LISA GERRARD
The Silver Tree
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Questo è per tutte le notti passate sotto la volta celeste. Per tutte quelle volte che hai provato ad inarcare il cielo sopra di te e hai cercato di dare profondità alle distanze che separano le stelle. Qui rifuggi dalla forma canzone, è tutto un aggrapparsi a suggestioni antiche, canti medievali, vocalismi dilatati e persi nello spazio. Puoi riempire questo vuoto come preferisci, colmandolo di caldo umido che sfoca l’immagine all’orizzonte, oppure saturarlo di freddo gelido e pungente. Sta a te decidere. Lisa Gerrard non usa mezze misure, sei fuori o sei dentro. Non puoi pretendere di ascoltarla in ogni momento della tua giornata, devi incastrala perfettamente nel momento giusto, e li capirai se puoi apprezzarla oppure detestarla, ignorarla e lasciarla perdere. Ho scelto la prima strada, o meglio ancora è lei ad aver scelto me, e lo confesso, dopo i primi minuti mi è venuta in mete Enya. Me ne vergogno quasi, perché qui c’è una classe inarrivabile, una buona dose di mestiere, e inoltre viene fuori tutto il lavoro svolto per la realizzazione di colonne sonore( The insider e Il Gladiatore, ma anche lavori ai tempi dei Dead can Dance). Spesso nella trasposizione cinematografica di leggende epiche o di film pseudo-storici è facile imbattersi in queste sonorità catartiche che ricordano dei canti sacri, in cui le evoluzioni vocali fanno quasi tutto il lavoro, adagiate spesso su tappeti di tastiere ed organi in cui le note sono allungate al massimo. Difficile anche trovare qualcosa di sbagliato qui dentro, è tutto così estremo che o lo si accetta o si lascia perdere, anche se una certa sensazione residua di autocompiacimento viene fuori ogni tanto. E allora ho trovato il bandolo della matassa, sono riuscito a penetrare nei riflessi cangianti di un disco monolitico nella sua delicatezza, quasi etereo. Non riesco ad esserne travolto, ma la sera metterlo su è davvero un piacere, magari guardando fuori la finestra mentre osservo le luci della notte specchiarsi nel fazzoletto di mare che riesco a vedere. Non affondo, ma resto a fissare la volta celeste e a perdermi dentro. |
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21 Giugno 2007 @ 15:52
Bello proprio st’album…
21 Giugno 2007 @ 15:59
si, devo dire, proprio bello ed inaspettato
21 Giugno 2007 @ 17:57
Scusate ma la banalissima ‘la classe con è acqua’ con lisa gerrard ce stà proprio tutta!
21 Giugno 2007 @ 22:08
anche solo da due o tre parole dell ultimo rigo del pezzo avrei potuto dire che si trattava del coniglio partenopeo.
bel pezzo davvero…l’album non so…l’artista non so…non conosco…non mi sembra che sia molto il mio genere ……gran bel pezzo però.
21 Giugno 2007 @ 22:51
Grazie Giov, Emo-sachiel, come mi hai definito tu, ha clpitoancra ehehehe