Ven 15 Giu 2007
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Squilla il telefono, vado a rispondere ed è Jim Morrison che mi domanda che tempo fa ma soprattutto chi sono e perché mai ha trovato una chiamata persa, dal mio numero. Comunque gli ricordo che è morto da un po’ quindi teoricamente questa telefonata non avrebbe ragione di esistere. Cade la linea e rimango sospeso, accovacciato sopra uno dei tanti battiti periferici di questa parte dell’agglomerato urbano. Mi interrogo sulla strana alchimìa che rende possibile il fatto che un gruppo possa entrarti nel sangue anche suonando canzoncine (apparentemente) inoffensive. E’ il caso dei Page France, uno dei tanti gruppi conosciuti per caso qualche anno fa e che attualmente rappresentano per il sottoscritto il gruppo indie che sta completando nel migliore dei modi un percorso musicale eccellente, anche se forse non per tutti i palati. Il primo disco di questa fin troppo politically correct band americana “Come! I’m a Lion” è un concentrato di dolcezza al miele, romanticismo, emo da persone sognanti e tante di quelle chitarre acustiche da far quasi venire la nausea. Stupendo. Il secondo episodio “Hello, Dear Wind” (licenziato come il debut dalla Fall Records di Baltimora) suona come una piccola svolta indie rock tendente al lo-fi ma sempre malinconico, romantico, con spunti interessanti nei cambi di ritmo e delle ballate ancora una volta mozzafiato (“Dogs” su tutte). Adesso questo “…& The Family Thelephone” ad affinare ancora di più un idea ben precisa di come il folk possa fondersi con l’emo più autunnale e acustico e come una voce (quella del cantante Micheal Nau) possa effettuare un percorso al contrario inasprendosi sempre di più disco dopo disco senza mai stancare o risultare fastidiosa. La formula è sempre la stessa: pochi accordi, pochi strumenti e testi sempre incentrati su animali, alberi, foglie morte, campi in fiore e Dio. Ma allora dove sta la magia di questo disco? Immaginate Devendra Banhart che prova a suonare come i Belle And Sebastien e sarete molto vicini alla strana alchimìa di cui si parlava all’inizio. |
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Giugno 15th, 2007 at 15:07
Giov ti devo qualcosa, perchè i Page france sono ormai tra le mie band preferite, e non potevi descrivere meglio questo nuovo lavoro che ovviamente ho comprato appena uscito. A volte le cose inoffensive e apparentemente semplici fanno la differenza. Come quando ti inamori di una ragazza davvero ordinaria, in cui qualche particolare che hai osservato, apparentemente banale, ha fatto la differenza.Ecco, i page france sono tutto questo in musica.L’importante è avere la pazienza e la voglia di volerle conoscere le persone, e le cose. Bello.
Giugno 15th, 2007 at 16:34
grazie guagliò
Giugno 15th, 2007 at 18:46
15/06 18:03 MESTRE Una tromba d’aria si è abbattuta sulla città dove è in corso il Jammin’ Festival.Otto le persone ferite