GUSTER
Gunging Up On The Sun

14 luglio 2007

[ratings]

L’insostenibile (a volte) leggerezza del pop.

Non vi pesa a volte la leggerezza del pop? (che sia Indie o meno poco importa)
A me si, fatico sempre più a trovare album pop di spessore, ma che rimangano comunque pop.
“Gunging Up On The Sun” è uno di questi, non ci sono grandi antefatti semantici dietro all’ultimo lavoro dei Guster, solo tanta melodia, intrecci chitarristici leggeri e veloci e tanto sano Pop.
I Guster sono una vera e propria band di culto. Non li avete mai sentiti? Nulla di strano, è normale, visto che si tratta di un culto geolocalizzato nella costa orientale degli States. I Guster devono il loro successo ad un periodo particolarmente prolifico, alla fine degli anni ‘90, e ad uno zoccolo di pubblico molto duro, attivo su internet e costante nel tempo.
I Guster, veterani della scena indie (calcano gli stessi palchi già dal 1993) sono abili compositori di catchy songs, veloci e piacevoli e mostrano raramente il fianco a banalità e scontatezze. Mandolino e steel guitar, seppur dosati con cautela, sono gli elementi che non t’aspetti da un gruppo natio del Massachusetts. Il paese natale è presto abbandonato in favore del college di Boston, lì si presentano con chitarra acustica e bongo, ma presto il loro sound si plasma su chitarre, melodie semplici e ruffiane, piano, organo e sulle voci di Ryan Miller e Adam Gardner.
I riferimenti sonori sono pochi ma precisi, inquadrano bene le coordinate entro cui si muove il gruppo. In One Man Wercking Machine e Ruby Falls (con uno spiazzante assolo di sax finale), elettronica e sonorità sospese rimandano inequivocabilmente ai Flaming Lips periodo The Soft Bullettin. C’mon è decisamente un gioiello rubato alla corona dei Nada Surf. Durante tutto il disco si respira un’aria rarefatta già ascoltata nei lavori dei My Morning Jacket (ennesimo rimando a qualcosa di Southern, evidentemente non sono tutte casualità). E Satellite, bè Satellite ascoltatela…
Gunging Up On The Sun è il disco definitivo del gruppo, direi anche il più solare che ho ascoltato in questa metà 2007. Freschezza, ritmi incalzanti spizzicati, e sonorità vintage conferiscono al disco un appeal degno di nota, pur rimanendo entro i confini del disimpegno totale. Da ascoltare con i finestrini abbassati e il gomito di fuori.
Per maniaco-depressivi, rassegnati alla penuria di uscite, tipiche del periodo estivo: vi ricrederete!

Recensione dei Guster precedentemente pubblicata su Indie Riviera

Cover Album
Band Site
MySpace
Gunging Up On The Sun [ Reprise/WEA - 2006 ] – BUY HERE
Similar Artist: Destroyer, My Morning Jacket, Nada Surf
Rating:
1. Lightning Rod
2. Satellite
3. Manifest Destiny
4. One Man Wrecking Machine
5. The Captain
6. The New Underground
7. Ruby Falls
8. C’mon
9. Empire State
10. Dear Valentine
11. The Beginning of the End
12. Hang On

Non ci sono articoli correlati.

 

 

 

2 commenti »

Ultime recensioni

Champ

TOKYO POLICE CLUB
Champ

Ok, confesso! Se devo dirla tutta allora la verità è questa: mi sono accaparrato…

The Noyelle Beat

STANDARD FARE
The Noyelle Beat

Di Sheffield mi viene in mente solo l’oscurità di una notte con poche stelle.…

Oku

KING BLESO & THE VOODOO SOUL UNLIMITED
Oku

King Bleso è in realtà Gopher, veterano della scena hip-hop e reggae italiana (nel…

Hitecherous [EP]

AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato…

United Nations Of Sound

RPA & THE UNITED NATIONS OF SOUND
United Nations Of Sound

Quindi è tutto finito?
Siete davanti al televisore e guardate l’incontro del vostro pugile…

DJ Kicks

JAMES HOLDEN
DJ Kicks

Pochi si saranno dimenticati di questo ragazzetto inglese che nel 2006 sfornò un album…

Lineare

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO
Lineare

Un disco coi controcoglioni. Si potrebbe chiuderla qui, a questo punto. Il cantautore italiano…

The Place We Ran From

TIRED PONY
The Place We Ran From

È un sentimento condiviso, quello che ci attraversa i pensieri in situazioni faticose, che…