LISA GERRARD
The Silver Tree

21 Giugno 2007

[ratings]

5 commenti »

Ultime recensioni

I’m New Here

GIL SCOTT-HERON
I’m New Here

Gil Scott-Heron è tornato, me lo sentivo, lo aspettavo al varco. Anelavo a questo momento…

Falling Down A Mountain

TINDERSTICKS
Falling Down A Mountain

Con i piedi intorpiditi dalla neve e le orecchie risvegliate dai Tindersticks, una mattina di…

We Built A Fire

SEABEAR
We Built A Fire

Tutto quello che può essere pensato a priori è sbagliato a priori. Almeno in questo…

S.P.U.P.P.A [EP]

NO SEDUCTION
S.P.U.P.P.A [EP]

I No Seduction, trio della provincia di Venezia (Chioggia per la precisione), rilascia un EP…

End Times

EELS
End Times

E Mr E infila di nuovo la palla nel sette.
Le metafore calcistiche, se decidesse…

S/T

RAIN MACHINE
S/T

Di quanto sono apprezzabili i Tv On The Radio, dei tantissimi motivi per cui lo…

Back To Peru Vol. 2

AA. VV.
Back To Peru Vol. 2

”Back To Peru Vol II” è un’operazione commerciale discutibile che riflette un periodo musicale peruviano…

Teen Dream

BEACH HOUSE
Teen Dream

Un pregio dei Beach House: l’essere riusciti a dipingere, fin da subito e senza sforzo,…

Questo è per tutte le notti passate sotto la volta celeste. Per tutte quelle volte che hai provato ad inarcare il cielo sopra di te e hai cercato di dare profondità alle distanze che separano le stelle. Qui rifuggi dalla forma canzone, è tutto un aggrapparsi a suggestioni antiche, canti medievali, vocalismi dilatati e persi nello spazio. Puoi riempire questo vuoto come preferisci, colmandolo di caldo umido che sfoca l’immagine all’orizzonte, oppure saturarlo di freddo gelido e pungente. Sta a te decidere. Lisa Gerrard non usa mezze misure, sei fuori o sei dentro. Non puoi pretendere di ascoltarla in ogni momento della tua giornata, devi incastrala perfettamente nel momento giusto, e li capirai se puoi apprezzarla oppure detestarla, ignorarla e lasciarla perdere. Ho scelto la prima strada, o meglio ancora è lei ad aver scelto me, e lo confesso, dopo i primi minuti mi è venuta in mete Enya. Me ne vergogno quasi, perché qui c’è una classe inarrivabile, una buona dose di mestiere, e inoltre viene fuori tutto il lavoro svolto per la realizzazione di colonne sonore( The insider e Il Gladiatore, ma anche lavori ai tempi dei Dead can Dance). Spesso nella trasposizione cinematografica di leggende epiche o di film pseudo-storici è facile imbattersi in queste sonorità catartiche che ricordano dei canti sacri, in cui le evoluzioni vocali fanno quasi tutto il lavoro, adagiate spesso su tappeti di tastiere ed organi in cui le note sono allungate al massimo. Difficile anche trovare qualcosa di sbagliato qui dentro, è tutto così estremo che o lo si accetta o si lascia perdere, anche se una certa sensazione residua di autocompiacimento viene fuori ogni tanto. E allora ho trovato il bandolo della matassa, sono riuscito a penetrare nei riflessi cangianti di un disco monolitico nella sua delicatezza, quasi etereo. Non riesco ad esserne travolto, ma la sera metterlo su è davvero un piacere, magari guardando fuori la finestra mentre osservo le luci della notte specchiarsi nel fazzoletto di mare che riesco a vedere. Non affondo, ma resto a fissare la volta celeste e a perdermi dentro.

Cover Album
Band Site
The Silver Tree [ High Wire Music - 2007 ] - BUY HERE
Similar Artist: Craig Armstrong, Cocteau Twins, Sigur Ros
Rating:
1. In Exile
2. Shadow Hunter
3. Come Tenderness
4. Sea Whisperer
5. Mirror Medusa
6. Space Weaver
7. Abwoon
8. Serinity
9. Towards The Tower
10. Wandering Star
11. Sword Of The Samurai
12. Devotion
13. Valley Of The Moon