banner

THE FIELD
From Here We Go To Sublime

1 agosto 2007

[ratings]

Ora mi arrendo definitivamente. Saremo sempre un passo indietro. La Svezia è il paese del futuro. Si, perchè se è capace di sfornare un disco del genere non c’è speranza di competere con questi nordici sonici a tutti tondo. Alex Willner, in arte ‘The Field’, riesce nell’impresa di shockarmi con un disco techno. Ma l’etichetta è solo apparenza. Un flusso regolare di sogno e sudore, un bagno, un’immersione ipnotica nella notte stellata, caledoscopio elettrizzante, una base che va in loop su trame aperte, un respiro per battere a tempo nel suono immaginifico che crea scie da seguire ad occhi chiusi. Costruisce odori e musica, manovra luci stroboscopiche nel mio cuore, plasma direttive tra echi e droni, trame spesse come velluto, profonde, pastose e granulose, le sento scorrere tra le mani e già scivolano a saturare l’aria. Sogno, sogno sogno. Entrare nella camera iperbarica di mr. Willner e non uscire più. Ripressurizzare e tarare per bene i battiti agonizzanti del mio sangue in fase discendente. Chiedimi quello che vuoi. Che giorno è? Fuori la memoria e gli occhi. Nessun tempo. Lo chiamano pop ricombinante, e cioè prendere un piccolissimo frame di una canzone e farlo andare a ripetizione, manipolandolo, disfacendolo, alterandolo ed usandolo come infinitesimale punto di partenza dal quale poi si dipana tutto il tessuto sonoro. In fondo anche l’universo sarà iniziato da un nulla microscopico. E qui The Field spara nello spazio siderale Kate Bush, laddove in ‘Over the Ice’ estrapola, scompone e plasma di suggestione ‘Under Ice’, e udite udite Lionel Ritchie, che mai era stato così brillante. Un suono tondo avvolge l’ascolto, una certa maliconia di fondo bacia e si tormenta col ritmo dei corpi in cerca di nuove sorgenti sonore. I dieci brani scorrono via morbidi, mai aggressivi, soffici come una brioscina, abbracciano le menti e le rapiscono per una buona oretta o per chissà quanto altro tempo ancora. Raramente il titolo di un album è riuscito a racchiudere nelle sue poche parole il senso dell’intera opera. Arriva l’estate, arriva vento fresco da Nord.

Cover Album
Band Site
MySpace
From Here We Go To Sublime [ Kompakt - 2007 ] – BUY HERE
Similar Artist: Manuel Gottshing, Apparat
Rating:
1. Over The Ice
2. A Paw In My Face
3. Good Things End
4. The Little Heart Beats So Fast
5. Everday
6. Silent
7. The Deal
8. Sun & Ice
9. Mobilia
10. From Here We Go Sublime

 

Articoli Correlati:

1 commento »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…