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“TOP 10 ALBUM 2007″ by Kekko

29 dicembre 2007

Ci penso un attimo e non ce la fo. La tentazione di mettere DAVVERO dieci dischi a pioggia in una lista che calcoli il peso specifico del mio 2007 dura cinque minuti e poi si scontra coi dischi. Quest’anno sono tanti, come del resto ogni anno: parecchia musica che ti va di ascoltare in mezzo a una massa abnorme di dischi che invece preferisci sempre e solo non-ascoltare (e comunque ci provi, le dai chances… e rimani scottato ogni volta). Io sono io e per me uno dei valori chiave della musica rock è ancora il fatto di distinguersi da quella massa, di osare in un modo o nell’altro un approccio che vada oltre la convenienza del caso concreto -e soprattutto di spaccar tutto strada facendo.

Così ci ragiono mezzo minuto e decido che in barba a tutto e a tutti il disco più rappresentativo e più convincente e più interessante e più bello di quest’anno è Unsane – “Visqueen”. VAFFANCULO. New York fino al midollo, un monumento al noise americano degli anni ’90 e un grande disco di rock contemporaneo: compresso e pesantissimo, nessuno sconto a nessuno ed un pezzo come East Broadway che va subito nella lista dei classici Unsane tipo Vandal X o Out.

Ex-aequo ci finisce Shellac – “Excellent Italian Greyhound”, una bandiera del rock indipendente che piantata in tempi di stasi creativa e fraintendimenti della parola indie svetta ancor di più. Certo fa tristezza scoprire che i nomi più caldi dell’anno 2007 sono i nomi più caldi dell’anno 1994, ma che ci vuoi fare.
Se vogliamo farci del male, poi, subito dietro mettiamo Oxbow - “The Narcotic Story”: da sempre e per sempre la musica più grigia e metropolitana che si possa ascoltare, con Eugene Robinson che ogni volta riesce a inventarsi un modo credibile di essere post-punk senza copiare dal post-punk dell’epoca post-punk, un bel dito medio piantato con orgoglio in faccia a migliaia di dischi nati vecchi e sbagliati.

Quarto posto: Moha! – “Norwegianism”: l’attuale apice di una concezione dell’avant-rock minimale preciso e potentissimo, a firma N-Collective, che unisce il gelo dell’avant scandinavo à la Rune Grammofon (per la quale escono) con la sobrietà fracassona della scuderia Load che che hanno frequentato con Noxagt e Ultralyd (Moha! entra anche in rappresentanza del solito anno da ricordare per Rune Grammofon con i nuovi Supersilent ed Ultralyd).
Il mio disco italiano dell’anno è Altro – “Aspetto”, gruppo per il quale ormai occorre tirar fuori scale di valori inedite e che con l’ultimo disco firma probabilmente il suo lavoro di studio migliore.
L’ultimo disco strettamente rock della top ten è il doppio limitato Sunn O))) – “Oracle”: orgoglioso ritorno all’origine di un suono incorruttibile che gli ultimi lavori di Greg Anderson e Stephen O’Malley hanno cercato in ogni modo di corrompere. Peccato per la scarsa reperibilità, davvero.

Esco dal rock rimanendo sul drone con Rhys Chatham – “A Crimson Grail”, monumentale e bellissimo rendiconto dell’installazione a Montmartre del no-newyorkese: una pioggia di melodie di chitarre che salgono e spaccano.
Segue Sunburned Hand Of The Man – “Fire Escape”: freak-extravaganza smontata e rimontata pezzo per pezzo da Four Tet, probabilmente il più fresco autore di musica pop contemporanea. Stare bene in una festa piena di gente fritta vestita con maglie tinte con la varechina.
Dalla parte folk butto dalla torre a malincuore Vic Chesnutt e tengo su Mike Gira e lo spettacolare “We Are Him” di Angels Of Light.

Mi tengo un posto nel cuore per Uochi Toki ed Eterea ma mi tocca mandare sull’altare “8 Diagrams” del Wu-Tang Clan che è fresco d’uscita ma con il quale sballerò per un sacco di tempo. Ultima posizione The Ex & Getatchew Mekuria – “Moa Anbessa”. Disco da automobile, punk-jazz etnico con tutti i terzomondisti del mondo nella fotta e senza quell’allure da barbone fighetto tipo Gogol Bordello. Ricordando Mohammed “Jimmy” Mohammed che scompare nell’anno e il cui “Takkabel!” è comunque un discone. Rimane fuori qualcuno, così al volo cito !!! e Holy Fuck piuttosto che Van Helden, Lindstrom, MIA, oppure la prova di forza a cuore aperto dei redivivi Dino Jr o Bachi da Pietra, Zu/Takemura, Daft Punk “Alive”, Pissed Jeans o Clockcleaner o un paio di colpi di classe nell’ultimo Bjork o la sempiterna accoppiata Black Dice/Animal Collective o il già citato Vic Chesnutt, Mono e i loro fondi di magazzino, Battles e tutte le volte che salti ascoltando “Atlas”, Steve Reid & FourTet, Burial, Liars, Gowns, Nista Nije Nista, Ardecore, Fridge, Shannon Wright, Entombed, KTL e chissà quanti cazzo me ne sono scordati e vorrei citare solo per dire sì, ok non mi ha mandato nella fotta ma sempre meglio dell’ultimo dei Radiohead. Irrisolvibile.

TOP TEN 2007 by Kekko:
1. Unsane Visqueen ( Ipecac ) [ Mp3 : Only Pain ]
2. Shellac Excellent Italian Greyhound ( Touch & Go ) [ Mp3: Be Prepared ]

3. Oxbow - The Narcotic Story ( Hydrahead ) [ Mp3: Time, Gentlemen, Time ]
4. Moha! – Norwegianism ( Rune Grammofon ) [ Mp3: Daily Three ]
5. Altro Aspetto ( La Tempesta ) [ Mp3: Quadro A ]
6. Sun O))) – Oracle ( Southern )
7. Rhys Chatham – A Crimson Grail ( Table Of The Elements ) [ Mp3: A Crimson Grail Part. 1 ]
8. Sunburned Hand Of The Man – Fire Escape ( Ecstatic Peace ) [ Mp3: The Parakeet Beat ]
9. Wu-Tang Clan8 Diagrams ( Mototown / Universal ) [ Mp3: Stick Me For My Riches ]
10. Getatchew Mekuria & The Ex & Guests – Moa Anbessa ( Terp ) [ Mp3: Eywat Setenafegagn ]

 

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