THE WOMBATS
Guide To Love Loss & Desperation
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I THE WOMBATS suoneranno al FREQUENCY FESTIVAL 2008 L’ultima volta che sono entrato in possesso di una copia del NME fu un paio di anni fa durante un breve soggiorno a Londra, ed in effetti rimasi negativamente impressionato dall’inutile patina ricca di hype che permeava quelle pagine. Una sequenza di foto da posers ed una serie di slogan probabilmente ripetuti di mese in mese: “the next be thing”, “l’esordio più atteso dell’anno” e così via. Una rivista decisamente insopportabile e sempre pronta a fagocitare nel proprio calderone la nuova band di ragazzini imberbi di turno. Ed è con una montagna di pregiudizi che mi sono avvicinato a questo disco dei The Wombats, l’ennesima band usa e getta che utilizza l’articolo prima del nome: concerti sold out prima che fosse pubblicato il disco ufficiale e copertine sulle riviste cool del settore. Insomma, cari ragazzi, allacciate le cinture di sicurezza e preparatevi alle vertigini delle montagne russe del music business odierno. E invece già al primo ascolto è divertimento assoluto, puro brtitrock stile Arctic Monkeys o Maximo Park, ma con un’attitudine festaiola e spensierata tutta adolescenziale. Praticamente il disco perfetto per le vostre feste di 18 anni, o anche, per noi vecchietti, un bel modo per dar sfogo alle nostre pulsioni giovanili. Si parte dall’introduzione a cappella di “Tales of Girls, Boys & Marsupials”, per poi ritrovarsi in una miscela pop-punk che sarà anche banale ma carica di energia positiva e melodie irresistibili. Qualche volta i ritmi rallentano come nell’idiepop delicato di “Little Miss Pipedream”, ma l’andamento medio dei brani è piuttosto veloce, mai brutale e piuttosto festaiolo. Insomma, questi qui fanno muovere i nostri culetti, e poco importa se tra qualche mese noi, e la stampa del settore ce ne dimenticheremo. Poco importa che alle feste di 18 anni non ci vado da almeno un decennio, davvero non ha importanza questa volta. Non mi capita di avere tutti i giorni voglia di crescere, e ben vengano dischi come questo. Poi passeranno le settimane e mi sarò dimenticato di voi cari The Wombats, il tutto fa parte del gioco purtroppo, e non diteci che non vi avevamo avvisati. “THE WOMBATS – Live @ La Maroquinerie (Parigi, 1/11/2007) ” live report on INDIE FOR BUNNIES |
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13 dicembre 2007 @ 14:49
Purtroppo qui dove sono io, escludendo abbonamenti annuali improponibili per le mie misere tasche, NME è l’unico modo per farsi un idea su qualche nome “che sarà” prima del tempo. Condivido il fatto che spesso sia insopportabile tra foto che sembrano tratte da myspace di quindicenni (o è il contrario?
) e articoli un po’ “superficiali”; ma qualche spunto qua e là lo si coglie. Poi ovvio che per le cose serie mi affido più a Blow Up o a ben precisi siti internet (come questo
).
Insomma, meglio NME di Rolling Stone.
I Wombats boh, carini ma scivolano un po’ via come l’acqua distillata…
13 dicembre 2007 @ 15:12
Si si, alla fine basta che uno sa come fruire dei contenuti di una rivista per non farsi fregare. Certomeglio dirolling stone, che trovo imporbabile e insopportabile. Le mie tre stelle sono dovute al fatto che il disco è carino, qualche ascolto è piacevole ma poi …appunto acqua distillata.
13 dicembre 2007 @ 16:29
Kill The Director è carina..
13 dicembre 2007 @ 18:06
Si si, ma a me ’ste cose di acqua distillata piacciono pure. Infatti è un casino essere oggettivi poi.
13 dicembre 2007 @ 22:44
a me la prima traccia fa impazzire, vale tutto il disco.
soprattutto quando te la fanno live.
tipo qui http://youtube.com/watch?v=4fulMF5uxOg&feature=related
14 dicembre 2007 @ 01:06
Laprima traccia a cappella è davvero bella.
14 dicembre 2007 @ 17:58
dal vivo fanno spaccare dalle risate, giuro…sembrano cabarettisti.