Ven 23 Nov 2007
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Le Luci Della Centrale Elettrica suoneranno dal vivo, il prossimo 29 Novembre a Roma, al Circolo degli Artisti, all’interno della Sporco Impossibile Live Nite. Vasco Brondi e i gas di scarico della Montedison. Tutto questo (e molto altro) è Le Luci Della Centrale Elettrica, il progetto italiano più interessante da non so quanto tempo a questa parte. Queste otto (anzi, dieci) tracce raccontano sotto forma di diario intimista la monotonia di questi cazzo di anni zero, attraverso un rimbombante flusso di coscienza, urlato e sussurrato. E non potevano essere più reali. Citazioni, amore, politica, insegne luminose, surrealismo, nichilismo che si aggrovigliano tra i suoni e le parole, in un turbine dal quale non si esce se non feriti, ma più forti per proseguire oltre. E la cosa sorprendente è che la lingua italiana risulta in completa armonia con la musica, come non mi sarei mai aspettata, io che sono una sostenitrice dei testi in inglese. Si, perché Vasco canta in italiano, in perfetta linea con la tradizione, quando ancora avevamo i cantautori che si rispettavano. E quelli sono il suo pane quotidiano. Da De Gregori, a Leo Ferrè, a De Andrè, a Rino Gaetano ( primo paragone che viene in mente ascoltando Vasco per la sua voce roca e urlata e per il “nonsense” dei testi, nonché citato pari pari nella traccia che chiude il demo “Nei Garage A Milano Nord” in cui riprende le parole da “Ma Il Cielo E’ Sempre Più Blu”). Ma Le Luci Della Centrale Elettrica non sono solamente un progetto musicale. Passa per influenze “altre”, i porno amatoriali, la mamma che canta Battisti, il rumore della fiat Uno a metano, Andrea Pazienza, Tondelli, le avanguardie, il rumore del mare e della tosse: perché oggi (in questi cazzo di anni zero) tutto ciò che ci circonda ha un proprio peso su quello che facciamo, ed è riduttivo fermarsi alla musica per se stessa. E allora, sul palco, vedremo questo ragazzo con la sua chitarra e i suoi effetti, tra distorsori e delay, cantarci delle vite di ognuno di noi, senza fronzoli e senza utopie, senza indie-pop e senza vestiti all’ultima moda. E ci stupiremo di quanto ci sentiremo protagonisti, più di quanto non avremmo mai immaginato. |
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(12 votes, average: 3.42 out of 5)




Novembre 23rd, 2007 at 11:01
e si si, secondo me ci ha ragione l’Anais quando dice che è stata una bella sorpresa in questo 2007…il ragazzo travolge tutto e tutti manco fosse il treno di ‘a 30 secondi dalla fine’ (il che è indubbiamente una gran bella cosa!)
faccio il vecchio pignolo: secondo me ha giganteschi margini di miglioramento, soprattutto nel collegare i testi(a volte un po’ volti a compiacere alcuni) alla musica(ottima!)…
vabè ritorno nella tana..
Novembre 23rd, 2007 at 15:52
Non sentivo qualcosa di così viscerale dai CCCP, sicuramente tra le cose da tenere di questo 2007.
Novembre 23rd, 2007 at 15:53
PS: e concordo pienamente con le 5 stelle.
Novembre 23rd, 2007 at 19:46
io lo adoro.
;-)
se non si era capito.
Novembre 24th, 2007 at 12:21
paragoni un po’ troppo forti…però c’è dell’impegno.
Novembre 24th, 2007 at 19:42
grazieanaissss,, lusingat,, in realtà non è che sono proprio nonsense i testi,, sigh come si scriveva nei fumetti
tra l’altro joses non so chi minchja dovrei compiacere con i suddetti testi, proprio c’ho pensato non capisco chi dovrei compiacere,, boh magari dimmelo che così capisco cosa intendi
martello che cazzo vuol dire “però c’è dell’impegno” impegnati anche tu e scrivi una cosa meno lapidaria e più utile va là
bacipiovosi
v.
Novembre 25th, 2007 at 12:55
Permalosetto il ragazzo eh? Insomma è capitato spesso che qui qualche critica sia stata mossa a qualche band nostrana. Ed è capitato che qualche componente del gruppo abbia poi scritto qui e controbattuto. Ma lo ha fatto sempre con stile ed educazione. Cosa che Vasco non ha fatto. Take it easy brother.
Dicembre 16th, 2007 at 18:34
[…] Mesi dopo mi sono ritrovato di nuovo coinvolto nella promozione di queste canzoni, stavolta per la prima cup of tea stagionale di Lazy Sundays insieme a Tommy e con la partecipazione straordinaria di Anais. Vasco nel frattempo si è trasferito da Ferrara a Milano, appunto, e proprio negli ultimi giorni è stato protagonista anche di un paio di poco eleganti polemiche in rete, segno di quanto la piccola scena indipendente non sia ormai più immune alle abitudini che avremmo volentieri lasciato a chi perlomeno ci guadagna qualcosa. Ma questo post è solo per aggregare il materiale (podcast, mp3, video) prodotto quel pomeriggio di novembre, in attesa dell’album registrato con Giorgio Canali che dovrebbe uscire tra qualche mese. Lì faremo anche il punto di un progetto che, per ora, continua a piacermi molto nel suo essere salutarmente attualissimo ma mai di moda. […]
Dicembre 28th, 2007 at 16:54
Mh, peccato però, per certe uscite decisamente poco felici.
Gennaio 2nd, 2008 at 12:00
[…] “LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA” review on INDIE FOR BUNNIES […]
Gennaio 7th, 2008 at 13:27
secondo me è spettacolare, attualissimo, con dei testi talmente particolari, profondi e visionari da essere l’icona di una nuova forma di scrittura, di una nuova forma di poesia…poi dal vivo è devastante..insomma secondo me erano anni che in italia non c’era qualcosa di così geniale..
Maggio 12th, 2008 at 09:53
[…] Recensione “LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA”Intervista con “LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA” […]
Giugno 3rd, 2008 at 14:18
Mi stupisco della vostra intelligenza…ascoltate con pareri positivi della musica tanto sofisticata e poi andate a credere che quel pagliaccio che ha scritto sopra fosse veramente Vasco…
Anche io ho indicato come nome nel campo quello della one man band…e pra cosa penserete che io sia davvero lui?
Già a dare uno sguardo all’italiano si poteva notare facilmente…ma per piacere ragazzi…
Comunque complimenti sinceri per i testi e la musica.
se mi permettete…Bentornato Rino!