lascia nella mente l’idea di un’unica traccia e se la mattina alle otto e venti la maestra vi interroga e vi fa alzare dal posto chiedendovi com’è la canzone numero 3, voi fate scena muta (perché per voi la numero tre potrebbe benissimo essere anche la otto…).
Disco che riempie un bel po’ l’ambiente e colma i silenzi imbarazzanti con felici spunti melodici, disco che sicuramente merita più di un ascolto.
( * Lo sapevate che spesso la vostra mente decide improvvisamente di non seguire più il Nord Vero, di fregarsene e di andare dietro a quello Magnetico, viaggiando su percorsi con azimut costante che sulla carta possono definirsi Lossodròmici?)
2. The Better Half Of Cynical Boys
3. Quiet
4. You Are / Just Like Me
5. I Left
6. Like Something Worth Remembering
7. Statement
8. Moments
9. Dress Up, Wear Down
10. Streetlights Saved My Life
MIXTAPES & CELLMATES su IndieForBunnies:
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17 aprile 2007 @ 09:49
fatti forza, fratello: l’assuefazione al male è già di per sè un prodotto venduto ed imballato (e i migliori offerenti non mancano). vedere il male e riconoscerlo è ancora una buona notizia…
i mixtape & cellmates li ho apprezzati nella compilation tributo ai b&s, a century of covers: la loro “photo jenny” fu una delle cover più riuscite. questo album non saprei…dal sample mi sembra che la bilancia penda più verso il pop che verso lo shoegaze…comunque – in linea di massima – giudizio condiviso…
a presto e stammi bene!
ps se non sai che pesci pigliare, lancia un “individuazione del male” insieme a “benedizione”…
17 aprile 2007 @ 14:13
sentiti al motron, non mi erano sembrati male..riascolterò su disco..