Dom 30 Dic 2007
“TOP 10 ALBUM 2007 - MySpace Generation″ by Giov
Posted by giov under Indie Top 10 , MySpace Generation![]() |
#10 - Richard Aucoin - Personal Publication [EP] ( autoprodotto ) Rich Aucoin è un mezzo genio. Quando mi è arrivato a casa il disco con la cartella stampa non ho potuto fare a meno di notare la sua faccia da criminale impunito. Uno che suona praticamente tutti gli strumenti esistenti sulla faccia della terra, compreso un computer atari ultra vecchio, che registra a casa vicino al suo letto e che ti fa pensare continuamente un po’ ai Flaming Lips e un po’ a certi cartoni giapponesi di robot, di metà anni ottanta deve PER FORZA essere preso in considerazione. Ne sentiremo parlare ancora. E’ una certezza. E se ciò non dovesse avvenire significa che l’hanno incastrato ed è in prigione. Mp3: |
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#9 - The Pains Of Being Pure At Heart - S/T (Cloudberry) I Cure che vanno qualche giro più veloce. Una batteria precisa per ogni battito come un metronomo. Gli anni ottanta distorti e rivissuti in pochi minuti. I Jesus And Mary Chain allegri e pettinati un po’ meglio. Qualche riff rubato dentro a decadi di pop rock impolverato. Una sorpresa che mescola gli Smiths alle distorsioni di qualcosa più acido. Aspettiamo la conferma di tutto questo e un ulteriore passo in avanti. “THE PAINS OF BEING PURE AT HEART” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#8 - The Dolly Rocker Movement - A Purple Journey Into The Mod Machine (Off The Hip) Diciamolo subito: se I Dolly Rocker Movement avessero pubblicato nel 2007 il loro debut (“Electric Sunshine” 2006) adesso questa band starebbe guardando le altre presenti nella classifica dal gradino più alto del podio. Il debut era qualcosa di oscuro, drogato nelle sonorità, cupo, psichedelico, degno dei migliori Warlocks. Questa è sicuramente una produzione che merita un posto in classifica di fine anno ma risulta essere meno attenta a certi dettagli stilistici e spesso risulta fin troppo “semplice” per una band capace di tessere trame sonore ben più interessanti. Insomma sempre un buon rock, ma da una band capace di farmi dimenticare, anche se solo qualche secondo, Black Rebel, Velvet Underground e Jesus And Mary Chain, mi sarei aspettato un po’ di più. Ottima scoperta comunque, direttamente dall’Australia, senza salti ma in modo del tutto circolare e flower power. |
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#7 - Windy & Destiny - Words oOr Such A Riot ( Earsay ) La prima parola che mi viene in mente per descriverlo è “grazia”. Mp3: |
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#6 - The Shadow Line - Elvis Lives, Paul Is Dead And I’m Feeling Very Well [EP] ( autoprodotto ) Italianissimi, velocissimi, bravissimi. Una specie di notizia positiva che non mi aspettavo, proprio in un momento in cui la pioggia, lo studio e il cibo preparato male da me stavano prendendo il sopravvento sulla totalità delle mie capacità psicofisiche. Blur, Pulp, Supergrass, Kaiser Chiefs, Bloc Party, Razorlight…qua dentro ci trovate l’evoluzione della musica inglese dell’ultima decade compressa dentro soli 29 minuti di musica… . Ed è tutta robbbbbbbba italiana. Fantastico “ELVIS LIVES, PAUL IS DEAD AND I’M FEELING VERY WELL [EP]” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#5 - Devendra Banhart - Smokey Rolls Down Thunder Canyon (XL) Seconda “intrusione” dopo quella dei Black Rebel Motorcycle Club. Diciamo subito che forse questo è il disco meno omogeneo e “affascinante” di Devendra. Tante canzoni non troppo legate in modo omogeneo tra di loro. Un po’ di folk, un po’ di rock, un po’ di… . E’ una produzione che risente pesantemente di certe atmosfere anni settanta e ne rimane intrappolata senza via di uscita. Prima la musica di Banhart affascinava per semplicità e originalità adesso è un continuo rimando a qualcos’altro ma fortunatamente è un continuo rimando positivo che “prende spunto” per poi seguire la sua strada, il più delle volte. La voce e il blues “rubati” al Jim Morrison (quello più prossimo alla fine forse), il gospel-blues di “Saved”, il folk infinito e psichedelico di “Seahorse” che sfocia nell’acidità di un riff che ti inchioda dove sei, sono la cosa più bella di un disco comunque sempre sopra la media di tutti gli altri proposti dai componenti del folk movement mondiale. “SMOKEY ROLLS DOWN THUNDER CANYON” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#4 - Page France - …And The Family Telephone (Suicide Squeeze) La band del Maryland arriva al terzo disco presentando una versione della loro musica ancora più in chiave folk e a bassa fedeltà rispetto ai due precedenti album. Micheal Nau cambia l’impostazione delle canzoni, non più giri acustici e testi emo romantici che fanno piangere anche i sassi (vedi debut “Come!I’m a Lion”) o piccole sperimentazioni pop rock dove si incomincia a vedere il folk (vedi l’ottimo “Hello, Dear Wind”). I testi si incrociano a volte da una canzone all’altra e fanno la loro comparsa per la prima volta anche gli strumenti a fiato che colorano ancora di più un timbro musicale ormai riconoscibile e affascinante. Purtroppo la qualità del suono, delle registrazioni in generale, è leggermente peggiore rispetto agli episodi precedenti appena citati e sembra che un sottilissimo muro separi le orecchie dell’ascoltatore dalla voce raschiante e divenuta “per l’occasione” sgraziata in modo piacevole del cantante. Misteri della produzione e del missaggio. Comunque l’album è la naturale evoluzione sonora di una band affascinante che rappresenta per il sottoscritto una delle migliori scoperte in assoluto degli ultimi anni. Dentro a “…And The Family Telephone” ci sono le sonorità caratteristiche di Beatles, Vetiver, Devendra Banhart e del tizio che suona sempre sta roba sgangherata con la sua chitarra acustica sotto i tunnel della metropolitana. “…AND THE FAMILY TELEPHONE” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#3 - Ringo Deathstarr - S/T (SVC) Ok è andata come è andata il giorno che ho dovuto ascoltare il disco dei Ringo Deathstarr, tanto che avevo l’incubo che un oliva nera denocciolata gigante venisse a reclamare la sua piscina di sugo oliato, alla porta dell’ostello, ma….insomma….un gran bel disco signori. Tutto scritto, detto e filtrato attraverso le distorsioni e gli anni ottanta e il fumo di qualcosa che gira troppo forte da sembrare quasi immobile. Shoegazer a tinte piuttosto oscure e un’onda alternativa che ha fatto parlare molto i più accreditati siti musicali di musica indipendente. Il disco non è esattamente qualcosa da poter ascoltare durante tutte le ore del giorno, però è psichedelico quanto basta per catturare a dovere le orecchie e il cervello. Questa band è vista da parecchie persone come il futuro di un genere che spesso sembra essersi quasi addormentato del tutto invece è più vivo che mai. “RINGO DEATHSTARR” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#2 - Black Rebel Motorcycle Club - Baby 81 ( Red Int / Red Ink ) Questi non c’entrano niente con la Myspace Generation ma mi sono concesso un paio di “intrusioni esterne” tanto per non fossilizzarsi troppo su band semi sconosciute. “Baby 81” segna il ritorno di Nick Jago alla batteria e il disco risulta un piacevole incorcio tra “Take Them On On Your Own” e “B.R.M.C.” (ma non risulta mai essere all’altezza di un debut praticamente perfetto per compattezza, uniformità di stile e belle canzoni). Il parere personale del sottoscritto è che i Black Rebel Motorcycle Club hanno troppo da offrire come band acustica, blues, folk, dannata e cupa per star dietro a un genere che vede ogni giorno nascere miliardi di “buoni imitatori”. Insomma perché abbandonare una strada che sembrava essere quella giusta, definitiva, intrapresa con “Howl” per un album che si, è sicuramente un’ottima produzione ma ricalca quanto già proposto in passato e che se riproposto ancora finirebbe per farli cadere in una sorta di dimenticatoio? “Howl” è ancora in heavy rotation nel mio stereo e una band che può permettersi una b-side come “Mercy” (una delle migliori cose che le mie orecchie abbiano mai ascoltato in assoluto provenire dal semplice binomio chitarra acustica+voce) ha ancora molto da offrire. La nota positiva dell’album è il modo di suonare la chitarra di Peter Hayes, uno stile che sta diventando riconoscibile e unico affiancato a testi mai banali. Questa è forse la band uscita dall’ondata garage americana del 2001 che ha reso di più fino ad oggi e che promette meglio per il futuro. |
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#1 - The Weather Underground - When I Was A Soldier [EP] ( autoprodotto ) Il debutto ufficiale di quella che è a mio parere la migliore scoperta pop rock per quanto riguarda la sezione Myspace di Indieforbunnies. Quanto di meglio potevamo aspettarci riguardo a belle e semplici canzoni rock, venate di blues con forti tinte britanniche, pur essendo il suolo di provenienza della band dipinto a stelle e strisce. Il sottoscritto non ha fatto mai mistero di puntare apertamente su questo gruppo sin dal primo momento che ci ha contattato tramite e-mail. I risultati si sono visti dopo un primo ep non ufficiale quando, appena dopo la fine dell’estate, la band è stata chiamata a ad affiancare sul palco una band del calibro dei Modest Mouse. Jeans attillati, energia punk contenuta e romantica (sembra un controsenso assurdo e invece è la cosa più bella) e un romanticismo attaccato alla realtà come pochi altri attualmente. “When I Was a Soldier” è un disco che non stanca mai e che entra in testa già dopo il primissimo ascolto. Garage (pop) rock e basta. In attesa del secondo ep ufficiale, da poco ultimato, The Weather Underground possono tranquillamente godersi il podio di questa classifica, pronti a bissare nel corso del nuovo anno altre lodi, a suon di voce disperata e chitarra elettrica che si mangia tutto. “WHEN I WAS A SOLDIER [EP]” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |













Dicembre 30th, 2007 at 12:38
giov, tu sei l’unico e vero coniglio danzante sotto acido dell’intero cosmo…
belle cose, si si…me le sono segnate tutte
Dicembre 31st, 2007 at 14:38
Le classifiche di fine anno di Giov sono fondamentalmente la lista dei dischi più fighi che hai ascoltato di sfuggita e/o poi te li sei persi strada facendo. Ma puoi fregartene tanto a fine anno Giov te li rimette tutti in fila sotto il naso. Giov è un ragazzo perfino ordinato certe volte.
Il fatto è come al solito che ascoltiamo troppa musica, ma ne sentiamo troppa poca.
Anche per quest’anno, ficcatevi al culo l’hype e aridatece il rock’n roll. yeah!
Dicembre 31st, 2007 at 15:39
Sottoscrivo col sangue quello che just ha scritto. Basta hype e mode indierock, ascoltiamosolo quello che ci piace, e ce ne fottiamo se non sia nelle top 10 di tutte le riviste indiesnob del c….o
Gennaio 6th, 2008 at 15:14
Carissimo giov…non ne conosco quasi nessuno e me li procurerò senz’altro…questa è la mia classifica dell’anno, poi dacci un’occhiata:
http://tinyurl.com/37gddf