HARRISONS
No Fighting In The War Room

 
 
31 Gennaio 2008
 

[ratings]

Mettiamo subito un paio di cose in chiaro. Punto uno: saranno pure giovanissimi, ma questi quattro ragazzi dello Yorkshire sanno il fatto loro. Sanno come fare a far muovere il culo alla gente. E non è roba da poco, conoscere il segreto per far muovere il culo alla gente. Loro sanno come fare. Non è roba da poco, ché in fondo la musica per fare breccia, o ti fa piangere, o ti fa muovere il culo. Gli Harrisons riescono meglio quando puntano a far dimenare i fondoschiena, non c’è dubbio. E sanno come fare il loro sporco lavoro.
Punto due: essere di casa ad Hillsborough, sobborgo di Sheffiled, non vuol dire automaticamente suonare come gli Arctic Monkeys, cazzo! Se una band ficca in una manciata di canzoni un basso galoppante ed una batteria nervosa, ed ha la fortuna di venire da quel bucolico eden musicale che è lo Yorkshire oggi, non scomodate le dannate scimmie artiche ad ogni occasione qualora ne dobbiate parlare (o scrivere). Non è necessario, sul serio: in cambio avrete la mia eterna ed inestimabile gratitudine.

“No Fighting In The War Room” è figlio di ben altri padri, primi fra tutti i numi tutelari di certo punk rock britannico, rispondenti al sacro binomio Strummer & Weller. Si aprono le danze e fin da subito con “Dear Constable” gli accordi della chitarra ti arrivano dritti in faccia come cazzotti nel gelido inverno fuori da un pub di Sheffield, ti stendono sull’asfalto freddo e umido tra le case di mattoni rossi mentre la sezione ritmica disegna geometrie alla Clash più danzerecci. Energia pulsante e incazzature giovanili scorrono tra i solchi di questo disco (o tra le decisamente meno poetiche combinazioni binarie di uno e di zero di questo cd), essenziale e sfrontato come solo batteria, basso e due chitarre possono essere. Gli Harrisons shakerano insieme i Jam ed i Verve, i Long Blondes con i Libertines, upbeat e dancefloor, punk e colletti blu, e ne viene fuori un disco ruvido e disarmante nella sua ingenuità, eterogeneo e dannatamente british.

Ci si può ballare su, pogare e cantare a squarciagola fino a perdere la voce, su certi ritornelli. Pezzi come “Man Of The Hour” o “Monday’s Arms” sono quasi degli inni, due accordi di chitarra e dei testi crudi e diretti per un “Combat Rock” ad uso e consumo della generazione nu-rave. Non c’è storia, questi quattro ragazzi di Sheffield conoscono il segreto per far muovere i fondoschiena. E non è roba da poco.

Band Site
MySpace
No Fighting In The War Room [ Melodic – 2008 ] – BUY HERE
Similar Artist: The Clash, Libertines, The Jam
Rating:
1. Dear Constable
2. Man Of The Hour
3. Wishing Well
4. Little Boy Lost
5. Simmer Away
6. Take It To The Mattress

7. Listen
8. Monday’s Arms
9. Medication Time
10. Sweet Crystal
11. Blue Note
12. Come For Me

Tracklist
 

1 Comment

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

lo yorkshire è il top.
mi manca un casino.

Bravo soft hai fatto bene a mettere in luce questi qua.

 

Jamie T – The Theory Of ...

Il suo quarto album, “Trick”, era uscito a settembre 2016: da allora Jamie T aveva preparato ben 180 canzoni, scrivendole e ...

Hater – Sincere

Dopo quasi quattro anni dall’uscita di “Siesta”, a maggio gli Hater sono tornati con questa loro opera terza, pubblicata ancora ...

Dune Rats – Real Rare Whale

Tornano a farsi sentire i Dune Rats con questo loro quarto album, che arriva a due anni e mezzo di distanza dal precedente, “Hurry Up And ...

Traams – Personal Best

Dopo sette lunghi anni di attesa ecco finalmente tornare i TRAAMS con il nuovo attesissimo album. Una pausa davvero molto lunga considerato ...

Amanda Shires – Take It Like ...

Amanda Shires è sempre stata una ribelle nel mondo del country, non necessariamente rivoluzionaria nello stile ma decisa a non lasciarsi ...

Recent Comments