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Terzo disco e, per la terza volta, le liquorose note dei Clientele imbrgliano il mio palato musicale. E’ un piacere essere sedotti dai loro intrgihi per cortigiane sbarazzine poco resistenti all’ alcool. Atmosfere torbide da locali di serie b, tra Galaxy 500 e Go-Betweens, questo ed altro su God Save The Clientele.
Il romanticismo dei Clientele dall’Hampshire (Londra), può essere sfocato, fumoso e vago. Il lato malinconico spesso è un’intuizione sotto una stratificazione di suoni, dove il muro, un passo oltre quello Spectoriano, è costruito sul trinomio batteria, chitarra e basso. (I Hope I Know)
Il romanticismo dei Clientele a volte è classico. Le canzoni del gruppo di Alasdair MacLean sanno vestire magnificamente i panni del chamber pop. La voce di Alasdair è sezionata, ed ogni sezione è come sparata in differita di qualche decimo. Così, quello che all’esordio sembrava un pretesto d’originalità, oggi è un marchio di fabbrica del gruppo. Tutto è stordimento. (Isn’t Life Strange)
Il romanticismo dei Clientele è frettoloso e bramoso come la “danza delle ore”.
Il romanticismo dei Clientele è senza pudore, come solo il romanticismo puro può e sa esserlo. Alasdair MacLean & Co. non arrossiscono cantando No Dream Last Night o The Queen Of Seville con la steel guitar sotto braccio.
Più che in altre occasioni, l’ossessione sixties è arricchita da episodi maggiormente sinfonici e orchestrazioni più complesse (gli archi in Isn’t Life Strange o le tastiere in The Dance of The Hours, ad esempio). Proprio queste due, sono le uniche varianti di un sound ormai canonizzato ed inconfondibile. Entrambe sono il frutto, rispettivamente, dell’ingresso in formazione della tastierista e violinista Mel Draisey e della produzione di Luis Mark Nevers (già con i Lambchop).
I Clientele sono degli intransigenti romantici, se non l’aveste ancora capito, magnifici perdenti in un Inghilterra piena di manichini travestiti da rock-hero. Avvolti di una patina che sa di prescelti warholiani, che Dio salvia la classe dei Clientele!
Recensione dei Clientele precedentemente pubblicata su Indie Riviera
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Giugno 17th, 2007 at 11:39
I clientele hanno classe, una gran classe. Hanno un gran gusto per le melodie ma ti rend conto che lo fanno con un’eleganza straordinaria. Agrodolci senza restare a metà tra le cose. Oggi ascoltero’ questo disco per la prima volta, ma lo so che non mi deluderà.
Giugno 17th, 2007 at 13:09
I Clientele furono uno dei primi gruppi che scopriì sul vecchio indiefordummies…grandi!!
Giugno 17th, 2007 at 23:14
Qualcuno sa perche’:
Roma: 17-06-07
Blitz a Campo de Fiori.Sequestrato un pub. Troppo rumore e norme antincedio non rispettate. Chiuso il Drunken ship.
Al momento dell’irruzione la gente ballava persino sui tavoli che scolava biraa e superalcolici come fosse acqua.
Denunciati il gestore e il propietario.
Giugno 18th, 2007 at 12:34
Sono contento che tu li abbia conosciuti su Dummies davids. Se non sbaglio era un mio post pure quello ; )
Grande gruppo, old style senza sembrare affatto anacronistico.
Ciao ciao
Giugno 18th, 2007 at 13:05
Forse pure io li ho conosciuti qui mi sa, una dele orime volte chi vi sbirciavo da fuori.Che romantico.