“TOP TEN ALBUM 2007″ by Dhinus
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#10 – Shout Out Louds – Our Ill Wills (Merge) Vengono dalla Svezia ma non lo diresti più di tanto, se non per l’impeccabile gusto melodico e per quella pronuncia nordica. Il resto è malinconia calibrata con lo zucchero di tastiere e coretti femminili. Il miglior disco prettamente indie pop dell’anno. |
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#9 – Amari – Scimmie D’Amore (Riotmaker) Quando si azzecca un disco generazionale come “Grand Master Mogol” il rischio è di restare per sempre legati a quel momento. Invece due anni dopo gli Amari parlano ancora di noi: di come siamo, non di come eravamo. Non si può chiedergli di più. “SCIMMIE D’AMORE” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#8 – Okkervil River – The Stage Names (Jagjaguwar) Se ancora qualcuno aveva dei dubbi, gli Okkervil River sono una delle band più solide in circolazione. La voce inconfondibile di Will Sheff si reinventa stavolta menestrello di tutte le vite vissute davanti e dietro un palcoscenico, mentre la band apre il sipario scuro di “Black Sheep Boy” e si diverte giocando con il country ed il blues. |
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#7 – Spoon – Ga Ga Ga Ga Ga (Merge) Non conoscevo gli Spoon prima di questo loro sesto lavoro in studio. Mi ero perso una band capace di un disco rauco e ruvido, americano nell’anima, non veramente rock ma neanche banalmente pop. Una formula personale, sanguigna e irresistibile. “GA GA GA GA GA” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#6 – Modest Mouse – We Were Dead Before The Ship Even Sank (Sony) Inizialmente mi era sembrata una versione più debole e stratificata di “Good News…”, ma ascoltando meglio e leggendo i testi – essenziale come sempre per i Modest Mouse – ho cambiato idea: è un altro capolavoro. Isaac Brock spazia dal rauco al delicato, dall’acuto al grave e scrive ancora il diario nostro e forse di chiunque dalle due parti dell’atlantico, mentre l’acquisto di Johnny Marr è tutt’altro che di immagine. Lo stato dell’arte del rock nel 2007. “WE WERE DEAD BEFORE THE SHIP EVEN SANK” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#5 – Maximo Park – Our Earthly Pleasures (Warp) Soltanto due anni fa sembravano i più sfigati di un movimento inarrestabile dal nome new-new-wave, ma erano quelli con le migliori canzoni. Poi gli altri sono scomparsi e loro sono riusciti a confezionare un secondo album all’altezza del primo, impresa quasi impossibile. Il segreto? L’intelligenza e le emozioni autentiche nascoste sotto la bombetta di Paul Smith. |
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#4 – …Of Montreal – Hissing Fauna: Are You the Destroyer? (Polyvinyl) Ogni tanto capita quel gruppo geniale che suona diverso da tutti gli altri. Di solito passa qualche album prima di accorgersi di loro. Gli …Of Montreal sono al sesto, ed è un capolavoro di pop frocetto ed edulcorato, innaturale e buonissimo come certe caramelle gommose. In mezzo c’è anche un pezzo filosofico lungo 12 minuti in cui citano intellettuali francesi. “HISSING FAUNA: ARE YOU THE DESTROYER?” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#3 – Iron & Wine – The Shepherd’s Dog (Sub Pop) E’ ancora lo stesso Sam Beam che pochi anni fa ci aveva catturato con canzoni intime e notturne, una nuda chitarra acustica e una voce sussurrata e rarefatta? Parrebbe di sì, solo che stavolta ci sono percussioni, banjo, sax e atmosfere ricche e affollate di suoni. Country, reggae, quasi una sgangherata marching band. Il tutto arrangiato con bravura e gusto da rimanere sbalorditi. Applausi. “THE SHEPHERD’S DOG” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#2 – Arcade Fire – Neon Bible (Merge) Dove avranno trovato questi canadesi l’ambizione per fare un disco così epico, religiosamente grandioso, artisticamente compiuto, insieme descrizione e anticipazione della rotta di un intero pianeta musicale? Forse nella famiglia allargata che formano la decina di musicisti radunati attorno ai carismatici Win e Régine Chassagne. La famiglia che ha rinunciato alle offerte più prestigiose e si è stabilita in una vecchia chiesa fuori Montreal per registrare uno dei dischi che rimarranno nella storia di questo decennio musicale “NEON BIBLE” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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#1 – The National – Boxer ( Beggars Banquet ) Al contrario degli Arcade Fire, non c’è grandiosità nelle parole e nella voce di Matt Berninger. C’è invece sostanza, schiettezza, un mondo cinico affrontato con dignità, voce grave e saggia, un camino, un tappeto consumato dal tempo e dal fumo. Le chitarre a scandire le dissonanze, basso e batteria a penetrare come proiettili nel cuore. Un ascolto che scalda, inquieta e rassicura, rivelando sfumature e profondità sempre nuove. “BOXER” review on INDIE FOR BUNNIES Mp3: |
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7 gennaio 2008 @ 16:51
Fighi gli shout out louds, uno di quei dischi che avrebbe meritato magari un posto nella mia top 10 come molti altri. bel disco pop.
12 gennaio 2008 @ 21:39
ottima questa scelta, mi trova molto d’accordo