Lun 16 Lug 2007
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Non ho mai ben capito che cosa fosse la generazione X. Non so neanche se io faccio parte di questa cavolo di generazione X. So solamente che mi sarebbe piaciuto vivere dalle parti di Seattle negli anni novanta e respirare un bel po’ di metallo stridente, rabbia e fumi alcolici. Non mi lamento comunque perchè pur avendo passato quegli anni in abruzzo a giocare a pallone come neanche ronaldo ai bei tempi e a fare il teppista in motorino non mi sono perso l’ondata di rabbia che avanzava. Nella vita attualmente ho poche certezze ma una di queste è sicuramente che gli Smashing Pumpkins non saranno mai ricordati per Zeitgeist. Passo indietro ancora una volta. Da bambino guardavo la televisione e tra holly e benji e bim bum bam giravo su altri canali e ogni tanto beccavo una canzone chiamata “Disarm” che mi piaceva proprio, in mezzo c’aveva pure le campane. Poi alla veneranda età di quindici anni è successo tipo che sono andato da mio padre e gli ho detto “Papà allungami tutta la paghetta del mese in anticipo che c’è uno che somiglia allo zio fester e dice che il mondo è un vampiro e sembra proprio uno incazzato e la canzone è fighissima e….”. Da lì anche per me nonostante la mia rabbia a volte continuavo a sentirmi un topo in gabbia, ma ero contento perchè avevo scoperto un gruppo che brillava a 360 gradi. Ok, intro fatta, passiamo ad oggi. Passiamo ad un buon album ma niente di più. Buoni spunti chitarristici (ma che Billy sapesse suonare la chitarra ce n’eravamo accorti nel corso degli anni), Chamberlain è sembre un bel pestone e non perde mai un colpo, però… . Il però qui è grosso come una casa. Il però racchiude il fatto che c’era un tempo ben preciso per cantare certe frustrazioni in un certo modo e tutto si incastrava a meraviglia. Tutto sembrava perfetto quando 1979 faceva venir voglia anche a me di esser nato qualche anno prima tanto era bella e tanto suonava in accordo con l’universo. Sono passati gli anni in cui ogni canzone di Adore si squagliava sulla pelle con tutta la sua malinconia da tramonto invernale e ti portava via, cullandoti fino a che non ti addormentavi. In Zeitgeist manca D’Arcy, manca la controfigura di Recoba nata con la chitarra in mano e manca anche un po’ una produzine che affondi quando necessario fino al midollo osseo (esempio: Zero-Mellon Collie) o che dissolva in polvere ogni briciolo di aspettativa raggiante (esempio: Form Marta-Adore). Tutto molto suonato qui e piuttosto bene. Tutto stilisticamente inattaccabile eppure si fa fatica ad arrivare alla fine e rimanere soddisfatti come era soliti fare con Siamese Dream. Il confronto non regge. Buona Billy, non vediamo l’ora di vederti di nuovo su un palco (però forse più per ascoltare di nuovo dalla tua voce che il mondo è un vampiro). |
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(9 votes, average: 3.56 out of 5)




Luglio 16th, 2007 at 11:15
Finalmente qualcuno che analizza con un minimo di obiettività questo album.
Forse nell’era della musica “usa-e-getta”, nell’era in cui tutto viene consumato più velocemente, in cui non ci si prende il giusto tempo per soffermarsi sulle cose, forse in questa era uno Zeitgeist non poteva proprio starci. Sono cresciuto con gli SP, forse sono vicino a quello che può essere considerato un “fan” (che brutta parola), ma so anche essere obiettivo. ed è questa obiettività che mi permette di dire che Zeitgeist è allo stesso tempo un buon disco, ma troppo anacronistico. Non credo che se Zeitgeist fosse uscito ai tempi di Machina qualcuno lo avrebbe additato come un brutto album. Ne sono certo. Ma tutto cambia, i canoni cambiano. riascoltare i 30 secondi di tarantula a fine maggio mi ha inondato di ricordi, e per un mese ho smesso di ascoltare qualsiasi altra cosa che non fossero i miei SP. E mi fa tristezza, assoluta tristezza, vedere un Pitchfork qualunque che giudica con un 4.9 (che belli, i decimali di Pitchfork) un disco come Zeitgeist. Ok, non è - e non sarebbe stato - l’album del decennio. Ma non è confrontabile , mi spiace, un disco dei CYHSY a un qualunque Zeitgeist, ai suoi STRATI, si, perchè la musica degli SP è fatta a strati,come le cipolle cazzo. E io intorno a me vedo molto, troppo piattume.
Forse l’importante è riuscire a rimanere CRITICI, ma critici nel vero senso del termine, non per partito preso, non per trend. Le belle cose ci sono anche ora, non fraintendetemi, ma è molto più difficile scovarle. Il resto, rimane una bella e piacevole colonna sonora, ma non entrerà mai a far parte di uno spirito.
Luglio 16th, 2007 at 12:27
PREMESSA: io gli smashing non li conosco o quasi, sarà grave ma è un dato di fatto.
Detto cio’, probabilmente certe cose saranno pure fuori tempo massimo, e oltre le tre stellette prob. non si può andare, ma…
Si, ora è il momento in cui il MA riabilita un pò tutto questo e affonda sugli strati decimali delle recensioni di Pitchforksucks.Dice, ma alla fine per il mestiere e la classe, un disco come questo varrà almeno il doppio dell’ultime sensazione indie cresciuta a pane e myspace. E diciamolo i Clap Your hasnd say yeah, fanno quasi cagare, tnato per citarne qualcuno.Tieniamoci stretti questi anacronismi discografici nonostante tutto. In fondo ne vale sempre la pena. passo e chiudo.
Luglio 16th, 2007 at 14:05
completamente d’accordo.
Se si vuole analizzare l’album in sè, credo che ci siano alcuni pezzi davvero buoni: Doomsday clock, 7 shades of black e United states son tracce che non avrebbero sfigurato in un Pisces Iscariot, per dire. Nerverlost e Bleeding me orchid, non avrebbero sfigurato, bensì arricchito un Machina 2. Purtroppo ci sono un paio di echi dell’ultima carriera solista/semisolista (Zwan) di Corgan, come That’s the way o Pomp and circumstance, che proprio non c’azzeccano nulla col resto. Forse il difetto di questo Zeitgeist è proprio il fatto che manchi quella coesione, quel concept che caratterizzava tutti gli altri.E forse una campagna pubblicitaria e una grafica piuttosto di cattivo gusto, checchè se ne dica (qualcuno si ricorda il booklet di Machina? valeva da solo il prezzo del disco).
Luglio 16th, 2007 at 18:15
Non sento gli SP da diversi anni benchè 1979 è un pezzo della mia vita…su quest’ultimo nn mi pronuncio, Zordak ha detto tutto: nn brutto ma anacronistico.
Luglio 16th, 2007 at 23:28
a più di una settimana dalla sua uscita ho finalmente trovato il coraggio di comprare questo disco.la paura di una delusione era tanta e invece…invece no,non è per niente male,io gli avrei messo anche quattro stelle a dire il vero.ovvio,non è siamese dream,come potrebbe esserlo?quello è un album perfetto,irripetibile,non tornerà più..così come non torneranno più quegli anni..facciamocene una ragione!
e comunque se questo disco è un pretesto per vedere di nuovo dal vivo billy ben venga!io ho visto il concerto al primavera sound ed è stato veramente grandioso risentire i miagolii di billy e le mazzate di jimmy!!!è stato anche più bello di quando li ho sentiti a bologna(con melissa al basso)nel settembre del 2000..un live di altissimo livello.non ci sono d’arcy e james iha(che non ha il doppio mento di recoba!)ed è un peccato,ma si sa che gli smashing sono billy.
se poi dire che è un album anacronistico significa dire che è distante dall’odierno mondo usa e getta tanto meglio!evviva l’anacronismo…!
p.s. i’m in love with my sadness…
Luglio 17th, 2007 at 03:35
ehi aspetta…il concerto del 27 settembre al Palamalaguti è intoccabile…potrebbe essere superato solo se comparissero i 4 Beatles nella mia camera e suonassero sol per me “she’s leaving home”…
Luglio 17th, 2007 at 08:12
no,no..niente da ridire sul concerto di bologna.anche perché io mi sono fatta una trasferta da napoli per vederli…!
però davvero li ho trovati in gran forma a barcellona,il suono che riescono a cacciare è sempre di una qualità inavvicinabile ai più.e la scaletta è grandiosa!
Luglio 19th, 2007 at 11:00
Gish,Siamese Dream e Mellon Collie 3 veri capolavori…il resto è purtroppo noia!
Luglio 20th, 2007 at 19:22
io vado matto anche per adore…oddio forse lì hanno voluto un pò strafare con tutte quelle tracce ma ci sono varie perle in quel disco. sottovalutatissimo in america tra l’altro.
Luglio 20th, 2007 at 19:37
concordo…anzi Adore è sicuramente una ma anche due o tre spanne sopra Gish, che sinceramente era molto derivativo e confusionario…
ma anche il bistrattato ‘machina’ aveva delle intuizioni non male, poi riprese come al solito un paio d’anni più tardi da altri gruppi…non per niente Battiato definì Billy Corgan il ‘Mozart del 20° secolo’. Un po’ azzardato ma ci ha preso in pieno.
e comunque per me il capolavoro totale rimane Mellon Collie
Luglio 21st, 2007 at 11:03
concordo. mellon collie è un opera d’arte al 100%. Cattura un’era, uno stato d’animo, un’insoddisfazione e una voglia di urlare nel migliore dei modi possibili.