JUSTICE
†
Genere: dance
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I JUSTICE suoneranno al FREQUENCY FESTIVAL 2008 La strada corta sarebbe quella di prendere a male parole † o liquidarlo con una grassa risata alla stregua di qualsiasi disco derivativo-ma-con-classe che possiate ricordare e mettersi d’ingegno a concepire una via di fuga da ogni possibile discussione sul nu-rave come categoria di pensiero. C’è tuttavia da considerare il fatto che nel giro nu-rave Justice è diventato nel passato recente una sorta di faro guida e/o uno dei gruppi da cui attendere sviluppi della “storia”; suppongo che ogni epoca abbia gli eroi che si merita, così a noi oggi toccano dei paladini della dance (o della D.A.N.C.E., come umilmente decidono di intitolare il singolone/asso di briscola contenuto in †) che ripropongono pari pari la musica di un gruppo non-di nicchia ancora in piena salute ed in piena attività. Se vogliamo una chiave interpretativa è quella non troppo geniale secondo cui il nu-rave è una specie di ghetto autoimposto in cui musicisti postpunk e postrock di varia estrazione (anche gente con una reputazione di ferro, tipo MSTRKRFT tanto per dirne uno) si creano la LORO scena dance variegata ed incoerente e giocano a fare i moroder o daftpunk o leftfield o drexciya del loro giro finchè non avranno voglia di giocherellare con qualcos’altro -tipo, non so, il neofolk. E che quindi Justice funzioni così tanto perché la globalizzazione sarà anche in atto ma la musica è ancora affare per appassionati a compartimenti stagni, cioè che tutto sta nel sapere quale sarà il tuo pubblico una volta prodotto il disco. Ed è strano, a pensarci, perché la musica dance dagli anni ’90 in poi ha sfoggiato con orgoglio una natura palingenetica ed elitarista in cui chi non suona nuovo e/o diverso e/o decontestualizzato si vede tagliar le gambe nel giro di due singoli: in un genere come questo, alle condizioni che conosciamo, gente come i due francesi in esame sarebbe destinata a soccombere dietro la scarsa capacità di stupire con una così grande padronanza tecnica dei mezzi di produzione. E † davvero è emblematico di un vuoto del genere: suona al sedicesimo passaggio come suonava al primo, come un Human After All militaresco e senza un briciolo di senso dell’umorismo, e la sua superficiale gradevolezza da musica carina e divertente ad ogni costo fa istintivamente storcere il naso. Il problema è davvero il fatto che una musica del genere funziona così tanto come surrogato pop anno ’07, e a dirla così pare che lo Spirito del Tempo si sia preso dieci anni di ferie o si sia fatto clonare anzitempo (e questa se vogliamo è un’immagine mooolto daftpunk…) o abbia deciso di non riguardare il giro di persone che si dedicano a Justice in maniera quasi religiosa. Il punto potrebbe essere questo, e tanti saluti. Accettiamo il giro a vuoto di Justice come un sintomo di nulla e non come un reale cambiamento -in peggio- di tutto ciò che ha a che fare con il groove. Un disco a se stante. Sopra e sotto il vuoto assoluto, ovattato e sospeso di una musica che non è inserita nel contesto spaziotemporale corretto, e in mezzo una † pretenziosa e barocca che arriva dove può e fa cassa finchè può, prima di tornare nel meritato posto che la storia del pop ad essa riserverà. Mi chiedo solo una cosa: come sarà possibile tra dieci anni ripescare Justice per un revival? Non ci pensate quando comprate un disco? |
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12 settembre 2007 @ 11:57
Devo farti i miei piu’ sinceri complimenti Kekko, per il pezzo davvero ottimo. E poi condivido in gran parte la tua analisi sul fenomeno Justice e nu-rave.Al massimo gli avrei dato una emzza stelletta in più giusto perchè è un disco discretamente divertente, pero’ si che storco il naso pure io. Ancora complimenti comunque.
12 settembre 2007 @ 12:30
Innanzitutto complimenti e benventuo a Francesco, che scrive benissimo tra l’altro.
Justice.
Scrissi un breve indiefaces su questi francesi e devo dire che ai primi ascolti il disco suonava divertente, nulla di che ma divertente.
Non parlerei di nu rave quanto di daftpunkismo surrogato e pure troppo sfacciato.
Dopo un paio di mesi invece ho già dimenticato ” cross “, che alla lunga si rivela veramente mediocre.
Dal vivo è tutta un’altra storia, i due spaccano tremendamente.
12 settembre 2007 @ 12:40
Quoto col sangue il buon helmut, pure a me il disco aveva divertito molto all’inizio, ma dopo pochi ascolti l’ho lasciato finire nel dimenticatoio. SDegno inequivocabile di mediocrità.
12 settembre 2007 @ 15:48
effetto popper quindi
12 settembre 2007 @ 15:58
Il disco l’ho fatto girare ancora poco nel lettore, ma a parte un paio di brani, il resto mi è sembrato più che dimenticabile (infatti non me lo ricordo per niente….).
Altra storia l’Essential Mix che se non sbaglio è andato in onda su BBC Radio 1; dal vivo sanno il fatto loro, ’sti due.
12 settembre 2007 @ 17:37
Si si, io li ho visti una volta dal vivo e spaccano di brutto…
12 settembre 2007 @ 17:39
benvenuto kekko!
oh ma quanti siamo adesso…. ma si fa sto meeting a roma o è la solita cazzata di just che dà a ognuno un appuntamento differente e se la ride poi sulla sua poltrona a casa, da londra?
12 settembre 2007 @ 17:53
finalmente il debutto di kekko. e nonostante il suo indirizzo email, non c’è affatto disappunto! (vabbè questa l’abbiam capita in cinque)
12 settembre 2007 @ 18:55
ma grazie un sacco a tutti…
12 settembre 2007 @ 20:00
Io l’ho capita e me ne beo assai…
13 settembre 2007 @ 02:09
cazzo che pagina. loro non li ho sentiti. adesso sono perso per i M.A.N.D.Y.
13 settembre 2007 @ 15:35
M.A.N.D.Y. pure dal vivo straspaccano…
14 settembre 2007 @ 12:22
ma a voi capita mai di passareda Bologna? sì, spaccano. io li ho visti alla GAM l’anno scorso.
16 dicembre 2007 @ 18:55
stavo per comprare il loro cd.
…
non so più cosa devo fare. non penso che siano stratosferici, avevo sentito un loro remix di una canzone che mi piace molto di un gruppo-che non vi dico sennò me lo stroncate pure lui!- e in certi punti peccava un po’, non hanno sfruttato appieno certe possibilità dalla loro stessa impostazione “danceizzata” suggerite, anzi ovvie. però non mi sembrano male, tutto sommato i pezzi che ho sentito(d.a.n.c.e., because we are your friends) mettono energia….ma i cd sono sempre un’incognita, rischio di comprarlo e trovare tutte tracce monotone ma come si fa a prevenirlo? penso che possa essere cosi anche con i daft punk o i groove armada, che mi convincono molto meno,per quanto possano essere più rigorosi e corretti nolla costtruzione di una musica. che gruppo mi consigliate su questi generi, divertente e non con un cd fregatura “noioso”?
Grazie davvero per i suggerimenti perchè cerco qualcosa di bello ma non sono acculturata!
cmq più o meno dovrei aver capito che la roba brit style mi piace, oltre ai generi da voi suddetti…
2 gennaio 2008 @ 12:00
[...] “†” review on INDIE FOR BUNNIES [...]
9 gennaio 2008 @ 22:46
[...] “†” review on INDIE FOR BUNNIES [...]