L’anno che è arrivato si è rivelato estremente pigro. Forse l’opulenza del suo predecessore lo ha scoraggiato nell’invio di nuove proposte.
Però noi cercheremo di proporvi alcune novità egualmente, aggiungendo qualcosa che forse l’anno scorso ci è sfuggito.
Axelmoloko di Indie For Bunnies ci regala due perle musicalmente agli antipodi: dalla Norvegia che già ci ha regalato Hanne Hukkelberg ecco una nuova fanciulla di nome Silje Nes. Nella seconda parte della puntata il nostro ci riporta in Canada per presentarci una band il cui nome sembra un’esclamazione di stupore nell’ascoltarla: Holy Fuck.

La pillola pigra di Tommy di Lazy Sundays ci porta a Brescia con i rumorosissimi Donturbolento.

Noi vi abbiamo recensito alcuni dischi nuovi quali The Dø, Magnetic Fields e Hot Chip. Siamo ritornati indietro nel tempo presentandovi ciò che ci eravamo scordati quali Francis Black (davvero gran disco) e John Frusciante sotto lo pseudonimo Ataxia.

Tracklist:
1. Silje Nes, “Over All”
2. Donturbolento, “Spend The Night On the Foor”
3. The Dø, “On My Shoulder”
4. Holy Fuck, “Lovely Allen”
5. The Magnetic Fields, “California Girls”
6. Black Francis, “Threshold Apprehension”
7. Hot Chip, “Out Of The Pictures”
8. Ataxia, “Attention”

Mp3:
la puntata in podcast (58:32min, 55MB)

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Axelmoloko presenta :

Indie Top Ten, decima posizione

Siljie Nes - Ames Room ( Fat Cat )

Hanne Hukkelberg e Silje Nes hanno molte cose in comune. Entrambe sono norvegesi la prima di Oslo la seconda di Bergen, entrambe si sono trasferite ormai da tempo a Berlino, e tutte due sembrano condividere la stessa spiccata abilità nel comporre affascinanti composizioni casalinghe ricche di essenziali venature elettroniche.
Immerso come “Rykestrasse ‘68″ tra le strumentazioni low-fi più disparate carillion,campanelli, vibrafoni, questo “Ames Room” non disdegna però di fare il verso, anche ad altre cantautrici dal background decisamente più folk-rock come PJ Harvey, Cat Power, Emiliana Torrini.

Indie Top Ten, decima posizione

Holy Fuck - LP ( XL )

Registrato totalmente in tour, in presa diretta e senza nessun tipo di post produzione, “LP” è un tripudio di beat sintetici, batterie incalzanti, un incrocio più che riuscito tra rock improvvisato e dance, anime analogiche e digitali.
Gli Holy Fuck realizzano uno stupefacente noise melodico, capace di catturarti con una manciata di canzoni dirette, travolgenti, senza x questo mai cedere al caos o al rumore assordante.