LIARS
S/T
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Dopo lo sconvolgente sabba “Drum’s Not Dead” del 2006 tornano sulle scene i vulcanici Liars. Proprio per il fatto che sono uno dei miei gruppi cult degli ultimi anni, li aspetto sempre al varco ad ogni nuova release, certo che questa sarà sicuramente quella della svolta che ne decreta la definitiva fase di discesa. Convinto che per i Liars come per tutti i grandi gruppi prima o poi uno scivolone sia inevitabile. Finora, contro tutte le previsioni, invece questa previsione è stata totalmente contraddetta. Meravigliosamente. E anche per il 2007 Angus Andrew, Aaron Hemphill e Julian Gross decidono che il pericolo è scampato. D’altronde si parla di una band con contropalle tante, che avrebbe diritto ad una cattedra da luminare all’università della musica degli anni ‘00. La capacità di disarcionare l’ascoltatore ad ogni istante dell’ascolto delle nenie diaboliche è il tratto caratterizzante dall’esordio “They Threw Us All in a Trench and Stuck a Monument on Top” del 2001. |
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3 Gennaio 2008 @ 13:15
[...] “LIARS” review on INDIE FOR BUNNIES [...]