THE TWILIGHT SAD
Fourteen Autumns And Fifteen Winters

22 Giugno 2007

Il disco giusto al momento sbagliato.
Dire che “Fourteen Autumns and Fifteen Winters” è un brutto disco sarebbe un’ingiustizia, ma non posso nemmeno raccontarvi che passerà alla storia, o che più semplicemente si riproporrà nelle classifiche di fine anno.
Ma partiamo dal principio. “Fourteen Autumns and Fifteen Winters” è l’album di debutto dei Twilight Sad, sugli scaffali già dal 7 Maggio ma probabilmente già disponibile sulle librerie (digitali) da molto prima. Il debutto targato Fat Cat Records è la logica conseguenza del generale consenso, di critica e pubblico, che accolse il loro ep dell’anno passato.

I Twilight Sad sono scozzesi ed onestamente la voce di James Graham, impastata, sbiascicata, imbrigliata dalla birra e profonda, non fa nulla per nasconderlo. Per capirci, ci troviamo sulle tonalità di Arab Strap, Mogway, Micah P. Hinson e dei recenti iLiKETRAiNS.
Le muse del gruppo sono tante e disparate fra loro ed è incredibile come nel volgere dell’ascolto siano tutte ravvisabili. In soldoni, l’impalcatura chitarristica è quella classica dei gruppi post punk/new wavers, il cantato è di stampo Caveiano, le code fitte scimmiottano gli Yo La Tengo veste live e un lieve tocco esotico è abbozzato dalla fisarmonica.

Non è certo un lavoro derivativo, ma entro i giri conclusivi del disco si scorgono diverse citazioni musicali. Non è questa la pecca, o almeno non la sola. “Fourteen Autumns and Fifteen Winters” è un disco valido, ma solo se vi siete persi gli ultimi vent’anni di indie rock, allora sì, prendetevi questo piccolo bignami.
Non voglio perdermi oltre, profondità ed intensità sono doti che ben si accostano alla musica delle ‘penombre tristi’, e per freschezza ricordano perfino i capostipiti Glasgowiani, e mi riferisco niente meno che agli Orange Juice. La produzione è affidata a Peter Katis, già con Interpol, Mercury Rev e Mice Parade, ma questi nomi a fine disco e fine recensione non stupiranno più nessuno.
Se dovo puntare il mio nichelino, l’esordio british degli ultimi 12 mesi è sicuramente quello degli iLiKETRAiNS, non certo questo. Già visto e già sentito, da pensarci 2 volte.

Fourteen Autumns And Fifteen Winters [ Fat Cat - 2007 ]
BUY HERE
Similar Artist: iLiKETRAiNS, Nick Cave, Arab Strap
Rating:
1. Cold Days From the Birdhouse
2. That Summer, At Home I Had Become the Invisible Boy
3. Walking For Two Hours
4. Last Year’s Rain Didn’t
Fall Quite So Hard
5. Medley: Talking With Fireworks/Here, It Never Snowed
6. Mapped By What Surrounded Them
7. And She Would Darken the Memory
8. I’m Taking the Train Home
9. Fourteen Autumns And Fifteen Winters

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