“TOP TEN ALBUM 2007″ by Joses
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#10 - Handsome Furs - Plague Park ( Sub Pop ) Sarà il destino, mi son detto, ma questo disco è l’unica cosa che sento nelle serate da dopo-pub. E chi sono io per oppormi a cotale forza oscura? Ecco, quindi se il duo canadese va in classifica è dovuto in parte alla mia pavidità, ma anche e soprattutto perchè questo è proprio un bell’album. Sospeso tra elettronica sghemba, rock da cameretta ed acidità vocali da incubi metropolitani, “Plague Park” è il giusto flusso di metadone da far scorrere nelle vene in attesa del prossimo giorno di sole. Ah, ce l’ho fatta a buttar giù due parole su questo disco senza dire: Wolf Parade. Dannazione… “PLAGUE PARK” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#9 - Jesu - Conqueror (Hydra Head) Il frastuono nel quale ognuno dovrebbe desiderare di sprofondare. Una band ultra metal che fa cover dei Sigur Ròs: ecco la cosa più vicina al suono della creatura di Justin Broadrick, ex leader dei Napalm Death. Rilassarsi nel collasso sonoro e trovarsi a fischiettare pezzi post-industrial è un’esperienza che ti avvicina al cuore delle cose: insomma, si, un miracolo. Una betoniera che si commuove per un fiore strappato alla terra. |
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#8 - Jeniferever - Choose A Bright Morning (Midfinger) Non poteva mancare un disco che venisse dalla Svezia. Questi giungono dalla stessa città di Ingmar Bergman ed hanno realizzato un album che mischia sontuosi incedere post-rock alla Explosions in the Sky con venature oscure alla Joy Division. Ad impreziosire il lavoro la voce di Cristopher Jonson, giovane e potente come la cima di un montagna sgombra di neve. Un lungo viaggio al centro dell’emozione. “CHOOSE A BRIGHT MORNING” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#7 - Giardini Di Mirò - Dividing Opinions (Homesleep) Un disco che risulta oscuro senza essere opprimente. Al contrario disegna ampi spazi, a perdita d’occhio e ad altezze vertiginose. Qualcosa che contenga la parola “post”, ma a noi non interessa quello che avviene dopo. “DIVIDING OPINIONS” review on INDIE FOR BUNNIES “GIARDINI DI MIRO’ VIDEO INTERVIEW” on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#6 - Eddie Vedder - Into The Wild OST ( J-Records ) L’album che non ti aspetti. Nasce come colonna sonora al film di Sean Penn per divenire magma sonoro dei pensieri e della visione del mondo di Chris McCandless, il ragazzo la cui storia continua a commuovere ed ispirare cineasti, scrittori e musicisti. Dieci bozzetti delicati di rock elettro-acustico inguainati nella voce calda e ruvida di un rocker di lungo corso. Il risultato è un disco da ascoltare quando si perde la bussola. Per chi ha amato visceralmente il primo Springsteen. “INTO THE WILD OST” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#5 - Band Of Horses - Cease To Begin (Sub Pop) Ben Bridwell ad appena un anno di distanza dal precedente album, traccia 10 folgoranti traettorie di rock americano, passionale, melodioso, veloce e malinconico. Una voce pura come rugiada d’inverno per spezzare il cuore tatuato sul bicipite dei più duri. Ogni canzone è un potenziale singolo. A Seattle hanno finalmente bruciato le camicie di flanella. “CEASE TO BEGIN” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#4 - …A Toys Orchestra - Technicolor Dreams (Urtovox) Perchè hanno tirato fuori dal cilindro un album pop malinconico straordinario, che gioca con i Beatles e le brume invernali mettendo in imbarazzo 3/4 della scena britannica. Paul McCartney si commuoverebbe se l’ascoltasse. E poi sono di Agropoli ed io lì ci passo le vacanze. “TECHNICOLOR DREAMS” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#3 - Chris Bathgate - A Cork Tale Wake (Quiet Scientific / OnOne Little Indian) Come a dire che certe cose non cambieranno mai. Eccellente disco folk-rock direttamente dal Michigan. Una voce unica, calda, sfaccettata, talentuosa come poche. Un suono ricco, che parte da un giro di chitarra per travolgere tutto e tutti. Impressionante timbro vocale che mischia Ray LaMontagne ed Antony creando un impasto originale e sbalorditivo. La conferma di un grande autore dopo un ottimo esordio. E “The Last Parade On Ann St.” si candida ad essere una delle canzoni dell’anno. |
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#2 - Okkervil River - The Stage Names (Jagjaguwar) E’ come chiedere ad un prete: “Scusi ma perchè ha deciso di….”. C’è poco da dire quando si viene folgorati sulla via di Austin. Il quarto disco degli Okkervil si differenzia dai precedenti lavori, è più veloce, agile, un grandioso esempio di quel folk-rock robusto e sognante che solo in America sanno fare. Will Sheff è un poeta ed ha una voce che risucchia tutto al suo interno come un vortice sbronzo di oscurità: fuoriclasse assoluti. |
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#1 - Minus Story - My Ion Truss (Jagjaguwar) Ancora un disco dalla sconfinata provincia americana. Kansas City per la precisione. Indie rock che trabocca melodie, idee brillanti e respiri intensi. Tutto è in ordine, tutto riscalda in quest’album. Un disco che ascolto almeno due, tre volte al mese. Una delle migliori cose udite nella mia vita. L’inarrivabile gioiello di questo 2007. Eternamente grato alla Jagjaguwar. “MY ION TRUSS” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |









31 Dicembre 2007 @ 15:41
Bellissima top 10, che fondamentelmente se ne fotte delle mode e dei dischi pompati per un ano intero da ogni rivista/blogzine/sito del globo terracqueo. Segnalo che poi la primaparte del commento ai giardini di miro’ appartiene alla mia top 10. Ci deve essere stato un errore.
31 Dicembre 2007 @ 15:48
Amazza Joses, avrei scommesso che al primo posto ci mettevi gli okkervil!!
31 Dicembre 2007 @ 17:50
devo assolutamente ascoltare minus story. mi era proprio sfuggito… corro a rimediare!
2 Gennaio 2008 @ 09:30
Da segnalare che su “Repubblica” di oggi c’e un intervista con gli Interpol e un’articolo su gruppi “emergenti” quali Peter bjorne and John, beirut, Panda Bear, etc. etc.
2 Gennaio 2008 @ 21:29
direrettamente dal gelo gelato della montagna:
almeno 10 dischi sono rimasti fuori, purtroppo e allora ecco un po di spazio x loro:
GREAT LAKE SWIMMERS—-ONGIARA, album folgorante, scoperto troppo tardi.
OLA PODRIDA—–OLA PODRIDA, una scoperta eccellente, da brooklin un folk ricco di talento e passione
WOODS—–AT THE REAR HOUSE, il disco che del dopo sbronza degli akron family.stupendo.
quando cala la notte e il respiro si fa sintetico entrano loro in gioco:
THE FIELD, e gia ne abbiamo ampiamente parlato
UUSITALO, gentile segnalazione del grande Helmut, una rivelazione.
BURIAL,prima uno sguardo distaccato, poi amore vero x un suono che entra sottopelle.
TO KILL A PETTY BOURGEOSIS, eccellente elettronica da visione notturna.
menzione a latere per WE ARE WOLVES, quando i klaxons annoiano loro entrano in gioco ed divertimento a tutto spiano.
sach ti ringrazio xche apprezzi!

helmut, l’imprevedibilita’ e io siamo la stessa cosa
francescop, si, recupera questo disco e sara tutto un po’ meglio
5 Gennaio 2008 @ 20:50
caro il mio jo mi sono perso un bel po’ di dischi che a te sono piaciuti vedo…ma come cavolo si fa a star dietro a tutto il materiale da ascoltare? vabbèh…. però ovviamente mi fido! e mi incuriosisce il disco di vedder, non sei il primo che lo include in una lista di dischi veramente meritevoli (e con questa fanno due volte in pochi giorni che uso sto termine!)