“TOP TEN ALBUM 2007″ by Rivo ( IndieBar )
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#10 – Interpol – Our Love To Admire (Capitol) La band neworkese firma per una major e tutti erano pronti a dargli addosso perché si sono venduti l’anima alla logica di mercato. Il discorso non sta molto in piedi a mio avviso. Specie se il sound minimal delle precedenti pubblicazioni era tutto sommato giunto al capolinea. Questo disco suona più profondo e curato e dona una seconda giovinezza alla band più cool della grande mela. |
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#9 – The White Stripes – Icky Thump (Warner Bros) Il titolo è una storpiatura di un detto scozzese. Per i cultori delle righe bianche lo stesso disco è una storpiatura. |
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#8 – Francis Black – Bluefinger (Cooking Vinyl) Quante volte ancora cambierà nome non è dato a sapersi. Quante emozioni ancora ci regalerà nemmeno, però diciamo che per i nostalgici come me è una bella certezza. |
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#7 – Einstruerzende Neubauten – Alles Wieder Offen (POTOMAK) La matura band Avant-garde presenta la sua fragilità ed intimità sotto una nuova luce. Blixa Bargeld, Alexander Hacke, N.U. Unruh, Rudolf Moser e Jochen Arbeit hanno sconfitto la famigerata Maurkrankheit, la malattia del muro di Berlino, abbandonado visioni apocalittiche verso una visione più contemporanea e terrena della vita. |
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#6 – Burial – Untrue (Hyperdub) Si tratta di un produttore anonimo di musica dubstep basato a Londra, che sta traghettando il trip hop dei Massive Attack verso il prossimo decennio. Il suono riempie tutti gli spazi con dei bassi che creano una texture sonora che gonfierà i vostri woofer all’inverosimile. |
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#5 – Shellac – Excellent Italian Greyhound (Touch & Go) Avete mai mangiato la pastiera napoletana destrutturata? Quella torta tipica campana che viene sminuzzata e ricomposta con il gelato alla vaniglia?? |
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#4 – Dinosaur JR – Beyond ( Fat Possum ) Quella voce sbiascicata di J Macis era il pugno allo stomaco che mancava alla musica contemporanea. La sua chitarra altrettanto stridula non la ricordavamo più. |
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#3 – Apparat – Walls (Shitkatapult) Dall’E-Werk all’Europa, dal Tresor al resto del mondo ed infine dal Bunker alla nostra tavola. |
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#2 – Enon – Grass Geysers…Carbon Clouds (Touch & Go) Ancora un trio, ancora una vocalist orientale, ancora New York pur se con base Philadelphia. Scoperti dopo una lunga militanza, il terzetto da il meglio di se nella sua fase della maturità. Scarno, rumoroso ma non senza qualche tocco di raffinatezza, convince ad ogni giro di boa del lettore. La grande mela ha prodotto indubbiamente delle grandi cose in questo opulento 2007. |
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#1 – Blonde Redhead – 23 ( 4ad ) Two Three (si dice così) è un disco sognante, stralunato ed incantevole. |
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4 gennaio 2008 @ 13:01
Uh, anche qui gli Enon e i Blonde Redhead. Credevo di essere l’unico ad aver apprezzato 23.
4 gennaio 2008 @ 21:49
Continuando ad accusare gli Interpol, apprezzo la chicchetta di Apparat, anche se la terza posizione mi pare eccessiva..
5 gennaio 2008 @ 00:34
Sto scriveno ora la mia ciàrz…sappiate che sarà così mainstream che sentirete quasi al mancanza di laura pausini…quest’anno sono stato moderatamente deluso dagli esordienti totali.
6 gennaio 2008 @ 21:09
Non avere paura di essere mainstream. Anche questa ciarz lo è di brutto. Ma che ci posso fare? Condifido il tuio pensiero, Just.
A Mr. Soft dico che non è solo. 23 è per me ancora in heavy rotation.
A Helmut invece dico che ammetto forse di aver esagerato con Apparat. Ma sono davvero arcistufo delle chitarrine plin-plin che si sentono in giro. meglio un pò di sano unz-unz.