Lun 25 Giu 2007
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Viviamo tempi asfittici, senza stimoli, camminiamo e ci sbattiamo in scatole vuote. E pensare che trent’anni fa il mondo bruciava di fermento. A volte bruciava e basta. Anni difficili, complessi, duri, fatti di sguardi vivi e feroci. Musicalmente gli anni ‘70 hanno dato moltissimo, se non quasi tutto. Il problema nasce laddove una semplice nostalgia si trasforma in devianza anacronistica. E non c’è cosa peggiore di scimmiottare comportamenti nella fatua illussione di riproporre modelli bocciati insidacabilmente dalla Storia. Sarebbe bello ritornarci, ma sfortunatamente non è possibile ed allora si vive di ricordi, di cimeli più o meno significativi e di White Stripes. I fratelli (sposi, cugini, amanti o cosa?) sonici di Detroit non sono certo i primi e non saranno gli ultimi a rimescolare e frugare tra le note del periodo che fu. Ma giù il cappello dinanzi a Jack White, che con passione e rigore da filologo ripesca tra tutti i suoi vecchi vinili, ne tira fuori lo spirito e l’ardore per poi ripassarlo attraverso un’attitudine tutta moderna di scrivere canzoni. E quello che ne esce fuori è un grande album, forse il migliore di tutta la loro carriera. Al di là di storcimenti di naso che suonano un po’ preventivi e snobbistici, i due Stripes mettono sul tavolo un disco esplosivo, compatto, guidato dalla chitarra di Jack, vero faro nella nebbia, e soprattutto disegnano un’opera fatta di canzoni tiratissime e levigate in ogni particolare. Fulminante la partenza, atmosfere torride, sbalzi tellurici, vorticose sciabolate si abbattono sull’incandescente chitarra di White, uno che sa suonare come pochi. La voce tremolante, abrasiva, sfigurata dall’acido, eppure così ammaliante, fa il resto ed è una manna per lo spirito indomito di qualsiasi rocker che si rispetti. Le cose bisogna viverle addosso, bisogna respirare e vedere i posti per capirli e mangiarseli con l’anima. Questo avranno pensato prima di volare a Nashville, punto incandescente del country e del folk made in Usa. E bene hanno fatto, a giudicare dall’iniziale ‘Icky Thump’, una strisciata bruciante, con le dita di White che vanno alla stessa velocità con cui una gallina becca il riso, il tutto per perdersi tra riverberi psichedelici con microfoni per la batteria posizionati anche a sei metri di distanza per dilatarne il suono, o da ‘Rag and Bone’ dove risuonano gli Zeppelin che furono. Cavalcate da ‘Spaghetti western’ come in ‘Conquest’, cover di un pezzo degli anni ‘50 di Corky Robbins tutta polvere e mariachi in salsa hard-rock, o insospettabili matrimoni con cornamuse e umori scozzesi che in maniera stupefacente s’arrampicano tra le note di ‘Pricky Thorn, But SweetlyWorn’, spingono veloce le goccioline di sudore che scivolano via durante il dondolio incessante nell’ascolto. E visto che un po’ di riposo va concesso a tutti buttatevi “nell’acustico con violenza” di ‘A Martyr For My Love For You’. E poi Meg sarà anche superflua, ma intanto picchia la batteria come un fabbro. Corna alzate al cielo, volume al massimo: Rock’n'Roll !!!!!! |
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(14 votes, average: 4.14 out of 5)




Giugno 25th, 2007 at 09:44
molto probabilmente è la migliore recensione di icky thump che ho letto fin ora e la cosa non può farmi che piacere ovviamente caro joses ma il voto non lo condivido molto….hanno un po’ stufato secondo me il loro top è tra white blood cells ed elephant.
Giugno 25th, 2007 at 10:43
Non saprei, non avendo ascoltato il disco, però ho letto pareri molto positivi in giro. E joses non è il rpimo che dice che frse è il miglior disco. Capisco anche chi si è stufato, comunque attendo impaziente un commento tecnico di Olmert. Lui si che è sempre puntuale e preciso nell’analisi.
Giugno 25th, 2007 at 12:07
Guarda, non volevo comprarlo, ma mi hai mezzo convinto. Infondo ogni tanto ci vuole un disco così. Però se vengo a sapere che fanno il record di vendite in Italia per Popopoppoppopppo, giuro che lo regalo!
Ciao ciao.
(segnalo un intervista ai Jennifer Gentle su Indie Riviera)
Giugno 25th, 2007 at 12:47
Vallettopoli, nuovi indagati a Milano
12.46 Un nuovo capitolo nel filone milanese dell’inchiesta su “Vallettopoli”. Tre starlette e un “tronista” -cioè la figura machile che si lascia corteggiare seduto su un trono in una trasmissione tv- sarebbero indagati per favoreggiamento e false dichiarazioni al Pm a proposito di episodi di spaccio di stupefacenti che sarebbero avvenuti in case e abitazioni di Milano. Gli indagati sarebbero Aida Yespica, Ana Laura Ribas, Alessia Fabiani e Francesco Arco.
archivio
24h no stop25/06 12:30 ROMA Partito
Giugno 25th, 2007 at 13:00
Ah, ora che ha scritto Olmert Simpson mi sento più a mio agio
Giugno 25th, 2007 at 13:34
giov: grazie assaje per ‘la migliore recensione’
secondo me questo è il primo disco dei white stipes, nel senso che gli altri mi sembravano più una raccolta di canzoni singole…o no? con ’sto caldo non connetto più tanto bene..evaporo….
vado a mangiarmi un ghiacciolino…
Giugno 25th, 2007 at 13:35
ovviamente ero io nel mex di sopra….
:)
Giugno 25th, 2007 at 16:27
Fa caldo.
Caldissimo.
Giugno 25th, 2007 at 16:42
Helmut, hai ragione, gran settimana di merda si prospetta.Pero’ bel disco eh?:-)
Giugno 25th, 2007 at 17:26
sto morendo dal caldo… aiutatemi!!
l’AC in ufficio è rotta e non posso nemmeno scaricarmi i white stripes… che mondo crudele!
Giugno 26th, 2007 at 00:24
Io non so perchè, figlio degli anni 70, e tutto quanto i White Stripes li ho sempre trovati terribilmente noiosi. Anzi no forse proprio per questo li ho sempre trovati mostruosamente noiosi? Boh non lo so. Sul genere preferisco Black Keys e Death from Above. Di molto.
Per il resto qui fa 15 gradi la notte e io sono raffreddato.
Ed è fantastico, giuro.
Giugno 26th, 2007 at 09:02
just maledetto…prima o poi verrò in quel di londra a tirarti le basette…promesso…lo sai che lo faccio……
Giugno 26th, 2007 at 15:34
Giov non essere sentimentale.
Sai benissimo che cederei la mia basetta preferita per rivedere la tua facciona in carni e ossi!