THE SLEEPING YEARS
Clocks And Clones [EP]
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Nemmeno la pioggia di questi tempi è pura. Contaminata come l’aria che respiriamo, depressa come il nostro stile di vita. Intrappolati in scatole metalliche con le ruote mentre fuori la gente corre e si accalca per arrivare da qualche parte prima di te. Troppo rumore nelle strade, e non sono grida di festa, è solo la città che strilla sguaiatamente e insistentemente. La purezza è tutta in un disco, in una voce leggera e toccante, intrappolata in soffici ed intime trame acustiche. Siamo alla fine del giro, questo è l’ultimo Ep di Dale Grundle, aka The Sleeping Years, prima del suo debutto su lunga distanza ,edito a gennaio da un’etichetta francese. Il solito rifugio per anime perse e stanche, sfinite dalle continue distanze interposte tra quello che vorresti essere e quello che hai. Tra quello che vorresti dire e invece tieni per te, facendo allontanare qualcuno. Ma così va la vita, e non resta che vivere le tue giornate come un specchio di quello che ti sta accadendo. A volte alzi le mani, tutto quello che puoi fare è aggrapparti ad una canzone. You build a star for yourself/while you’re breaking up from all sides./See your beautiful sons/streamlined and speeding. “THE SLEEPING YEARS - SETTING FIRE TO SLEEPY TOWN [EP]” review on INDIE FOR BUNNIES |
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21 Dicembre 2007 @ 20:16
…la gente che si accalca per arrivare da qualche parte prima di te è un’immagine bellissima e (purtroppo) anche troppo familiare.
21 Dicembre 2007 @ 21:06
C’è un errore nel titolo, è clocks ovviamente e non cloks. Si la gente si accalca, e ti vuole anticipare, sempre. e vabè
21 Dicembre 2007 @ 23:42
bellissima recensione
27 Aprile 2008 @ 13:45
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