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	<title>Commenti a: The Sunday Drivers &#8211; Tiny Telephone</title>
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	<description>IndieForBunnies è una webzine musicale attiva dal 2005. Pubblica recensioni di dischi e film, live report, interviste, contest e monografie.</description>
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		<title>Di: Helmut</title>
		<link>http://www.indieforbunnies.com/2007/11/03/sunday-drivers-tiny-telephone/comment-page-1/#comment-36246</link>
		<dc:creator>Helmut</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 17:30:38 +0000</pubDate>
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		<description>Maratona senza iPod
&quot;E&#039; doping emotivo&quot;

Vietato l&#039;uso delle cuffiette anche domenica a New York, dopo che gli Stati Uniti le hanno bandite dall&#039;inizio dell&#039;anno: &quot;Non si sentono gli avvisi degli organizzatori&quot;. Gli amatori: &quot;Con il rock si superano le crisi&quot;

Il presidente francese Sarkozy di corsa con le cuffie. Afp
NEW YORK (Stati Uniti), 2 novembre 2007 - Qualcuno per scherzo lo ha chiamato &quot;doping emotivo&quot;: auricolari dell&#039;iPod ben incastrati nei padiglioni delle orecchie, musica a palla di Vasco Rossi, U2 o qualunque canzone serva a farvi tirare avanti verso il traguardo durante una corsa lunga e faticosa come la maratona. Ora, però, negli Usa, per spingervi oltre la soglia del dolore di polpacci e polmoni in fiamme, dovrete arrangiarvi in altro modo. La federatletica americana, dall&#039;inizio di quest&#039;anno, ha bandito l&#039;uso di cuffiette attaccate a iPod, telefonini o altri marchingegni elettronici. Basta, niente musica sparata nel cervello, ma soprattutto niente istruzioni, via telefono, di eventuali allenatori appostati lungo il percorso.
SICUREZZA - Infatti lo spirito di questa proibizione (comunque raramente si sono visti dei professionisti correre con gli auricolari), con la squalifica come relativa pena, non è il &quot;doping emotivo&quot;, ma la sicurezza degli atleti e il pericolo del &quot;coaching&quot;. Jill Geer, portavoce della federazione Usa, spiega: &quot;La nuova norma ha a che vedere soprattutto con problemi assicurativi&quot;. Semplice, correre con gli auricolari e la musica impedisce di sentire eventuali comunicazioni degli organizzatori e di avvertire la presenza ravvicinata di altri concorrenti, con possibilità di provocare cadute e incidenti. Riprende la Geer: &quot;Siccome le corse da noi patrocinate devono siglare una polizza assicurativa contro eventuali incidenti, la presenza delle cuffiette in gara alzerebbe i rischi e di conseguenza anche il costo della polizza&quot;.
CONTROLLO - Dunque potrebbe trattarsi di un semplice problema economico. La regola c&#039;è, poi, naturalmente, sta al buon senso degli organizzatori applicarla alla lettera. A Duluth, in Minnesota quest&#039;estate, alla Grandma&#039;s Marathon, lo hanno fatto: alla partenza, i poliziotti hanno perquisito quasi settemila partecipanti e sequestrato decine di iPod, poi rispediti alle case dei proprietari a gara ultimata. Trenta concorrenti, che invece avevano eluso la sorveglianza, scoperti, sono stati successivamente squalificati. Dice Scott Keenan, lo zelante direttore della corsa: &quot;Abbiamo dimostrato che è possibile vigilare sul corretto svolgimento della maratona ed applicare la norma. A chi non riesce a garantire il rispetto delle regole dico: vergogna!&quot;.
EMOZIONI - Ma Mary Wittemberg, direttore della New York Marathon, è meno intransigente. Ci dice: &quot;Sarebbe impossibile vigilare sui nostri oltre 38mila partecipanti. Noi comunque, già da tempo raccomandiamo di evitare, per ragioni di sicurezza personale, l&#039;uso di auricolari e musica. Ma che bisogno c&#039;è di motivarsi con un iPod quando intorno a te ci sono due milioni di persone a fare il tifo? Secondo me sarebbe delittuoso perdersi questa magnifica atmosfera&quot;. C&#039;è chi ha protestato. Tantissimi, quasi tutto il movimento di quelli che corrono per divertimento e che per darsi la carica si &quot;fanno&quot; di Rap e Rock &amp; Roll. Uno che era alla Marine Corps Marathon di Washington la scorsa settimana dice: &quot;Mi ero nascosto il mini-iPod nei pantaloncini, ero in crisi, ho messo su &quot;Respect&quot; di Aretha Franklin e sono arrivato fino in fondo&quot;. &quot;Doping emotivo&quot;, appunto. Mica c&#039;è niente di male.
Massimo Lopes Pegna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maratona senza iPod<br />
&#8220;E&#8217; doping emotivo&#8221;</p>
<p>Vietato l&#8217;uso delle cuffiette anche domenica a New York, dopo che gli Stati Uniti le hanno bandite dall&#8217;inizio dell&#8217;anno: &#8220;Non si sentono gli avvisi degli organizzatori&#8221;. Gli amatori: &#8220;Con il rock si superano le crisi&#8221;</p>
<p>Il presidente francese Sarkozy di corsa con le cuffie. Afp<br />
NEW YORK (Stati Uniti), 2 novembre 2007 &#8211; Qualcuno per scherzo lo ha chiamato &#8220;doping emotivo&#8221;: auricolari dell&#8217;iPod ben incastrati nei padiglioni delle orecchie, musica a palla di Vasco Rossi, U2 o qualunque canzone serva a farvi tirare avanti verso il traguardo durante una corsa lunga e faticosa come la maratona. Ora, però, negli Usa, per spingervi oltre la soglia del dolore di polpacci e polmoni in fiamme, dovrete arrangiarvi in altro modo. La federatletica americana, dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno, ha bandito l&#8217;uso di cuffiette attaccate a iPod, telefonini o altri marchingegni elettronici. Basta, niente musica sparata nel cervello, ma soprattutto niente istruzioni, via telefono, di eventuali allenatori appostati lungo il percorso.<br />
SICUREZZA &#8211; Infatti lo spirito di questa proibizione (comunque raramente si sono visti dei professionisti correre con gli auricolari), con la squalifica come relativa pena, non è il &#8220;doping emotivo&#8221;, ma la sicurezza degli atleti e il pericolo del &#8220;coaching&#8221;. Jill Geer, portavoce della federazione Usa, spiega: &#8220;La nuova norma ha a che vedere soprattutto con problemi assicurativi&#8221;. Semplice, correre con gli auricolari e la musica impedisce di sentire eventuali comunicazioni degli organizzatori e di avvertire la presenza ravvicinata di altri concorrenti, con possibilità di provocare cadute e incidenti. Riprende la Geer: &#8220;Siccome le corse da noi patrocinate devono siglare una polizza assicurativa contro eventuali incidenti, la presenza delle cuffiette in gara alzerebbe i rischi e di conseguenza anche il costo della polizza&#8221;.<br />
CONTROLLO &#8211; Dunque potrebbe trattarsi di un semplice problema economico. La regola c&#8217;è, poi, naturalmente, sta al buon senso degli organizzatori applicarla alla lettera. A Duluth, in Minnesota quest&#8217;estate, alla Grandma&#8217;s Marathon, lo hanno fatto: alla partenza, i poliziotti hanno perquisito quasi settemila partecipanti e sequestrato decine di iPod, poi rispediti alle case dei proprietari a gara ultimata. Trenta concorrenti, che invece avevano eluso la sorveglianza, scoperti, sono stati successivamente squalificati. Dice Scott Keenan, lo zelante direttore della corsa: &#8220;Abbiamo dimostrato che è possibile vigilare sul corretto svolgimento della maratona ed applicare la norma. A chi non riesce a garantire il rispetto delle regole dico: vergogna!&#8221;.<br />
EMOZIONI &#8211; Ma Mary Wittemberg, direttore della New York Marathon, è meno intransigente. Ci dice: &#8220;Sarebbe impossibile vigilare sui nostri oltre 38mila partecipanti. Noi comunque, già da tempo raccomandiamo di evitare, per ragioni di sicurezza personale, l&#8217;uso di auricolari e musica. Ma che bisogno c&#8217;è di motivarsi con un iPod quando intorno a te ci sono due milioni di persone a fare il tifo? Secondo me sarebbe delittuoso perdersi questa magnifica atmosfera&#8221;. C&#8217;è chi ha protestato. Tantissimi, quasi tutto il movimento di quelli che corrono per divertimento e che per darsi la carica si &#8220;fanno&#8221; di Rap e Rock &amp; Roll. Uno che era alla Marine Corps Marathon di Washington la scorsa settimana dice: &#8220;Mi ero nascosto il mini-iPod nei pantaloncini, ero in crisi, ho messo su &#8220;Respect&#8221; di Aretha Franklin e sono arrivato fino in fondo&#8221;. &#8220;Doping emotivo&#8221;, appunto. Mica c&#8217;è niente di male.<br />
Massimo Lopes Pegna</p>
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