PRIMAVERA SOUND ‘07
DAY TWO – @ Parc del Forum (Barcellona 01/06/2007)

 
3 Luglio 2007
 
STAGES
ATP: DEATH VESSEL, BRIGHTBLACK MORNING LIGHT, BLACK MOUNTAIN, BLACK LIPS, BAND OF HORSES, MODEST MOUSE, LOW, BUILT TO SPILL,
AUDITORI: MUS, DAVID THOMAS BROUGHTON, BILLY BRAGG, BARRY ADAMSON, SPIRITUALIZED-ACOUSTIC MAINLINES
CD DROME BY VUELING: BONDE DE ROLE, KID KOALA, SR. CHINARRO, HALF FOOT OUTSIDE, DIPLO, DJ YODA, KIEV CUANDO NIEVA, GINFERNO, PLASTIC D’AMOUR, X-WIFE,
ESTRELLA DAMM: THE RAKES, THE FALL, MAXIMO PARK, LOS PLANETAS
ROCKDELUX BY FRIDAY’S PROJECT: PORTASTATIC, BLONDE REDHEAD, BEIRUT, GIRLS AGAINST BOYS, HOT CHIP
VICE: PEOPLE ARE GERMS, HOW DARE YOU!, EVRIPIDIS AND HIS TRAGEDIES, JAY REATARD, ONE-TWO, CHROMEO, REINHARD VOIGT, TOKTOK, LUKE SLATER, TECHNASIA, UMEK

Il secondo giorno di Festival inizia nel più imprevedibile dei modi e cioè con un set acustico dei Maximo Park. Proprio per questo ci avviamo un po’ prima e raggiungiamo verso le 18 e 30 lo stand di My Space, allestito come un salottino stile Brand:New. E qui l’incredibile. Forse assistimo ad una delle migliori performance della manifestazione, grazie alla commovente intensità emotiva di Paul Smith nell’interpretazione di canzoni che difficilmente avrei immaginato in una versione unplugged e grazie anche a Duncan Lloyd un chitarrista di tutto rispetto. Tra una maglietta di Leonard Cohen ( la sua) ed una Kiss you better, rimaniamo definitivamente rapiti da una mezz’ora scarsa di grande musica e disponibilità.
Ed eccoci, con il cuore e la testa ancora impregnati delle emozioni profonde che il set acustico dei Maximo Park ci ha regalato, al palco Estrella per vederci i Rakes. A dire il vero non sono un proprio un fan della loro musica, perché a parte qualche singolo, trovo che ci sia una carenza di canzoni davvero valide nella loro produzione. Problema questo che, almeno dal vivo, riescono ad aggirare con una performance davvero energica e divertente. Niente di memorabile, sia chiaro, ma la gente canta balla, beve e sorride. Non mi sembra così poco in fondo, anzi. . Il tono del festival inizia a salire non appena ci spostiamo nei pressi del Rockdeluxe, dove di lì a poco sarebbe incominciato il concerto degli attesissimi Blonde Redhead. Puntualissimi, come tutti del resto, alle 20,15 iniziano la loro performance con ancora un tramonto meraviglioso che irradia di luce tutto il Parc del Forum. Elegantissimi nei loro completi grigio-neri, i fratelli Pace scortano con la solita maestria sonica la fragile bellezza di Kazu, affascinante nei suoi movimenti tra capelli al vento e chitarre in distorsione. L’esibizione scorre via liscia e coinvolgente, e mi sorprende per la profondità e facilità di emozionare, soprattutto da parte di un gruppo sempre molto cerebrale.
Ci serve una pausa ,per cui assistiamo a qualche brano dei Fall un po’ defilati, e ammetto la mia ignoranza in materia. Quello che vedo è un Mark E. Smith in ottima forma e una band che sa assolutamente come stare sul palco e incantare il nutrito gruppo di fan presenti in prima fila. In fondo sono i Fall e non c’erano dubbi sulla qualità dell’esibizione. Dobbiamo ricaricare le pile, perché la serata è ancora nulla è dannatamente fresca. Chi lo ha detto che in Spagna fa caldo ? Sembra quasi una di quelle fresche sere di aprile dove è d’obbligo indossare una giacchetta per non tremare.
Ma bando alle ciance che al palco Rockdelux sta per iniziare il concerto di Beirut. E quanto mi dispiace non aver capito prima questo disco, come mi dispiace averlo apprezzato in tutto il suo splendore soltanto perché risvegliato da questo live set formidabile. Mi piacerebbe viverlo adesso , che brani come “Postcards From Italy”, “Gulag Orkestar” e “Bratislava” luccicano nel mio quotidiano in tutta la loro struggente carica emotiva. Sarà che lui canta in inglese, ma questa commistione tra musica balcanica e lingua americana è da togliere il fiato. Intanto ci prendiamo una sosta e passiamo al palco CD Drome dove suonano gli spagnoli Sr. Chinarro. Niente di trascendentale, sul disco funzionano meglio, e le trame smithsiane sono penalizzate da una voce troppo monocorde per tagliare fino in fondo. Carichi di energia e a questo punto in trepidante attesa di capire se lo show pomeridiano abbia allentato o meno la carica dei Maximo Park, ci spostiamo dalle parti dell’Estrella Damm, non senza aver fatto incetta di strane bottiglie d’acqua profumate ai gusti più impensabili (ma la sete è sete!) che ci vengono gentilmente offerte, o sbolognate, da solerti e graziose signorine. Mentre parliamo del più e del meno all’improvviso il boato del pubblico ci avverte dell’ingresso della band. Pochi secondi e da dietro le quinte esplode come una palla di cannone il nostro eroe, Paul Smith. Bombetta nera in testa inizia a saltare, a dimenarsi, ad interpretare sulle incessanti note dell’ultimo disco quasi tutte le canzoni in esso contenute; da “Books From Boxes” ad “Our Velocity”, passando per il turbine di “Apply Some Pressure” e “Graffiti”. Svedesi, spagnoli, americani, italiani, tutti insieme a saltare senza sosta. Sudore e freschezza (Ciab, lo vedi, era qui la freschezza!!) per una delle rivelazioni di Barcellona.
Se c’è qualcosa di cui lamentarsi in questo festival, oltre ai prezzi delle bibite è la collocazione dei Modest Mouse al palco ATP, troppo stretto per accogliere la folla in trepidante attesa per la band che si affaccia in Europa per la prima volta, se non erro. Riesco a guadagnare una buona posizione, non troppo vicino al palco a dire il vero, ma si sente bene, e comunque non potevo perdermi i Maximo Park e giungere qui in utile anticipo. Per cui eccomi qui a godermi questo concerto davvero trascinante, pieno zeppo di chitarre (Marr, che si è presentato con un’occhio probabilmente pesto e coperto da una benda, su tutti), e di mani alzate, ritornelli cantati a squarciagola e di pezzi vecchi e nuovi che hanno smosso molti culi tra la folla che si accalcava sotto il palco. Avrebbero meritato uno stage più grande, e io avrei potuto maggiormente godere di uno spettacolo davvero trascinante. Ma insomma, anche nella perfezione ci può stare una sbavatura.
Intanto la notte inizia ad incalzare e sempre all’ATP riusciamo a giungere tra le prime file per i Low, anche se l’orario non si adatta bene ad una formula sonora che meriterebbe più attenzione. Ma l’ultimo lavoro, “Drums And Guns” è troppo bello, per cui riesco a superare la fase di stanchezza che inesorabilmente mi stava fregando e mi godo il concerto con gli occhi pieni di gioia. La scaletta è quasi interamente dedicata agli episodi dell’ultimo lavoro di studio, e la cosa non può far altro che rendermi felice, anche se trascurano troppo gli episodi più movimentati del precedente “The Great Destroyer”. Qualcuno non li regge, tende ad addormentarsi, ma non è colpa della band, che anzi c’è ed è pure in splendida forma, ma proprio perché una collocazione a notte inoltrata non aiuta nella fruizione di questo tipo di musica: puro slow core d’autore. Sono ormai passate le 4 di notte. Un freddo ficcante preme da tutte le parti, ma c’è ancora voglia di rimanere, di incrociare sguardi e sorrisi e soprattutto di gustarsi i Built To Spill. Pare incredibile ma la voce di Doug Marsch è davvero così come suona su disco: angelica, quasi adolescenziale nonostante un aspetto da ultracinquantenne che l’accompagna e quell’aria da eterno perdente. Tre chitarre che stratificano, s’intrecciano a perfezione per uno degli show più coinvolgenti emotivamente. Pezzi vecchi e nuovi dinanzi ad un pubblico in estatico ascolto, o sono io che confondo l’irrigidimento post folate di vento gelido come reverenza. Comunque davvero un live set degno del Primavera Festival.

Link:

PRIMAVERA SOUND Official Site
PRIMAVERA SOUND MySpace
PRIMAVERA SOUND ’07 – DAY ONE LIVE REPORT on IndieForBunnies

Mp3:
Maximo Park – Our Velocity (live in Edimburgo)
Maximo Park – The Unshockable (live in Edimburgo)
Maximo Park – Girls Who Play Guitars (live in Edimburgo)
Maximo Park – Graffiti (live in Edimburgo)
Maximo Park – Russian Literature (live in Edimburgo)
Maximo Park – Russian Literature (live in Edimburgo)
The Rakes – We Danced Together (Sebastian Remix)
Blonde Redhead – 23 (from the album “23”)
Blonde Redhead – Melody Of Certain Three (from the album “Melody Of Certain Damaged Lemons”)
Blonde Redhead – Futurism Vs. Passéism (from the album “Fake Can Be Just As Good”)
Beirut – Postcards From Italy (from the album “Gulag Orkestar”)
Beirut – Mount Wroclai (Idle Days) (from the album “Gulag Orkestar”)
Low – Lion/Lamb (live in Sommerville)
Low – Breaker (live in Sommerville)
Low – Take Your Time (live in Sommerville)
Built To Spill – The Plan (from the album “Keep It Like A Secret”)
Built To Spill – You Were Right (from the album “Keep It Like A Secret”)
Modest Mouse – Float On (from the album “Good News For People Who Love Bad News”)
Modest Mouse – Tiny Houses Made Of Ashes (from the album “The Moon And Antarctica”)

Pictures from the NITE:
Maximo Park : Picture1 – Picture2Picture3Picture4Picture5Picture6Picture7
The Rakes : Picture1 Picture2Picture3
Blonde Redhead : Picture1Picture2Picture3
Beirut : Picture1Picture2
The Fall : Picture1
Sr. Chinarro : Picture1
Low : Picture1Picture2
Built To Spill : Picture1Picture2
Modest Mouse : Picture1

Video from the NITE:
MAXIMO PARK


THE RAKES

BLONDE REDHEAD


THE FALL

BEIRUT


SR. CHINARRO

MODEST MOUSE

LOW

BUILT TO SPILL

4 Comments

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Cacchiomcome siamo completi. report in 3 puntate,mp3, video, foto. Ma chi fa meglio di noi chi???????

siamo il meglio..non c’è che dire…:D

io ho deciso:mi farò l’abbonamento a vita al primavera sound!!!
pensavo di aver raggiunto il top il primo giorno con gli smashing e billy che in 1he40’di concerto ha pescato a piene mani dallo zucca-repertorio(ho rischiato la lacrimuccia più volte..)ed invece anche gli altri due giorni sono stati pieni di sorprese.il secondo con paul smith che sbuca dallo stand per poi esplodere più tardi sul palco;con i fluttuanti blonde redhead al tramonto,che tornano in scena per un non programmato bis acclamati a gran voce dal pubblico;con i fantastici beirut(che ho visto stravaccata sugli spalti cercando di recuperare forze!);con gli eterei e meravigliosi low ed infine con i built to spill ed i “thank you” pronunciati da doug marsch alla fine di ogni canzone con quella sua vocina timida timida..grazie a quel concerto ho iniziato ad apprezzare davvero questo gruppo e mi piace un sacco riconoscere le canzoni che hanno suonato!
il terzo giorno non lo commento ancora,ovviamente…
sento la nostalgia persino di quella rivoltante acqua aromatizzata!faceva schifo,è vero,ma faceva anche tanto festival!
vabé..aspetto il primavera del 2008…ma l’anno prossimo mi porto il maglione di lana,la sciarpa e i guanti!!!brrrr….

Beh fanny, quella rivoltante acqua ci salvava la vita.Concordo su tutto quello che hai detto, sprattuttosui Low che ho apprezzato un botto anche se l’orario non era l’ideale. Altri sbadigliavano, ma insomma dai Low che ci si aspettava?Rockabilly o garage punk? Non ti facevo così logorroica, bene.

 

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