THE SUNDAY DRIVERS
Tiny Telephone
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Il pop è un posto davvero sicuro dove rintanarsi di tanto in tanto. Un luogo materialmente inconsistente ma ricco di “good vibrations” nell’aria, dove schiaffare la tua dose di luce nell’album sbiadito degli autunni che passano. E’ bello ritrovarsi nella cassetta delle lettere dischi come quello dei Sunday Drivers, che ti permettono di riempire i vuoti di un week end piuttosto pigro e monocorde. La premessa è che tutti voi avrete respirato già migliaia di volte l’atmosfera che permea questo “tiny telephone”, ma non credo ci si possa mai stancare dell’aria fresca e pulita che un vento leggero come la musica di questa band di Toledo, in Spagna, ci porta dritto ai polmoni. Le coordinate potete leggerle più su, in quella piccola lista di artisti simili, a partire dalla leggerezza di Badly Drawn Boy, alla classe agrodolce di Josh Rouse, al quale questi ragazzi devono davvero molto. Brani come “she” e “do it” sono piccole gemme pop che attingono davvero tanto dal repertorio del loro più illustre collega. In passato sono stati scelti dai Wilco come band di apertura per il loro tour spagnolo, infatti l’influenza della band di Tweedy si avverte in più di un’occasione. Una commistione di pop classico e radiofonico ed aperture in stile west coast, praticamente niente che possa definirsi nuovo o innovativo, ma davvero un bel dischetto questo, suonato bene e decisamente immediato. Il pop è davvero un posto sicuro, perché già sai che troverai l’atmosfera giusta e accogliente, perfetta per riposare la tua testa e il tuo cuore affannato. Ben vengano, allora, questi autisti della domenica, i nostri week end saranno ancor più leggeri d’ora in poi. |
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3 Novembre 2007 @ 19:30
Maratona senza iPod
“E’ doping emotivo”
Vietato l’uso delle cuffiette anche domenica a New York, dopo che gli Stati Uniti le hanno bandite dall’inizio dell’anno: “Non si sentono gli avvisi degli organizzatori”. Gli amatori: “Con il rock si superano le crisi”
Il presidente francese Sarkozy di corsa con le cuffie. Afp
NEW YORK (Stati Uniti), 2 novembre 2007 - Qualcuno per scherzo lo ha chiamato “doping emotivo”: auricolari dell’iPod ben incastrati nei padiglioni delle orecchie, musica a palla di Vasco Rossi, U2 o qualunque canzone serva a farvi tirare avanti verso il traguardo durante una corsa lunga e faticosa come la maratona. Ora, però, negli Usa, per spingervi oltre la soglia del dolore di polpacci e polmoni in fiamme, dovrete arrangiarvi in altro modo. La federatletica americana, dall’inizio di quest’anno, ha bandito l’uso di cuffiette attaccate a iPod, telefonini o altri marchingegni elettronici. Basta, niente musica sparata nel cervello, ma soprattutto niente istruzioni, via telefono, di eventuali allenatori appostati lungo il percorso.
SICUREZZA - Infatti lo spirito di questa proibizione (comunque raramente si sono visti dei professionisti correre con gli auricolari), con la squalifica come relativa pena, non è il “doping emotivo”, ma la sicurezza degli atleti e il pericolo del “coaching”. Jill Geer, portavoce della federazione Usa, spiega: “La nuova norma ha a che vedere soprattutto con problemi assicurativi”. Semplice, correre con gli auricolari e la musica impedisce di sentire eventuali comunicazioni degli organizzatori e di avvertire la presenza ravvicinata di altri concorrenti, con possibilità di provocare cadute e incidenti. Riprende la Geer: “Siccome le corse da noi patrocinate devono siglare una polizza assicurativa contro eventuali incidenti, la presenza delle cuffiette in gara alzerebbe i rischi e di conseguenza anche il costo della polizza”.
CONTROLLO - Dunque potrebbe trattarsi di un semplice problema economico. La regola c’è, poi, naturalmente, sta al buon senso degli organizzatori applicarla alla lettera. A Duluth, in Minnesota quest’estate, alla Grandma’s Marathon, lo hanno fatto: alla partenza, i poliziotti hanno perquisito quasi settemila partecipanti e sequestrato decine di iPod, poi rispediti alle case dei proprietari a gara ultimata. Trenta concorrenti, che invece avevano eluso la sorveglianza, scoperti, sono stati successivamente squalificati. Dice Scott Keenan, lo zelante direttore della corsa: “Abbiamo dimostrato che è possibile vigilare sul corretto svolgimento della maratona ed applicare la norma. A chi non riesce a garantire il rispetto delle regole dico: vergogna!”.
EMOZIONI - Ma Mary Wittemberg, direttore della New York Marathon, è meno intransigente. Ci dice: “Sarebbe impossibile vigilare sui nostri oltre 38mila partecipanti. Noi comunque, già da tempo raccomandiamo di evitare, per ragioni di sicurezza personale, l’uso di auricolari e musica. Ma che bisogno c’è di motivarsi con un iPod quando intorno a te ci sono due milioni di persone a fare il tifo? Secondo me sarebbe delittuoso perdersi questa magnifica atmosfera”. C’è chi ha protestato. Tantissimi, quasi tutto il movimento di quelli che corrono per divertimento e che per darsi la carica si “fanno” di Rap e Rock & Roll. Uno che era alla Marine Corps Marathon di Washington la scorsa settimana dice: “Mi ero nascosto il mini-iPod nei pantaloncini, ero in crisi, ho messo su “Respect” di Aretha Franklin e sono arrivato fino in fondo”. “Doping emotivo”, appunto. Mica c’è niente di male.
Massimo Lopes Pegna