LA PROMESSA DELL’ASSASSINO di David Cronenberg
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“Devi dirmi chi sei…” E’ questa l’implorante richiesta che Naomi Watts rivolge a Viggo Mortensen, nel momento culminante dell’ultimo film di David Cronenberg. L’ossessione per il corpo di David Cronenberg è evidente sin dai suoi primissimi film: una costante tematica che la ha sempre resa qualcosa di più che un vezzo stilistico: da “La Mosca” (il tema letterario della metamorfosi e della palingenesi invertita: l’aitante scienziato Jeff Goldblum che si trasforma in un repellente e gigantesco insetto) a “La Promessa Dell’Assassino”, che continua ad affermarne l’ambiguità, il suo status di indefinibile e fragile involucro, soprattutto nei ripetuti, ostentati e gratuiti sgozzamenti. Non più un corpo-macchina, testa di ponte verso l’avvento della “nuova carne” come profetizzato in “Videodrome”, ma una fisicità che si fa testo attraverso la mappatura dei tatuaggi. Infatti, secondo i rituali della Vory V Zakone, la pelle di ogni affiliato deve raccontare la sua vista, il suo passato, le sue esperienze: la sua identità. Naomi Watts deve decifrare un diario per sapere qualcosa della madre-bambina che ha partorito un neonato, morendo nel suo ospedale, mentre ai capi della mafia russa basterebbe leggere un corpo per sapere tutto dell’uomo che hanno davanti. Anche così però, un corpo - quello di Viggo Mortensen - può mentire ed essere inutile. Può fingere, come nei primi piani dell’attore che mostra tutti i cliché del cattivo, con la sua faccia imperturbabile e gelida nascosta spesso dietro gli occhiali da sole, o quando sfoggia la sua malvagità spegnendosi una sigaretta sulla lingua. E’ sempre un corpo intercambiabile, lacerabile, come nella ormai giustamente celebre scena della sauna, in cui il protagonista completamente nudo riesce a sopravvivere nonostante le innumerevoli ferite e aperture inferte (le armi usate nel film, emblematicamente, sono tutte armi da taglio) dagli energumeni mandati ad ucciderlo. |
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9 Gennaio 2008 @ 15:38
Visto ieri sera.
Gran bel film, concordo con tutto, specie sul discorso fisicità-ambiguità…davvero memorabile la scena della sauna, con un Viggo Mortensen bravissimo…
9 Gennaio 2008 @ 16:45
gran bel film. forse un poco arido dal punto di vista delle tematiche rispetto a canoni soliti di Cronemberg, ma comunque un bellissimo vedere…
10 Gennaio 2008 @ 11:49
“La Promessa Dell’Assassino” lo devo ancora vedere, ma devo dire che “History Of Violence” mi ha altamente deluso….sono un grande estimatore di CRONENBERG ma VIGGO in quel film finisce per apparire come un imbarazzante stereotipo di vendicatore solitario stile STEVEN SEAGAL …. non mi è piaciuta come soluzione…
10 Gennaio 2008 @ 15:24
Apprezzo un botto Steven Segal, non me lo toccate…vero duro americano, il Rambo dei nostri giorni…
10 Gennaio 2008 @ 18:36
AHOV l’ho visto ieri sera e mi è piaciuto meno di questo: la trama è poco originale, Viggo e tutti gli altri attori (a parte Maria Bello, che comunque è un sacco carina) offrono il meglio ma i personaggi sono un poco stereotipati ed anche il tema del nucleo famigliare irrimediabilmente compromesso (prima minacciato dall’esterno e poi minato definitivamente all’interno) non è trattato con troppa perspicacia o innovazione. c’è qualche scena di grandissimo cinema, ma in maniera minore rispetto all’ultimo. e manca quasi completamente la fisicità estrema, la morbosità organica ed emotiva a cui ci ha abituati Cronenberg… qualche bella riflessione c’è ed anche sprazzi di poesia sul corpo ma è un po’ poco. comunque come film non è malissimo, ovviamente si può desiderare qualcosa in più se si parla del nostro David.
10 Gennaio 2008 @ 22:56
Mi pare che il ” vecchio ” Cronenberg si sia lasciato alle spalle quella morbosità a cui fai rifermimento Ghemison…