APRIL FOOL’S DAY
9th
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Prendete l’oceano e la sua immensità e provate a svuotarlo con un secchiello di plastica. Disperato e romantico tentativo di sminuire qualcosa di immenso. E tra il romantico e il disperato potremmo anche metterci il termine “patetico”, ma davvero sarebbe ingeneroso. E lo sarebbe perché gli spagnoli April Fool’s Day non sono male, anche se agiscono in un territorio talmente sconfinato ed affollato come l’indie pop di stampo emo, che praticamente nessuno si accorgerà di loro. In questi casi o hai un’etichetta ed una distribuzione tali da farti conoscere da una vasta fetta di pubblico, oppure fai un disco diverso e che spicchi per qualità e inventiva in mezzo a molti altri. Nella seconda ipotesi non guadagnerai una grande popolarità, ma almeno qualcuno si ricorderà di te più facilmente. La band di Tarragona non appartiene a nessuna delle due categorie, e svolazza tra un guitar pop dai toni romantici e malinconici che fanno molto Death Cab For Cutie che incontrano i Teenage Fanclub per una jam session sulle coste del pacifico al tramonto. Un’immagine anche abbastanza suggestiva questa, ma il fatto è che siamo in Spagna e il tutto, pur risuonando discretamente bene , non riesce ad emergere dal concetto di disco carino senza infamia e senza lode. Tre stellette agli April Fool’s Day, che alla band forse non serviranno a niente, ma sono oneste fino in fondo. |
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22 dicembre 2007 @ 18:17
Trattasi di auto pubblicità occulta. Sachiel chiedo venia…è la prima volta che lo faccio, concedimelo una volta
Oggi ho pubblicato sul mio blog la prima storia di un mini libro che in culo agli editori italiani spero possa piacere a qualcuno. I 4 brevi racconti formano quello che è “Storie Ordinarie Di Gente Comune”.
ecco qua un paio di note
“Storie Ordinarie di Gente Comune” è composto da quattro brevi racconti incentrati sulla vita di personaggi molto differenti l’uno dall’altro. L’unica caratteristica che accomuna i protagonisti degli episodi è quella di essere persone comuni: gente normale che si reca al lavoro la mattina, si rattrista in modo angosciante, pensa al sesso o ha una doppia identità. Dei quattro episodi solo due sono legati da un brevissimo lasso di tempo, che incrocia casualmente i personaggi di due racconti. Questa raccolta è frutto di semplici osservazioni quotidiane e riflessioni su persone che amano, odiano, (non) vivono al massimo la loro vita e s’incontrano per strada, spesso completamente ignare della vita del prossimo. Gente comune insomma.
ed ecco la prima parte della storia con la speranza che incuriosisca qualcuno…
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Come perdere tutti i freni inibitori bevendo fino all’inverosimile: lezione unica, pagamento anticipato e ipoteca sulla parte superiore dell’ anima. Giornata di lavoro ordinaria.
I
Manuel.
Ore 3:07 del mattino.
La sensazione era quella di essere arrivati al capolinea: ero sicuro di morire entro breve e non vedevo come poter tornare indietro. Era una cosa che andava al di là delle velenose sostanze tossiche che cercavano di fuoriuscire prepotenti da qualsiasi buco del corpo, contro la mia volontà. Era una questione di fede. Anima e budella. Non esistevano più colori, solo sfumature incendiate. Un tunnel scalcinato si faceva largo attraverso le viscere magenta. Allora ho pregato Dio, dicendo “se mi dai ascolto questa volta e mi fai tornare sobrio, senza troppe conseguenze, giuro che non tocco più nemmeno un bicchiere…”. In quel momento i miei occhi erano morti e non ero più nessuno. D’improvviso, dopo qualche decennio compresso in formato MP3 dentro una frazione molto più breve, mi ripresi leggermente: durante tutto quel delirio era trascorsa solamente una canzone!
grazie dello spazio che ti ho rubato Sachiel (p.s. a me l’oceano mi piace un casino
)