banner

PSAPP
Tiger, My Friend

6 dicembre 2007

TAGS: ,

[ratings]

Ricordo con fastidio quando un mio vecchio cane, il mitico Fritz, si divertiva a giocare con quei pupazzetti di gomma dotati di quella squillante trombetta interna che, alla pressione, dava sfogo ad un orribile squittio. Ecco, ad ogni morso di Fritz quei pupazzi emettevano l’insopportabile suono di cui sopra fin quando del gioco non rimanevano che brandelli sparsi per la casa. Mai avrei immaginato di ritrovare quel suono in un disco, e invece alla traccia numero due eccolo emergere in tutto il suo fulgore.

Ora, va bene che i Psapp si divertono a giocare con gli strumenti e con l’elettronica, arricchendo i loro brani con suoni improbabili, ma qui hanno forse esagerato, o per lo meno mi hanno fatto un torto, riportandomi alla mente quel fastidio domestico. “Tiger, My Friend” non è altro che la riedizione della Domino di un disco del 2004 edito dalla piccola etichetta Leaf e, a parte certe esagerazioni, è un buon disco.

Avvalersi della voce calda e elegante di Carim Classman giova molto nella riuscita finale di brani agrodolci che a volta si prendono gioco di se stessi. Queste canzoni sembrano recuperate da vecchi carillon pieni di polvere scovati in soffitta e arricchite da qualche strumentazione classica, elettronica minimale e qualche trovata bizzarra. Folktronica, indietronica o qualunque cosa che finisca con tronica, questo lavoro va ad inserirsi precisamente in quel filone che vede i Psapp in compagnia dei Tunng e gli ultimi Mùm (prima o poi di questo passo, vedremo band che si chiameranno Boong Stang e Proot), che forse alla lunga risulta un poco fine a se stesso e difficilmente rinnovabile nella forma.

Sono certo che prima o poi ci stancheremo di queste sonorità che ad un battito elettronico spesso alternano un tintinnare di bottiglie di vetro o, come in questo caso, il miagolio di non saprei precisamente quale cucciolo. Sono esagerazioni che nulla aggiungono ai brani e che anzi sanno un poco di presa per i fondelli, o quantomeno di forzatura stilistica. Meglio, molto meglio quando ci si affida semplicemente alla voce e ad una forma canzone più quadrata vicina a quel folk sintetico e artigianale di molte produzioni del genere.

P.S. ringrazio sentitamente Simona per l’aiuto fornitomi nel cercare la parola più adatta per definire quella fastidiosa trombetta squillante dei pupazzetti di gomma.

“PSAPP – THE ONLY THING I EVER WANTED” review on INDIE FOR BUNNIES

Cover Album
Band Site
MySpace
Tiger, My Friend [ Domino - 2007 ] – BUY HERE
Similar Artist: Tunng, Caribou, Mùm
Rating:
1. Northdown Flat B1
2. Rear Moth
3. Leaving In Coffins
4. Calm Down
5. Velvet Pony
6. About Fun

7. Curuncula
8. King Kong
9. Counter
10. Chapter
11. Tiger, My Friend

 

Articoli Correlati:

2 commenti »

Ultime recensioni

Close To The Glass

THE NOTWIST
Close To The Glass

La storia dei Notwist è fatta di apparizioni improvvise. E di silenzi. Una carriera…

The Cautionary Tales Of Mark Oliver Everett

EELS
The Cautionary Tales Of Mark Oliver Everett

Tre canzoni, tre domande “Where I ‘m At”, “Where I’m From”, “Where I’m Going”caratterizzano…

Love Letters

METRONOMY
Love Letters

Abbiamo lasciato i Metronomy sulla “English Riviera”, paladini del pop intelligente, così si dice,…

S/T

THEE ELEPHANT
S/T

Il tenace equilibrismo di Dola J Chaplin è in poche parole una incontrollabile urgenza…

In Roses

GEM CLUB
In Roses

“In Roses” è il secondo album della band americana del Massachusetts Gem Club.
Si…

Dirty Gold

ANGEL HAZE
Dirty Gold

Quando nel 2012 mi capitò di vedere il video di “Werkin’ Girls” successe che…

The Secret Of The Sea

BRUNO BAVOTA
The Secret Of The Sea

Il mare, adoro guardarlo mentre fa l’amore con la Luna, che inconsapevole lo attira…

Burn Your Fire For No Witness

ANGEL OLSEN
Burn Your Fire For No Witness

Dopo “Half way home”, il primo album quasi interamente acustico, come è “normale” che…