HANNE HUKKELBERG
Rykestrasse 68
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Questo disco è come un’ombra sinuosa di una ragazza che elegantemente si muove verso di te. E ti sfiora solamente, con il suo odore dolce che rimane sulle tue mani e sulla tua maglietta. Pochi attimi e svanisce oltre la porta. Non è stato niente ma è come se per un attimo soltanto fosse stato tutto. La teatralità della vita e lo scioglimento dei sensi, sublimati in un istante. Stordito e affascinato non ti resta che ascoltare le nove composizioni di questo “Rykestrasse 68″, album dedicato al periodo berlinese di questa ragazza apparentemente timida, originaria della fredda Norvegia. Sinuosi acquerelli casalinghi ricchi di atmosfere fumose e antiche, col profumo del jazz e l’originalità compositiva di una Bjork con i piedi per terra. Esperienza fascinosa questo disco, leggermente tortuosa e colma di atmosfere oblique eppure rassicuranti. La voce è delicata, timida e comunque piena, lontana dalla fragilità infantile di Joanna Newsom e perfettamente in equilibrio tra melodia e ricerca stilistica (da brividi la rilettura di Break my body dei Pixies). Alchimie elettroniche che non hanno niente di sintetico, perchè volte a mescolare qualche campionatura strumentale, ricordano i carillon antichi in cui delle malinconiche ballerine giocavano a rincorrersi in circolo. Ma non c’è quella sensazione di desolata tristezza che quei piccoli marchingegni hanno sempre comunicato, piuttosto si vivono sensazioni intime e tinteggiate di colori caldi. Disco per i pomeriggi pigri e assolati di questi primi scorci d’estate, quando non si ha la necessità di riempirsi le orecchie di suoni fragorosi e ritornelli al caramello. Da ascoltare durante una cena a lume di candela, fuori ad un terrazzo dalle pareti ricche di glicini e bouganville. Fragile come un fiore e persistente come il suo odore, Rykestrasse 68 è un viaggio consigliato a tutti coloro che vogliono vivere atmosfere antiche ricostruite con gusto ed un’originalità (post) moderna che ha pochi rivali. “LITTLE THINGS” review on INDIE FOR BUNNIES |
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14 Giugno 2007 @ 10:31
capolavoro !!!
Lei è semplicemente una grande !!!
14 Giugno 2007 @ 10:33
X OLMERT :
tu l’IPOD autografato da SONDRE LERCHE
io RYKESTRASSE 68 firmato da HANNE HUKKELBERG…ognuno ha quello che si merita…
sempre con simpatia….e accusi (ma per il tuo bene…)
14 Giugno 2007 @ 10:35
bel disco e effettivamente la cover di break my body è strepitosa…
!g
14 Giugno 2007 @ 10:35
mah, io amo Sondre Lerche e amo questo disco. Vi faccio contenti tutti ok?
14 Giugno 2007 @ 10:42
…dimenticavo …rimanete sintonizzati perchè oggi su INDIEFORBUNNIES è il “HANNE HUKKELBERG DAY” !!!
…dopo pranzo infatti va on-line il live report di HELMUT sulla data romana di HANNE !!! …FOTO + VIDEO …
altro che SONDRE LERCHE ….
(chiaramente scherzo anche io apprezzo il buon SONDRE anche se io il mio IPOD me lo faccio autografare da gente del calibro di CADEO, MASTROTA, CORONA…quelli si son VIP ….)
14 Giugno 2007 @ 11:13
Come artista simile bocciatissime Cocorosie e Joanna Newsom, che ad Hanne non je stanno proprio dietro…
Tu scherzi scherzi Pomp, ma intanto accusi tutti…troppi weekend al mare con ” qualcuno “…e stacce…..stacce soprattutto co Del Neri…
14 Giugno 2007 @ 11:36
A me la faccenda degli artisti simili a volte mi mette in difficoltà, soprattutto per dischi come questo che hanno uno stile personalissimo.Ci vedo bjork, e per le altre due ho messo qualcuno che gioca con la fragilità e con i suoni minimali.Poi, a dirla tutte le Cocorosie e la newsom non mi piacciono proprio.
14 Giugno 2007 @ 11:43
Si si Sac, ti capisco….e neanche a me piacciono cocorosie e soprattutto la noiosissima Joanna Newsom…
14 Giugno 2007 @ 11:45
Siamo sulla stessa lunghezza d’onda allora.in effetti avrei potuto metterci anche i Low come artista simile,per l’ultimo disco, ma insomma non ci trovo niente di così vicino, almeno nelle mie conoscenze musicali.
14 Giugno 2007 @ 11:55
In linea di massima ci stanno comunque i similar…vedrai che brava che è dal vivo, questo pomeriggio con la recensione del live posteremo anche qualche video…bravissima..
14 Giugno 2007 @ 12:05
…in certe parentesi più acustiche a me ricorda BETH GIBBONS, EMILIANA TORRINI…
e poi tra i similar ci metterei anche una BILLIE HOLIDAY…
14 Giugno 2007 @ 12:20
fatto sta che comunque è un disco fighissimo, ra l’altro conosciuto nel podcast di tommy ancheperchè aveva stregato la mia amica Chiara, e attraverso il giudizio lusinghiero di helmut mi sono decisoa prendereil disco.Ho fatto benissimo.
14 Giugno 2007 @ 13:35
brava brava hanne…disco invernale non c’è che dire….però sach, non nominarmi più le cocorosie che mi vengono le bolle…:)
14 Giugno 2007 @ 17:24
sachiel ma parli della puntata del podcast di TOMMY dove ero ospite io ???
…allora sono io che ti ho fatto scoprire questo disco ??? (avevo portato BREAK MY BODY)
…mamma mia quante “dritte” che dispenso al mondo …
14 Giugno 2007 @ 18:19
Ah è vero è vero.sei tu, diamo a Cesare quel che è di cesare.Ma non darti troppe arie mi raccomando!
19 Giugno 2007 @ 17:11
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