“TOP TEN ALBUM 2007″ by Ghemison

6 gennaio 2008
Indie Top Ten, quarta posizione

#10 – SubsonicaL’Eclissi (EMI)

i Subsonica per me sono ancora quelli dello spettacolare esordio omonimo e di metà “Microchip Emozionale” e basta. Ma questo ultimo lavoro mi ha sorpreso perché tra chitarroni di tendenza, qualche faciloneria nei testi ed elettronica cool si perde spesso in apocrifi New Order ed in due pezzi dei bei vecchi tempi andati (“Piombo” e “Alibi”). L’ultima volta che ci innamoriamo?

“L’ECLISSI” review on INDIE FOR BUNNIES

Mp3:
La Glaciazione

Indie Top Ten, nona posizione

#9 – BolaKrougrine (Skam)

Alla fine è entrato in classifica: fino all’ultimo ero indeciso se inserire Bola, ma l’album cresce in maniera esponenziale ad ogni ascolto. “Kroungrine” è un condensato di idm gelida eppure avvolgente: un organismo indeciso se essere organico o meccanico (più analogico che digitale). Nella sua progressiva tendenza ad alienarsi su di una morbosa idea evolutiva si pone in maniera pressoché complementare rispetto al caposaldo, più solare e lisergico, “Geogaddi” (Boards Of Canada, 2002).

“KROUGRINE” review on INDIE FOR BUNNIES

Mp3:
Urenforpuren

Indie Top Ten, settima posizione

#8 – SwayzakSome Other Country ( K7 )

Forse non sarà compatto ed affascinante come il precedente “Loops From The Bergerie”, ma gli Swayzak hanno dimostrato ancora una volta di essere uno dei gruppi di punta dell’elettronica di qualità in Europa. Capaci di ambientarsi perfettamente tra tappeti electro e colonne house, a questo giro ci regalano, alla fine di un disco già ottimo, il trittico più spaziale e geometrico dell’anno.

“SOME OTHER COUNTRY” review on INDIE FOR BUNNIES

Mp3:
Smile And Receive

Indie Top Ten, settima posizione

#7 – David TornPrezens (ECM)

Questo è il primo dei due grandi ritorni che hanno reso quest’anno particolarmente importante. Torn sforna un album incredibilmente creativo: che si declini jazz-rock aggressivo e stordente o ambient sintetico e minimalista, lo si fa in grande stile. La band è in formissima (qualcosa che sta in tra i Soft Machine, l’orchestra di Davis per “Bitches Brew” ed i Battles) e David… Bè, David è David. Cervellotico, viscerale, rumoroso e soffice come solo lui.

“PREZENS” review on INDIE FOR BUNNIES

Mp3:
Ak

Indie Top Ten, seconda posizione

#6 – The Good, The Bad & The QueenS/T ( Parlophone )

Avessi dovuto stilare una classifica sei mesi fa, questo disco era al primo posto o comunque non fuori dal podio. Poi col tempo un po’ forse è calato, ma neppure troppo: questo progetto di Albarn (in compagnia dell’ex Clash Paul Simonon, del batterista nigeriano Tony Allen e di Danger Mouse in veste di produttore) pare essere senza tempo: le melodie perfette dei Beach Boys filtrate attraverso l’estetica dark e suonate da una band davvero frizzante, capace di coniugare ritmi più sostenuti e claustrofobico art-pop. Tanto di cappello.

“THE GOOD, THE BAD & THE QUEEN” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, quinta posizione

#5 – Rhys ChathamA Crimson Grail (Table Of Elements )

E questo è il secondo dei grandi ritorni. Rhys Chatham erano praticamente quindici anni che non faceva un album per chitarre. Forse per festeggiare la notizia il Comune di Parigi gli ha commissionato una composizione da eseguire a Montmartre: lui ha chiamato 399 chitarristi e tutti insieme hanno suonato per 12 ore. Poi ha selezionato una parte della performance ed ecco pronto il disco per chitarre, 400 per la precisione. L’album? Un capolavoro: pura, estatica land-art in musica.

Mp3:
A Crimson Grail Part 1

Indie Top Ten, settima posizione

#4 – BjorkVolta ( Polydor )

il ritorno di Bjork dopo il capolavoro (secondo chi scrive ovviamente) “Medulla” è all’insegna di un dualismo che coniuga l’approccio compositivo dell’ultimo lavoro ad un sound più aggressivo ed anche ballabile: “Volta” è il figlio degenere di “Medulla” e “Post” ed è appena meno bello di entrambi. Però è comunque spettacolare e, tra ospiti illustri, fanta-rap etnici e quadretti isolazionisti, vanta pezzi come “The Dull Flame Of Desire” e “Declare Indipendence” che da soli valgono i soldi del biglietto e la presenza in questa classifica.

“VOLTA” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, terza posizione

#3 – BoxcutterGlyphic (Planet Mu)

Se tutti quanti riguardo la seconda sfornata dubstep hanno deciso quasi unanimemente di incensare Burial, io mi differenzio e scelgo Boxcutter. Questa seconda fatica del nostro è capace di contaminare una musica scarna e futuristica con tentazioni roots, ritmiche jungle e soprattutto un sacco di jazz: “Glyphic” è l’album capace di dare al dubstep la definitiva consacrazione, altro che il soul artificiale e posticcio di Burial… Qui si fa grande musica, ma non solo: qui si studia e si contamina con sapienza e passione. Non lasciatevelo scappare.


#2 – Shape Of Broad MindCraft Of The Lost Art (Lex)

Per un anno abbastanza scarso di uscite hip-hop ecco arrivare alla fine un disco che quasi ci fa gridare al miracolo. Jneiro Jarel ed il suo esercito di pseudonimi/personalità sfornano un lavoro che mischia eccezionalmente Outkast, Dalek, Antipop Consortium, Madlib, cLOUDDEAD. Ma il bello è che gli SBM risultano sempre più bravi. Come quelle puntate dei Simpson in cui un personaggio nuovo canta con i soliti e li batte tutti per verve, bravura ed inventiva. Avete immaginato? Agli abitanti di Springfield sostituite i nomi sopra ed al nuovo arrivato Jneiro ed ecco che avrete la descrizione più efficace di questo disco: stupefacente (in tutti i sensi, ho anche provato a sgranarlo).

Indie Top Ten, quarta posizione

#1 – M.A.N.D.Y.12 Great Remixes For 11 Great Artists (Get Physical)

L’elettronica da ballo allo stato dell’arte. Non un disco, ma un monumento. Per chiunque si sia mai perduto (anche solo una volta), sudato e felice, in un dancefloor.

“12 GREAT REMIXES FOR 11 GREAT ARTISTS” review on INDIE FOR BUNNIES

Mp3:
Pass This On (M.A.N.D.Y. Knifer Remix)

Per concludere mi prendo al libertà di segnalarvi tre ristampe piuttosto imperdibili: “They Say I’m Different” di Betty Davis, “Metamatic” di John Foxx e “Concept 1 96:CD/VR” di Richie Hawtin. Cercatele e fatele vostre perché meritano più di qualsiasi altra cosa.
Ulteriore segnalazione per un fumetto italiano che mi ha stupito alquanto: “Il Vangelo Del Coyote” pubblicato da Guanda e realizzato a sei mani da Morozzi-Camuncoli-Petrucci.
Buon 2008 (anche se un po’ in ritardo)!

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