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Primo peccato: considerare Hanne Hukkelberg una copia meno fascinosa di Bjork.
Secondo peccato: credere che la popolarità europea della minuta norvegese si palesasse anche a Roma.
Terzo peccato ( gravissimo ): non essere riusciti ad intervistarla come era nelle intenzioni di IFB.
Partiamo dalla prima e piuttosto diffusa colpa.
Il fatto che la Hukkelberg provenga dal nordeuropa come il folletto islandese, che come lei ammanti di soffici ed ovattati vocalismi i suoi brani e che – sempre come la protagonista de “ Le Onde Del Destino “ – sia dotata di una geniale creatività compositiva non solo non fanno di lei un clone ma nemmeno, a dirla tutta, un’interprete troppo assimilabile a Bjork.
Tanto capace di repentini, acuti e talvolta aggressivi mutamenti armonici l’islandese quanto fedele a linee melodiche soffuse ed intimiste la norvegese; tanto dedita a continue rivoluzioni sonore nei suoi dischi la prima quanto felicemente innamorata delle proprie atmosfere fumosamente jazzy e lievemente elettroniche la seconda.; infine tanto celebre e ormai icona a livello mondiale Bjork quanto timidamente antidiva Hanne.
Insomma, le due donne sono distanti su moltissimi punti, tranne – ovviamente – la possessione del medesimo DNA: quello delle grandi artiste.
Punto due, secondo peccato, stavolta meno grave del precedente perché motivato dalla troppa fiducia.
Su queste stesse pagine il sottoscritto ha messo in evidenza con soddisfazione la crescita della comunità “ indie “ romana, inglobando in questa definizione pubblico, locali e promoter.
Il troppo entusiasmo di chi scrive aveva dimenticato però che il “ pienone “ lo si fa spesso solo il sabato al Circolo degli Artisti e prevalentemente per concerti di matrice indie-rock più o meno legati agli hype del momento, mentre alcuni dei migliori live del 2007 si sono svolti in club semideserti ( vedi lo straordinario set di Port Royal al Traffic di Lorenzo e Davide ) o comunque non con l’affluenza che sarebbe stato lecito attendersi ( Lisa Germano ad otto euro al Circolo ).
Sta di fatto che al concerto di Hanne Hukkelberg ci saranno state si e no quaranta persone, forse meno.
A Catania, la sera precedente, lo stesso live aveva fatto registrare il tutto esaurito in un teatro da oltre seicento posti.
Il terzo peccato lo scontiamo noi di IFB, che non siamo riusciti ad organizzarci in tempo per l’intervista filmata ad Hanne visti i tempi serratissimi e il cambiamento all’ultimo momento della location, dal Sinister Noise al Brancaleone. Rimedieremo – ve lo promettiamo sin d’ora – appena ripasserà da queste parti…
Considerazioni a parte, il concerto è stato semplicemente meraviglioso, forse proprio grazie al disinteresse generale dei romani che ha permesso di creare un’atmosfera di intima complicità tra la band ed il pubblico, sgretolando la “ quarta parete “ in modo del tutto naturale.
Hanne voce e piano, una polistrumentista ( già con i Jaga Jazzist nella data romana di qualche tempo fa ) abile nel suonare gli strumenti a fiato e dotata di una grana vocale incantevole nelle backing vocals, un batterista che suona di tutto e che maneggia anche l’immancabile laptop, chitarra, fisarmonica e mille altri oggetti usati per allargare, quasi organicamente, lo spettro sonoro di per se già ampio.
Mrs. Hukkelberg attinge a quasi tutti gli episodi migliori dell’ultimo “ Rykestrasse 68 “, da “ Berlin “ al jazz sussurrato di “ Cheater’s Armoury “, dalle malinconie vaudeville di “ The Pirate fino alla cover dei Pixies ( da “ Surfer Rosa “ ) “ Break My Body “ , ancora più struggente nella versione live, senza dimenticare alcune gemme tratte dal debutto “ Little Thing “ quali “ Cast Anchor “, “ Baloon “ ed “ Ease “. Chiusura con l’electro jazz di “ Ticking Bomb “, armonioso divenire tra jagajazzismi d’annata e delicatezza pop scandinava.
Visibilmenti felici ed emozionati nel vedere che il pubblico li richiede a gran voce ancora sul palco, la band torna per regalare un’inedita versione jazzy colma di slide guitar del classico anthem dei Kinks “ All Day And All Of The Night “.
Applausi a scena aperta.
E il futuro è decisamente sempre più a Nord…
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Giugno 14th, 2007 at 17:19
Il blog norvegese EARDRUM oltre a citare il nostro HANNE HUKKELBERG DAY , ci regala anche una chicca.
La Hukkelberg l’anno scorso ha registrato un album jazz (“Happiness not yet won”) come componente del gruppo IGNORE.
Qui un pò di info :
http://eardrumsmusic.com/2007/06/14/hanne-hukkelberg-day-over-at-indie-for-bunnies-some-special-hukkelberg-goodies-from-us/
http://www.ignoreweb.com/
Giugno 14th, 2007 at 17:21
a proposito di chicche caro HELMUT, vogliamo dire chi ti ha fatto scoprire la HUKKELBERG e ti ha convinto a vedere il concerto ???
…sento puzza di ingratitudine e ovviamente di accusi…
…x il tuo bene…
Giugno 14th, 2007 at 20:56
L’articolo del blog norvegese su di noi quella si è una vera chicca…
Giugno 14th, 2007 at 23:01
Lazio Preso Del Nero.
Contratto di quattro anni per il trequartista che si libera del Brescia. Centrocampista offensivo era nell’Italia U.21 che ha vinto ad Atene il bronzo Olimpico. (Corriere dello sport)
Giugno 14th, 2007 at 23:41
Tutti pazzi per Frangetta
Da Milano con furore, il tormentone del momento lanciato da Linus:
“Vive all’Isola, sui Navigli o in Buenos Aires, vuole un loft, fa lo Ied, fa Filosofia in Statale, si mette gli occhiali grossi, ha il Mac, é una tipa complicata, va almeno a due concerti al mese, va al Rocket, al Plastic, al Gasoline, le sue amiche sono troppo delle pazze, ha la frangetta, é una indierocker, non le interessano i ragazzi con la macchina bella, a lei piace il maggiolone, il furgone della Volkswagen, “che bello il salone del mobile”.
Ma chi è? E’ Frangetta, la protagonista del tormentone musicale del momento.
Il singolo, estratto dall’album “Milano is burning” in uscita in questi giorni su etichetta debauched, è l’ultima diavoleria de il deboscio, un progetto apparso a Milano nel 2000 ad opera di Davide Colombo and friends.
Il brano è nato dall’osservazione dello stereotipo della ventunenne-tipo milanese, il cui profilo è stato messo su una base musicale house e “cantato” da una voce femminile metallica.
Giugno 14th, 2007 at 23:46
Quale’ sara’ lo stereotipo del 21enne tipico Romano????
Giugno 15th, 2007 at 01:29
” Frangetta ” non è certo una news, la cosa risale a parecchi mesi fa.
E’ una canzone che ti rispecchia pienamente, anche per quanto riguarda l’essere donna.
Giugno 15th, 2007 at 01:31
Lotito non fallisce mai.
Un presidente tifoso che non meritate.
W i colori pastello.
Giugno 15th, 2007 at 01:34
A rileggella bene pure sta recensione è na chicchetta non indiferrente.
Giugno 15th, 2007 at 17:46
non conosco troppo bene….quindi accuso? boh…non entrerò mai abbastanza dentro il lessico del nucleo romano dei conigli… .
;D