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Sono passati sei mesi da quando abbiamo steso Max al tappeto in una sala semibuia del Jungle Sound di Milano. Era la nostra prima tazza di tè domenicale, i Canadians avevano da poco terminato il lavoro di missaggio del disco e, mentre si divertivano (ora si può dire, ok) invitando ragazze svedesi a giocare alle “Girls In Milan”, io e il fido Francesco tentavamo di carpire i primi segreti sui risultati delle settimane in studio e su quello che avrebbe atteso la band veronese nei giorni a seguire. Le risposte sono arrivate, nei mesi.
Ora sappiamo per quale etichetta uscirà “A Sky With No Stars”, la varesina Ghost Records, sappiamo che sarà distribuito nei negozi nel mese di settembre, e conosciamo già la copertina. Quello che rimane ancora avvolto dal mistero è la resa finale dei pezzi nuovi e vecchi, riarrangiati e manipolati dal genio fonico di Matteo Cantaluppi. La terza serata di Sporco Impossibile rappresenta, assieme al Miami Festival di venerdi e sabato all’Idroscalo di Milano, un appuntamento ideale in questo senso, una prova del nove per convincere le adoloscenti romane che i Canadians non sono solamente il riferimento esotico e mediterraneo per le ragazzine del Minnesota, che non sono semplicemente la risposta italiana ai Death Cab For Cutie e alla O.C. Generation, ma sanno anche scrivere pop-songs irresistibili, immediate ed appiccicose. Insomma, dietro a quei coretti ingenui, c’è più gavetta e carne al fuoco di quanto non si voglia far credere.
Nonostante gli organizzatori ripetano continuamente che all’interno delle serate di Sporco Impossibile sono tutti headliners, occorre menzionare un personaggio che protagonista lo sarà più degli altri. Parlo di Vittorio Pozzato, a.k.a. Vito, che nei Canadians si occupa delle tastiere, ma che, vista la sua contemporanea militanza nei Fake P, sarà costretto a presentarsi due volte sul palco del Circolo degli Artisti. Un side-project dei Canadians? Sarebbe fuorviante e semplicistico descrivere così i Fake P. Si, entrambi provengono da Verona, insieme hanno calcato il palco del mitico Cavern Club di Liverpool, ma è doveroso sottolineare le differenze stilistiche. La spiccata sensibilità pop è qui privata della spina dorsale, (se ci pensate è quello che succede alla metà dei Death Cab For Cutie quando, liquefatta, si fa chiamare Postal Service) e trattata a suon di tastiere e glitch educati, fino a generare una delle poche, pochissime, realtà italiane valide ed esportabili in quota indietronica ed affini.
Discorso a parte meriterebbero i romani Volcanoman, difficilmente riconducibili agli altri due gruppi menzionati, ma curiosi rappresentanti, insieme a Rodion, della territorialità che contraddistingue l’iniziativa di Sporco Impossibile fin dagli esordi. Costituiscono la frangia armata e magmatica del cast di questa sera, mescolano attributi stoner con sottigliezze elettroniche, reminiscenze heavy-metal e pop ruffiano. Pare diano il meglio nella dimensione live, ed è probabilmente grazie a questo che sono stati selezionati per il cast di Italia Wave.
Insomma, cari amici, tenetevi liberi questa sera, c’è da vulcanizzare un Circolo intero…
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11 Ottobre 2007 @ 16:25
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