banner

LONEY, DEAR
Loney, Noir

18 aprile 2007

[ratings]

Una carezza o un sorriso non risolvono i problemi di nessuno, ma possono alleviare il dolore o le fatiche che la quotidianità ci offre inesorabilmente su un piatto d’argento. E’ un po’ come quando durante le fasi finali di una partita di calcio il difensore spara via il pallone dalla propria area difendendo il risultato e a sua squadra dall’assalto finale degli avversari. Hai semplicemente alleggerito il gioco, tirato un sospiro di sollievo e sei già pronto per una nuovo assalto a Fort Apache. Dischi come questo servono soprattutto a raddrizzare l’umore e il peso delle cose che ci rendono le giornate difficili, e ancora una volta il tutto viene dalla fredda, ormai solo nel clima, terra svedese. E se ne sono accorti anche alla Sub Pop, divenuta la label dell’indiepop per eccellenza. Non è mai troppo tardi, per cui questo che in realtà sarebbe il penultimo disco dei Loney, Dear diventa praticamente il primo distribuito su scala mondiale: piccoli testacoda della discografia contemporanea. Quello che potrebbe diventare maniera o semplicemente opportunismo, qui non si avverte nemmeno lontanamente. Ciò che traspare dalle dieci composizioni in scaletta è una sincerità assoluta ed un gusto spiccato per la melodia e i cori in falsetto, che rendono le canzoni molto più che un mero esercizio di stile. Dubbi legittimi del lettore attento e smaliziato da ascolti del genere potrebbero essere: dov’è l’originalità? Perché dovrei ascoltare proprio questi qui e non altre decine di band del genere? In effetti non credo di avere la risposta a portata di mano, non credo di poter spiegare bene perché i miei umori e le mie orecchie mi stanno portando ogni giorno a metter su questo disco almeno una volta. Guardando fuori la finestra scorgo tra i tetti della mia città almeno lontanamente la voglia di uscire fuori e assaporare l’aria che si fa sempre più calda. E allora non faccio altro che infilare gli auricolari dell’ ipod nelle orecchie, far partire Loney, noir e aggirarmi per le strade di una Napoli luccicante per la primavera, tra cori in falsetto, battiti di mani, chitarre solari, fiati e quelli che si definiscono ritornelli killer. Si, c’è proprio qualcosa in più del semplice pop da camera in questi solchi, e non so dirvi cosa esattamente. Sarà che ho un bisogno fottuto di un sorriso o di una carezza ideale per andare avanti, ma io trovo tutto questo indispensabile.

Cover Album
Band Site
MySpace
Loney, Noir [ Sub Pop - 2007 ] – BUY HERE
Similar Artist: Sambassadeur, The Clientele, Grandaddy
Rating:
1. Sinister In A State Of Hope
2. I Am John
3. Saturday Waits
4. Hard Days 1.2.3.4
5 I Am The Odd One
6. I Could Stay
7. I Will Call You
Lover Again 8. Carrying A Stone
9. The Meter Marks OK
10. And I Won’t Cause
Anything At All

 

Articoli Correlati:

12 commenti »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…