Ven 25 Mag 2007
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Potrei liquidare questo disco in tre righe, ricordandovi semplicemente di andare a spulciare la mia recensione dell’album precedente di Rosie Thomas apparsa su Sullivan street records due anni fa. Potrei scrivere nuovamente che queste canzoni mi ricordano il legno che scricchiola, e la tranquillità, purtroppo solo immaginata, delle piccole città americane di campagna.Non quelle dimenticate da Dio, ma quelle rassicuranti, piene di verde e di villette dai colori chiari e costeggiate da stradine da percorrere in bicicletta. Tutto questo semplicemente perchè la cifra stilistica non si sposta di una virgola: soffici canzoni folk sussurrate e accompagnate da una chitarra acustica, un pianoforte e archi. Un disco come tanti ma, come sempre accade per questa fragile cantautrice, meglio di quasi tutte le uscite discografiche del genere. Forse è merito anche delle collaborazioni eccellenti, tra cui spicca il nome di Sufjan Stevens, oltre che al solito Damien Jurado e a Denison Witmer, di cui avete letto quelche mese fa su queste pagine, fatto sta che mi ha conquistato di nuovo. Io ci casco sempre con lei, sono un recidivo, ma se si apprezzano certe sonorità carezzevoli e allo stesso tempo pulsanti di linfa vitale, non si può restarne indifferenti. Poco più di mezz’ora di scaletta, dieci canzoni una più riuscita dell’altra, tra cui la cover dei R.E.M. “The One i love” e quella dei Fledtwood Mac “Songbird”. Aggiungeteci il duetto con il buon Sufjan di “Say hello”, e poi fatevi i calcoli, decidete se vale la pena affondare le vostre orecchie in un disco davvero come tanti, ma sicuramente meglio di molti. E’ la vostra strada di casa, sempre la stessa, ma oggi è piena di alberi in fiore, oggi è diversa, è meglio di come è sempre stata fino ad ora. Prendete la bici e percorretela fino alla fine. |
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(3 votes, average: 4 out of 5)




Maggio 25th, 2007 at 19:32
bravo sac! è ora che la senta, mi hai convinto..:)
Maggio 25th, 2007 at 20:40
Ma si, riconcilia con la vita presa al momento giusto.
Maggio 26th, 2007 at 01:49
Il fatto è che una Rosie Thomas con il suo vestitino di cotone stampato e una chitarra acustica, proprio così com’è senza tante infarciture, me la schiaffi anche sul pianerottolo di casa e ti dice tutto quello che c’è da dire e da sapere. Con 4 note, la voce e una chitarra. Per questo il folk esisterà ancora quando del folklore non ci sarà rimasto un benemerito. E non ci manca poco purtroppo.
Maggio 28th, 2007 at 16:13
Say Hello è un piccolo gioiellino.