Gio 13 Set 2007
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I Canadians sono il tipico esempio di band preceduta dalla propria fama. E certo, si parla sempre di circuiti di nicchia dalle nostre parti, non di musica adatta alle platee festivaliere o alle compilation estive. Però se ne faceva un gran parlare, come si legge dalle note biografiche:” Nel 2006 partecipano e vincono l’Heineken Jammin Contest ad Imola.”, e poi “Sempre nello stesso anno vengono citati su NME, primo gruppo italiano a comparire nella rubrica NME Breaking Bands, e vengono ospitati nel programma tv statunitense Project Myworld”. Insomma delle credenziali niente male, soprattutto perché fino ad ora avevano all’attivo un solo Ep “The North Side Of The Summer” del 2005. La Ghost record brucia tutti sul tempo e sigla con loro un contratto discografico che ha appena licenziato questo “A Sky With No Stars”, atteso dal sottoscritto con una certà curiosità, soprattutto dopo averli visti ed apprezzati dal vivo al Six Days Sonic Madness lo scorso luglio. Preferisco fugare ogni dubbio: questo disco è una delle cose migliori ascoltate in questo 2007, non solo in ambito italiano, anche perché l’aria che si respira in queste canzoni è decisamente legata al pop rock americano delle college radio e a quella corrente emo propria di band come i Weezer. L’ascolto è piacevole ed immediato sin dalla prima volta, grazie a brani accattivanti e zuppi di melodie, e ad una produzione, di Matteo Cantaluppi davvero impeccabile. I suoni di chitarra sono pulitissimi, i volumi perfetti e tutto è calibrato al millimetro senza risultare iperprodotto: praticamente proprio il suono che dovrebbero avere dischi come questo. Gli undici brani in scaletta potrebbero essere altrettanti singoli, e se proprio dovessi sceglierne qualcuno potrei citare le energiche “15th of august” e “last revenge of the nerds”, oppure la più languida “Venus”. Omaggio all’estate e alle romanticherie ad essa annesse e connesse, raccontate con testi semplici ed efficaci che non risultano banali, canzoni da ascoltare con gli occhi al cielo e con il cuore pieno di piccole speranze e la pelle accarezzata da un fresco vento notturno. Musica dai colori sgargianti e non abbaglianti, una grande sorpresa per le orecchie del sottoscritto, sempre più esigenti in questi territori pop-rock. Niente di nuovo sotto questo cielo privo di stelle stanotte, però i Canadians non hanno davvero niente da invidiare a band più blasonate che imperversano negli ipod dei ragazzi californiani. Con questo disco innamorarsi con leggerezza sarà molto più facile d’ora in avanti. |
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(22 votes, average: 3.73 out of 5)



Settembre 13th, 2007 at 09:50
disco fantastico, emozionante come certo rock dovrebbe essere…’summer teenage girl’ e ‘the north side of summer’ su tutte per me!
e concordo col sach: produzione e suoni impeccabile…una piacevole sorpresa…yeah
Settembre 13th, 2007 at 12:59
bella bella sorpresa i canadians
Settembre 13th, 2007 at 13:18
si d’accordo su tutto bel disco. solo che quell’aggettivo lì…”accattivanti” è terribile. =)
Settembre 13th, 2007 at 14:15
doveva capitare..prima o poi.
Di solito son sempre stato più o meno d’accordo con le recensioni che proponete, non per altro sono un vostro assiduo e compiaciuto lettore; insomma mi sembra che recensiate quello che ascoltate, e non quello che si dice in giro su una qualsiasi band o artista.
Ma stavolta devo dire che non sono d’accordo.. i Canadians a mio parere, a partire dal nome, proseguendo con i pezzi, e concludendo con i live (li ho visti due volte), mi sembrano l’ennesima fumata (nera) senza molto arrosto. nessuno mette in dubbio la produzione, o l’impegno dei singoli, ma il risultato mi sembra una riproduzione banalotta di ciò che si sente ormai da tempo su circuiti internazionali, e a dire la verità tutto questo parlare dei Canadians mi sembra il solito pompare una band solo perchè è italiana. Perchè non ci vedo sostanza, e neanche grinta, e neanche presenza scenica o immagine. Se non fossero stati così pompati non scriverei queste cose probabilmente, nel senso che non disprezzo l0ascolto dell’album, anche piacevole a tratti, ma di certo non vedo il motivo di tutto questo polverone… insomma: vi ho visti scrivere di Justice in una certa maniera (e probabilmente a ragione); non è che qui gioca lo zampino la nazionalità?
Facendovi i consueti complimenti, saluti!
Settembre 13th, 2007 at 14:38
No, guarda, per me la nazionalità non conta nulla. Sono di quanto più lontano dal nazionalismo possa esserci. Considera che poi sono il primo a storcere il naso quando la stampa o comunque la comunità web esalta un disco prima della sua uscita, come in questo caso. Alla fine l’unica cosa che posso dire è che l’ho apprezzato molto, pur essendo, e questo l’ho pure scritto, ben lontano dall’essere qualcosa di nuovo. Ma se si apprezzano in genere, e questo è il mio caso ma non solo, certe sonorità, questo “a sky with no stars” calza proprio a pennello.
Poi se certi ambienti emo-rock, ti hanno stancato, bene questo disco non cambierà la tua opinione. in definitiva è anche una questione di gusti, che a volte non possono sempre collimare. Devo dire che dopo aver scritto il pezzo sono andatosbirciando in giro le opinioni in merito, e devo dire che il mio entusiasmo è in buona compagnia. Non è indicativo di nulla, è vero, ma è pur sempre un dato di fatto. Su una cosa concordo: dal vivo devono migliorare qualcosa in quanto a presenza scenica e grinta, pero’ il disco mi piace e tanto. Ogni tanto questo hype prematuro ha anche le sue buone ragioni di essere.
Settembre 13th, 2007 at 15:00
cazzo questi ancora mi sfuggono.
bel pezzo come al solito sach. Bella anche la discussione grazie per i complimenti zordak!
continua a leggerci (che axel poi ti dà il numero di qualche bella sventola)
Settembre 13th, 2007 at 15:33
Aahhahaha, grande Giov.!
Sui Canadians non mi pronuncio perchè li ho sentiti poco…
Settembre 13th, 2007 at 18:29
Calderoli: “Maiale day contro le moschee”
L’ultima provocazione del leghista
13/09/2007
Roberto Calderoli contro la costruzione delle moschee propone un “maiale day”. Si tratterebbe di concorsi per suini da organizzare nei luoghi in cui è in progetto la costruzione di moschee. Dopo il passaggio dell’animale, considerato impuro per la religione musulmana, anche il terreno verrebbe considerato infetto e dunque la moschea non potrebbe essere costruita.
Il “maiale day” sarebbe di una sorta di sagra paesana: “concorsi e mostre - spiega Calderoli - per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luogi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto, ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica”. Il vicepresidente leghista del Senato annuncia anche che partecipà in prima persona, mettendo a disposizione anche il suo maiale per una passeggiata. Calderoli aveva già messo in pratica un proposito simile, a Lodi, “dove la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale, fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile”.
Settembre 13th, 2007 at 19:17
canadians pessimi.
Settembre 14th, 2007 at 10:38
Che apprezzo Calderoli che ha un maiale proprio ” da passeggiata “!
Settembre 15th, 2007 at 00:01
io sottoscrivo a pieno Zordak; ma soprattutto, nel disco e ancor di piu nel live, NOIOSISSIMI.
alla 4a canzone vien voglia di fare qualsiasi altra cosa al mondo.
e non è perchè non mi piaccia il tipo di musica, è che li trovo proprio banali e “gia sentiti”
bah
Settembre 18th, 2007 at 13:47
Ringrazio sia chi apprezza che chi critica. Almeno sappiamo dove dobbiamo migliorare! E inutile dire che su alcune cose (presenza scenica su tutte) mi trovate pienamente d’accordo, eh!
bye
Max
Settembre 18th, 2007 at 15:35
Solo una domanda per Nur, giusto per capire dove dobbiamo lavorare: siamo noiosi noi o son noiose le canzoni?
Perchè se è la prima, mi sa che non possiamo farci niente (se non, magari, prendere qualcuno ad intrattenere il pubblico tra un pezzo e l’altro)!
Se invece è la seconda, vabbeh, anche lì non c’è molto da fare, perchè le canzoni quelle sono, e possono ovviamente risultare noiose o divertenti, de gustibus!
Sul discorso invece “presenza scenica” qualcosa si potrà fare, spero.
;)
Max
Settembre 19th, 2007 at 15:11
Disco buono, very college pop e molto Weezer.
Manca, secondo me, un pò di personalità dei pezzi, ma è il primo disco…
Settembre 19th, 2007 at 15:11
volevo dire un pò di personalità NEI pezzi…
Settembre 21st, 2007 at 10:11
Max, il problema -secondo il mio modestissimo parere- non sono nè le canzoni (x quelle dipende tutto dal gusto personale) nè voi (che siete simpatici
) ma è proprio la presenza scenica di cui parlavi te: io sono stata al vostro concerto al Circolo a Roma durante Sporco Impossibile, e devo dire che dopo un pò mi sono andata a prendere una birra, e non perchè avessi particolarmente sete.
Dove sbagliate? Non so, provate ad instaurare qualche rapporto col pubblico, fate più pause tra i pezzi per chiaccherare e magari raccontare le canzoni, o le stronzate che fate in giro!
Per quanto riguarda la resa live non posso dire molto perchè non sono abbastanza competente per parlare, però ti dico che suonate esattamente come su disco. Che poi se sia un difetto o meno non lo so.
A presto!!
Settembre 21st, 2007 at 10:40
Non ho mai visto i Canadians dal vivo quindi non posso esprimermi in merito…conto però di vederli presto, se non sbaglio saranno a Roma …
…per quanto riguarda la loro musica io ho letteralmente consumato il loro precedente EP, per me tutte corse sul tapirulan in palestra con “Find Out Your 60s” in heavy-rotation nel mio Ipod. Mentre non ho ancora avuto il tempo di ascoltare questo nuovo lavoro attentamente…
mi permetto però di fare una considerazione.
Posso ben capire la diffidenza verso i Canadians (verso i loro album e il fenomeno che hanno scatenato) se non si è particolarmente amanti di queste sonorità indie-rock (o college-pop, insomma ci siamo capiti…) .
Se viceversa si apprezza questo genere, questo gruppo non può deludere.
Hanno uno ottimo senso melodico e pur essendo italiani reggono alla grande il confronto con il cantato inglese.
Più che il nazionalismo a cui faceva riferimento Zordak, io riscontro invece un’eccessiva estereofilia da parte dell’ascoltatore italiano.
Ci strappiamo i capelli per qualsiasi canzone, b-side comprese, di THE SHINS, NEW PORNOGRAPHERS, DEATH CAB… e pompiamo ogni giovane band spacciata dai blog americani o da NME per poi snobbare una scena indie italiana, a mio avviso, mai in forma come questi anni…
Scaricatevi il podcast MOGLI & BUOI di enver dal sito di BLOW UP, ve ne renderete conto…
per concludere trovo assurdo avvicinarsi ad un genere come l’indie (rock/pop) cercando “qualcosa di nuovo”…scusatemi ma non mi sembra che SHINS,DEATH CAB FOR CUTIE ect…siano tutti sti innovatori. In questo tipo di musica possiamo cercare sonorità solari, spensierate, leggere, melodie a go-go…se volete innovazione o stranezza bisogna guardare da altre parti.
Settembre 22nd, 2007 at 14:14
x nur: “provate ad instaurare qualche rapporto col pubblico, fate più pause tra i pezzi per chiaccherare e magari raccontare le canzoni, o le stronzate che fate in giro!”, son convinto che se facessimo davvero questo, la gente scapperebbe via
Abbiamo sempre considerato, come maggiore lacuna dei nostri concerti, il fatto che le pause tra un pezzo e l’altro fossero troppo lunghe, e infatti le abbiamo ridotte di molto ultimamente. Parlare con il pubblico ci viene davvero difficile, forse perchè siamo timidi, o forse perchè ci fa schifo il nostro accento, o forse perchè proprio non abbiamo molto da dire.
Ti faccio l’esempio di ieri sera a Milano. Le uniche cose che abbiamo (che ho) detto, sono state: “grazie” (dopo ogni pezzo), “Questa è per Mauro” (prima di non so quale canzone), “tutte queste canzoni le trovate nel disco nuovo, che dovrebbe essere in vendita qui di fianco, sui cuscinoni giganteschi”, “questa è l’ultima canzone, se vi fosse possibile avvicinarvi al palco, ci fareste felici” e quando tutta la gente s’è attaccata al palco, ho pensato “dai, ho parlato poco, ma almeno si sono avvicinati”
Ti assicuro che quando sono sbronzo, parlo moltissimo e sono molto più divertente sul palco. Però per ogni pro, c’è un contro: non becco una nota che sia una
Comunque, segno tutto nel libro dellle “cose da migliorare!”
Avanti, avanti!!!!!
ciaociao
max
Settembre 22nd, 2007 at 14:47
Allora tornerò a vedervi alla prossima tappa romana (tra un mesetto, se non sbaglio) e ti farò trovare un cartellone con su scritto: “Fiorio sei er mejo!!!”

Heheh così ti sciogli e chiaccheri un pochettino!
a presto
Settembre 22nd, 2007 at 17:24
Andata!
E io per quella data romana farò il possibile, l’impossibile, e pure dell’altro, per quella benedetta “i don’t read pitchfork”
Ottobre 11th, 2007 at 16:24
[…] Link: Canadians Official Site Canadians MySpace BUY “A SKY WITH NO STARS” album “A SKY WITH NO STARS” review on INDIE FOR BUNNIES “A SKY WITH NO STARS” review on INDIE RIVIERA BLOG Lazy Sunday #7: a cup of tea with Max Fiorio (Canadians) CANADIANS on INDIE FACES […]
Gennaio 26th, 2008 at 21:25
Proprio un bel disco, niente da dire. Li ho ascoltati per 2 mesi buoni senza sapere che fossero italiani (pensavo fossero californiani, in effetti). Produzione perfetta, sonorità davvero evocative, alcuni passaggi strumentali (fine 15th of august) sui quali appoggiarsi e lasciarsi trasportare e…discovering new vibrations, again!
Febbraio 6th, 2008 at 13:54
veramente bravissimi…una delle maggiori rivelazioni del 2007 dell’ indie rock….bravi