SIGUR RóS
Hvarf/Heim
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E’ malinconia fredda, sono lacrime cristallizzate e algidi deserti dalle tonalità grigie. E’ un carillon davanti alla finestra mentre la neve sinuosamente si lascia cadere. Due mani che si stringono e si accarezzano, quel sogno che hai cullato nella notte sospesa mentre vi stringevate l’uno all’altra. Non c’è più sorpresa nella musica dei Sigur Rós , ormai hanno svelato le proprie carte, chi li ha amati fino ad oggi li seguirà ancora fino alla prossima aurora boreale. Due dischi, il primo diviso tra inediti e nuove versioni di brani, dove le nuvole e le stelle cadenti si intrecciano nuovamente in ambienti sonori sconfinati e lontani dal tempo. Occhi chiusi, cuore rilassato e tristezza che bussa alla porta. E quelle parole incomprensibili che sembrano sputate fuori da un elfo o da qualche folletto della foresta. Musica per anime pure, in cui il bianco è preponderante sul nero. Niente di più e niente di meno dei soliti Sigur Rós. Il secondo disco presenta cinque brani del loro repertorio in versione acustica, ea dire il vero le differenze con le precedenti versioni non sono troppe, ma riescono a fregarti lo stesso e a commuoverti fino al midollo. Non è musica su cui piangere questa, è musica soffice da ascoltare quando le congiunzioni a voi interiori ed esteriori sono favorevoli. Un viaggio nel profondo nord è sempre un’esperienza ai limiti del catartico, proprio come queste canzoni. Il freddo che non taglia, le mani che non sanguinano ed un’irrefrenabile voglia di librarsi nell’aria umida e gelida. “SIGUR ROS - Live @ Piazza Castello (Ferrara - 04/07/2006)” live report on INDIE FOR BUNNIES |
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20 Novembre 2007 @ 14:30
A me, questi, non m’hanno mai preso.
Una canzone per volta, si fanno ascoltare, ma un ciddì intero lo trovo insostenibile.
21 Novembre 2007 @ 21:04
invece li trovo eccelsi..un mio desiderio è di vederli dal vivo..un giorno ci riuscirò, lo so…d’altronde dopo aver visto Dio-Will non mi importa più nulla
e cmq davvero affascinante codesto disco, yò…
22 Novembre 2007 @ 20:08
dal vivo spaccano joses, visti due volte, valgono anche un viaggetto se tornano da queste parti. suonano molto “rock”, basso e batteria potentissimi, “takk” (pur non essendo il mio preferito) è l’unico dei dischi che renda un po’ l’idea del sound che hanno dal vivo. un’esperienza quasi mistica.
di questo nuovo lavoro ho ordinato il dvd special edition con libro fotografico e sticazzi. certo che già che c’erano potevano fare un’edizione cd+dvd no?
22 Novembre 2007 @ 20:45
si, a ’sto punto si…
viste le mie micragnose finanze mi sono accontentato del solo cd..tristezza..
dhinus, mi confermi quindi la loro grandiosità, il che mi fa mangiare ancor di più le mani…
al prossimo tour non mancherò, altrimenti lo giuro volo fino in islanda e li costringo a suonare solo per me!
23 Dicembre 2007 @ 03:07
Adoro i Sigur Ros, così anticommerciali… Ti prendono direttamente dall’anima…. se non li si ascolta con l’anima non si possono percepire le vibrazioni che ti vogliono trasmettere… La gente è abituata ad ascoltare Cacca ed è ovvio che di fronte a vera musica si trovi in netta difficoltà… basta ascoltare con l’anima…
30 Giugno 2008 @ 10:30
[...] Recensione “HVARF/HEIM” SIGUR ROS LIVE @ Piazza del Castello Estense (Ferrara, 04/07/2006) [...]