Sab 21 Lug 2007
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Dale Grundle vive in un quadro ad acquerelli, in un dipinto bucolico e notturno dove la tua immaginazione ti avvicina alle stelle. Puoi osservarle liquefarsi nelle tue mani, senza scottarti. Questa musica è come acqua che scorre lenta, fresca, il cui gorgogliare ti accompagna mentre stai scrivendo qualcosa per qualcuno. Intrecciando i sentimenti. Gli Sleeping Years sono Dale Grundle (ex leader dei Catchers) , la sua chitarra, le sue tastiere e la sua armonica. E la voce leggera, toccante. Il suo progetto prevede quattro EP a tiratura limitata (e autografata) in un anno, uno ogni tre mesi; questo segue il precedente “You and me against the world”, piccolo gioiello di folk acustico in cui echi di Nick Drake si alternavano ad atmosfere bucoliche candide e rilassate. La cifra stilistica è la stessa, ma forse i, pathos è maggiore, ad iniziare dalla toccante title track che riporta al primo,commovente Tom McRae. Ma tutte le cinque tracce sono un incanto, tanto delicate quanto sfuggenti e intense, compresa la strumentale “Whitonlythestarstoguideus”, con quelle tastiere eteree e sognanti che richiamano ricordi sfumati e cangianti. La cosa bella di tutto questo è che, seppur con una formula che non ha niente di innovativo e che viene proposta di continuo nell’attuale panorama discografico, Grundle riesce a sfornare delle canzoni splendide e struggenti con una naturalezza spaventosa. Questi EP sono qualcosa in più di un semplice e sotterraneo prodotto pop, questa musica è a tratti meravigliosa, come le confezioni artigianali by Pika Pika (un salto qui non vi farebbe male: www.pikapika.co.uk ), da espoorre in bella mostra sui vostri scaffali. E’ tutto così bello che non ci si crede. |
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(7 votes, average: 3.86 out of 5)




Luglio 21st, 2007 at 15:51
eccola qua la seconda recensione.Fresca fresca.
Luglio 21st, 2007 at 16:54
mi viene da dire: ‘fico!’…ma non lo dirò, è troppo giovanilistico….però quasi quasi mi fiondo a prendere anche quest’altro ep…mi faccio due conti e vado…allora vado, ok? ok…stop.
maronn’ che cavr’ pt.2°…..
Luglio 21st, 2007 at 18:58
sach day
Luglio 23rd, 2007 at 17:02
Hanno perso parecchio smalto. All’ultimo preferisco i lavori dei Jeevas.
Ottobre 31st, 2007 at 18:42
hei sachiel, che bella recensione che hai scritto!
e il disco è esattamente come lo hai descritto…
ciao
roberto
Dicembre 21st, 2007 at 16:40
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Aprile 27th, 2008 at 13:45
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