Cobblestone Jazz ~ Fairmont ~ Uusitalo

17 Dicembre 2007
Cobblestone Jazz Discography: 5th Element [EP] ( Itiswhatitis Recodings – 2002), The Live [EP] (Itiswhatitis Recodings – 2005), The Creator [EP] (Itiswhatitis Recodings – 2006), 23 Seconds (K7 – 2007)
Fairmont Discography: Palace Pier [EP] (Traum Schallplatten - 2002), Paper Stars (Traum Schallplatten - 2002), Colored In Memory (Border Community – 2007)
Uusitalo Discography: Vaapa Muurari (Force Inc. Music Works - 2000), Vaapa Muurari Live (Force Inc. Music Works - 2000), Tulenkantaja Vol. 1 [EP] (Huume Recordings - 2006 ), Tulenkantaja (Huume Recordings - 2006 ), Karhunainen (Huume Recordings – 2007), Korpikansa [EP] (Huume Recordings – 2007)

L’ultimo scorcio del 2007 ci regala tre delle migliori release elettroniche dell’anno: l’esordio dei canadesi Cobblestone Jazz, l’ultima creatura di casa Border Community Fairmont ed infine i maestosi 4/4 del finlandese Sasu Ripatti aka Uusitalo.

Partiamo con i Cobblestone Jazz, il combo formato da Danuel Tate, Tiger Dhula e Mathew Jonson. Se tra i tre il più noto è certamente Jonson, produttore quotatissimo a livello globale per via della sua capacità di modellare linfe techno con calore funk e fluidità afro, spesso attraverso strumentazioni esclusivamente analogiche, non da meno, in questo progetto, gli sono i due compagni d’avventura. Tate è un musicista jazz prestato all’elettronica, innamorato del piano Fender Rhodes e abile nell’uso del Vocoder, mentre Dhula è attivo da una quindicina di anni con i suoi Dj Set infarciti di groove di ogni tipo: house, drum & bass, latin, funk, techno e, ovviamente, jazz.
Nato nel 1998, il trio delle meraviglie si rivela alla scena mondiale con la ipnotica hit “India In Me”, finita nelle playlist dei Dj di tutto il pianeta nonché nel volume 34 del Fabric, curato da Ellen Allien.

Il doppio cd “23 Seconds” ( primo lavoro su !K7 ) si muove su territori techno, talvolta minimali, spesso rinvigoriti calorosamente dalla Fender Rhodes e da un inevitabile mood jazzistico. Se l’apertura “Hired Touch” plana su oscure lande ambient, sono i dieci minuti di delirio di “Lime In Da Coconut” il vero biglietto da visita dei Cobblestone: vocoder maligni, ritmiche arricciatissime ed ossessioni minimali à la Villalobos. La successiva “Slap The Back” incrocia fremiti hi tech –jazz di scuola Underground Resistance, con il piano sugli scudi e synth analogici frastagliati, mentre “PDB” dilata il suono di Detroit in anfratti cosmici. “23 Seconds” spinge ancora sul sodalizio tra jazz e techno, modellando frasi analogiche su ebollizioni elettroniche, “Peace Offering” bazzica la house old skool e la conclusiva “W”, tutta basslines acidi e vocoder in loop, manda definitivamente in orbita trance l’ascoltatore.

Il secondo cd riporta fedelmente la performance tenuta al Mondo di Madrid lo scorso maggio, più la già citata “India In Me” e “Dump Truck”. A giudicare da quello che si ascolta nel live, dal vivo i Cobblestone accentuano ulteriormente la dicotomia tech-jazz : l’iniziale “DMT” è puro jazz elettrico, nel quale fluiscono gradualmente basslines e synth fino ad arrivare alle risacche spaziali di “W”.

Jack Farley aka Fairmont debutta su Border Community con “Coloured In Memory”, terzo Lp licenziato dall’etichetta di James Holden. Sostanzialmente l’album si pone a metà tra lo shoegaze elettronico di Nathan Fake e e l’abstract techno, a firma dello stesso Holden, di “The Idiot Are Winnings”, aggiungendo però al concept Border Community un piglio psichedelico più tradizionale ( dalla copertina in stile West Coast era 1967 alla conclusiva ballatona lisergica “Coloured In Memory” ) e, più in generale, una maggior fruibilità pop nell’ascolto, stavolta adatto anche al pubblico meno avvezzo ai disegni musicali dell’etichetta.

Le suggestioni astrali dei Kraftwerk permeano spesso le trame di Farley ( “Bikini Atoll”, “1995″ ), spesso incrociando sentieri minimal techno berlinesi ( “Darling Waltz” ), mentre altrove sono gli wave-ismi in salsa electro a prendere il largo ( il suono à la Colder di “Flight Of The Albatross” ).
Non imprescindibile come i precedenti album Border Community, “Coloured In Memory” è però un disco molto interessante, che tra richiami rock e minimal techno ante litteram potrebbe aprire nuovi orizzonti al suono della label.

Chiusura con uno dei musicisti elettronici più prolifici del globo: Sasu Ripatti.
Finlandese classe 1976, Ripatti detiene a suo nome diversi progetti ( Luomo, Vladislav Delay i più importanti ) destinati ad incarnare ciascuno una direzione del proprio suono. Uusitalo è il “bassdrum project” del finlandese, quello decisamente più vicino alle sonorità dance. “Karhunainen”, terzo album con questo moniker, uscito come gli altri per l’etichetta di Ripatti Huume è, in breve, un album strepitoso. Concentrandosi sui 4/4, supportati da una strumentazione analogica, il finlandese concepisce dieci devastanti tracce dagli sfilacciati contorni techno, dalle distanze siderali e metalliche di “Korpikansa” ( uscito da poco come anche come Ep ) all’incedere disturbato della successiva “Tohtori Kuka”, dagli stop and go della titletrack alle ritmiche deep di “Satumaa” fino alle bolle di synth spezzati “Sikojen Juhla”.

Tra le preferenze del mese della redazione di The Wire e grazie ad un rigore essenziale ed una genialità innata, “Karhunainen” si candida - a mio avviso assieme a The Field - come uno dei dischi elettronici del 2007.

Come IFB ama spesso ricordare, il futuro è a Nord…

Link:
Cobblestone Jazz Official Site - Cobblestone Jazz MySpace
Fairmont Official Site - Fairmont MySpace
Vladislav Delay Official Site - Uusitalo MySpace

Mp3:
Cobblestone Jazz - What You Want (23 Seconds)
Cobblestone Jazz - Live At Club 11 (live at club 11 - Amsterdam, NL, 05-05-07)
Fairmont - Love Note (from the album “Paper Stars”)
Fairmont - Fade And Saturate (from the album “Coloured In Memory”)
Uusitalo - Paskaa Musaa (from the album “Tulenkantaja”)
Uusitalo - Korpikansa (from the album “Karhunainen”)

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