The Assistants – S/T
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E’ strano vedere andarsene una parte di te in treno. E’ in questo modo che funziona. E basta. Quando ami una persona sei finalmente arrivato a casa. Non importa dove sei veramente, non importa piu’ niente e tutto sprofonda di sotto. Giu’. Semplicemente giu’, mentre tu rimani a galleggiare a mezz’aria. Quella persona alloggia in te. Non e’ nient’altro che chimica, anche piuttosto banale eppure… . Eppure e’ qualcosa di estremamene prossimo alla salvezza. E’ esattamente cio’ che da troppo tempo aspettavano i tuoi polmoni di respirare, e’ esattamente cio’ che i tuoi occhi non piangevano piu’ da tempi ormai incrostati e fermi dentro un blocco di neve. Ora che hai di nuovo la cosa piu’ preziosa che le tue braccia possano mai abbracciare riesci quasi ad alzare la testa e a sorridere. Incredibile, non ci credeva piu’ nanche il tuo vicino di casa. E’ crollata l’ennesima montagna ai tuoi piedi. Non te ne sei neanche accorto. Sei salvo pero’. Rientri a casa pieno di questi pensieri che con le creme abbronzanti, gli ombrelloni e i loschi figuri che urlano ai quattro venti COCCOBBBBELLOO AUEEEEE non c’entrano proprio un cazzo. Accendi qualcosa di elettrico. Ready….set….go: il gusto melodico degli Smiths, la corrosività cruda (in alcuni punti nelle parti di chitarra) degli Stones e pure il pop più radiofonico (mi viene in mente non so perché “Old Bifore I Die” di Robbie Williams quando voleva a tutti i costi essere uno della combriccola Gallagher…). Tutto molto inglese….fin troppo, ma almeno sapete già cosa aspettarvi da un gruppo che non farà mai la storia del rock ma che, in questa sera in cui fa talmente caldo che le zanzare mi si squagliano sulle braccia, può risultare utile. Utile per non pensare troppo. Traccia numero 5: “And Then Again” fantastico, pensavo proprio a te la scorsa settimana amico, mentre cantavi “Money For Nothing” ed ora mi ritrovo la tua voce sul disco degli Assistants. Bella sorpresa davvero…. . Poi in “Handful of Heaven” cambia tutto…diventa tutto un po’ new wave o cronometrato alla precisione, al secondo e quella chitarra che già dal primo brano mi aveva incuriosito non poco, finisce veramente per piacermi un casino e quel basso che in “Free To Believe” sembra suonarsela alla grande come se esistesse solo lui sulla faccia della terra, mi convince definitivamente. Si Gli Assistants, non faranno la storia, ma per lo meno allontanano la banalità più scontata dalle loro corde. Primo passo fatto. Pop rock piacevole, quello che accompagna i pensieri verso territori tranquilli, melodici, senza troppe sorprese distorte (“White” sembra uscita da Different Class dei Pulp). Adesso dovrei finire come si conviene con una chiusura di quelle strane che parlano di rane piovute dal cielo o allucinazioni che solo dopo aver portato la mente a uno stato superiore si può avere la facoltà di percepire, ma ho scoperto che in emilia romagna le zanzare sono veramente figlie di puttana alla grande, fanno uscire delle bolle vergognose e credo che dovrò andarmi a spalmare un po’ di pomata al più presto. Brusco stacco sulla realtà più comune. |
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12 luglio 2007 @ 10:57
e poi sarei io quello emo???
12 luglio 2007 @ 20:49
ahahahhahahahahahahahahaha…beh si….per questa volta non hai tutti i torti….