Mar 12 Feb 2008
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Se vi siete mai chiesti quanto vale un pompino troverete la risposta nell’ultimo disco degli Offlaga Disco Pax, chiara ed inequivocabile: un toblerone! Tornano i racconti di Max Collini, da Reggio Emilia con furore, tornano le atmosfere rosse dei paesi come Cavriago (dove il sindaco onorario è, fin dal 1917, Vladimir Lenin) o meglio ancora di Roncosesi (aka Vladivostok) catapultata in una canzone e quindi destinata a perdersi nella storia. Descrivere un disco degli Offlaga non è cosa facile, sia per chi li adora sia per chi non li definisce neanche un gruppo musicale. In effetti, anche in questo secondo album non ci sono classiche canzoni, non scrivono canzoni gli Offlaga, fanno un’altra cosa, raccontano storie, raccontano, non cantano, sentimenti; è come assistere alla visione di tanti cortometraggi, privati delle immagini e a cui restano solo la voce del narratore esterno e la colonna sonora. Quello che fa Collini è rivivere scene degli anni ’80 che in un modo o nell’altro sono rimaste impresse nella sua memoria, ed insieme a quelle scene, scritti come sullo spazio bianco delle polaroid dell’epoca, si ritrovano tutti i sentimenti di un passato prossimo, condivisibile, per tempi e modi, da tutti i post trentenni e non solo. Ci si ritrova negli anni che arrivano/partono dalla strage di Bologna, non a caso di Francesca Mambro si parla in “Sensibile”, negli anni in cui l’eroina era di moda, in cui, come diceva Pazienza, era un classico avere la siringa nel taschino. Un disco costellato di memorie, descritte in maniera infinitamente personale, ricco di dettagli anche se poco importanti, ma che contano come la cura degli arrangiamenti musicali. Ah, già, le musiche; mentre i testi e la parte vocale di “Bachelite” è sovrapponibile a quella di “Socialismo Tascabile” (loro primo disco), non altrettanto si può dire per le musiche, che in questo secondo lavoro sono molto più “curate” e rifinite, credo si senta la mano di una produzione più matura. Molti gli spunti interessanti, dal semplice omaggio ai Kraftwerk in “Superchiome” ai tagli violenti che strappano letteralmente il ritmo in “Lungimiranza”. Pezzi preferiti: “Cioccolato I.A.C.P.” e “Onomastica”. Un disco da ascoltare sicuramente…gli Offlaga fanno qualcosa a cui vale la pena dedicare del tempo, fanno qualcosa di diverso, e ai nostri giorni, soprattutto in Italia, non è cosa da nulla. |
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(14 votes, average: 3.64 out of 5)




Febbraio 12th, 2008 at 10:02
Sì, gli Offlaga sono certamente originali (e abbastanza folli), e prima di assistere a un loro concerto può tornare utile aver ascoltato i loro dischi, ma giusto per non cascare dalle nuvole quando introducono sul palco una quantità di gadget!!
Febbraio 12th, 2008 at 11:27
insopportabili per me…
molto ma molto meglio la recensione
Febbraio 12th, 2008 at 12:52
Grande album pure questo…si staglia alto nei nostre anime il verso “I tedeschi sanno fare bene le macchine e il krautrock”…
Febbraio 12th, 2008 at 13:58
Mai ascoltati.Ottima recensione.Dubito che li ascolterò.
Febbraio 12th, 2008 at 15:32
Abbiamo pazientato 2 lunghi anni!!!! Ora basta!!!
Finalmente sono tornati gli Offlaga….
Sachiel : Dopo i Baustelle mi eviti anche gli Offlaga. “Ragazzo mio, hai qualcosa che non va….” ( Da “Kappler”)
Febbraio 12th, 2008 at 15:53
Mio caro olmert, io li snobbo soltanto per spirito di contraddizione nei tuoi confronti.Sappilo.
Febbraio 12th, 2008 at 19:46
“Signora, suo figlio ha la faccia come il…”
Febbraio 12th, 2008 at 23:28
” Culo!!!!!!!!!!! “
Febbraio 12th, 2008 at 23:31
A me non piacciono. Appena ho tempo elaboro, ma per l’intanto posso dire che la musica sotto è bella, ma non sopporto le voci recitanti che non sanno recitare…
Febbraio 13th, 2008 at 01:29
max collini recita da perfetto socialista reggiano..per me è stupendo..
Febbraio 13th, 2008 at 12:40
non mi piacciono per niente ma la prima riga della recensione e’ grande!
….basta co ste cazzo di faccine….aboliamole che non riesco piu’ a farne a meno…’fanculo….
Febbraio 13th, 2008 at 13:23
supporto agli offlaga.
sempre.
Febbraio 14th, 2008 at 12:19
a me piacciono ma non possono essere definiti originali
anche i massimo volume recitavano storie, sicuramente più intime e meno ironiche ma lo stile era quello
Febbraio 14th, 2008 at 16:07
OFFLAGA UNICI…
Febbraio 14th, 2008 at 19:08
Cara Silvia, allora per te niente più è “originale”, tutto quello che viene proposto ai nostri giorni è vicino a qualcosa di precedentemente visto o detto…Non credi?
Febbraio 21st, 2008 at 21:28
sensibili anche loro
Febbraio 21st, 2008 at 22:14
Secondo me quest’ultimo album non è nemmeno paragonabile al primo, forse col tempo e ascoltandolo più volte la mia opinione cambierà ma dai primi ascolti sono rimasto un pò deluso.
Febbraio 24th, 2008 at 20:29
Ottimo disco, ottima recensione, ma non vale, io gia li adoravo a causa di alcuni attacchi delle loro liriche.
Comunque, ben fatto.
Febbraio 26th, 2008 at 13:41
VISTI AD INTERZONA VR — INSOPPORTABILI ALL’ASCOLTO RIMPIANGO ENORMEMENTE EMIDIO CLEMENTI, LUI SBOBINAVA QUALCHE STORIA SENZA LE VENATURE FARSA POLITICHE E IDEOLOGICHE DI CHI LA POLITICA E L’ANALISI IDEOLOGICA L’HA LETTA SU PROCLAMI STILE FESTA PAESANA (DELL’UNITA SCONTATO!!) UNA MERDA KELSEN LI AMMAZZEREBBE DEMOCRATICAMENTE PER L’IGNORANZA CAPZIOSA ANDATE A CAGARE E LANAGAN FA LE SEGHE A VOI E A I DEATH KENNEDY IN CULO
Febbraio 26th, 2008 at 22:18
base musicale di grandissimo effetto, la voce (per chi non lo capisse) é molto caratteristica che esce dai soliti schemi indotti del cantato, é vero che a lungo andare stufa… però il lavoro é notevole.
Febbraio 28th, 2008 at 12:49
Bonjour finesse.
Lasciatemi indovinare: il lord del post numero 19 ha come minimo una laurea presa ad Oxford ed uno stage a Buckingam Palace.