The French Semester - Open Letter To The Disappeared

Benvenuti nel folk più bello del mese.
Benvenuti dentro il mondo della miglior Myspace indie band del minuto.
Dentro il retrogusto acustico e circondato dall’eco di una sorta di celebrazione. Un canto al limite della stonatura. Un canto multiculturale se il cantante Riaz Tejani è figlio di indiani, il percussionista è messicano, il batterista inglese e il bassista vietnamita. Un inno continuo e scanzonato, pop e distorto, che riporta ai Neutral Milk Hotel, fa pensare a qualcosa di post grunge e più caramelloso tipo i primi Marcy Playground (l’importante è non prendersi troppo sul serio mentre spacchi una fender su un amplificatore…) e poi ti fa crescere la barba più velocemente. Americano fin dentro le ossa e sporcato dalla polvere alzata dalle ruote di un mini furgone immaginario pieno di fiori, belle speranze e amore con cui si sposta la band.
Giri semplici e un suono di una bassa fedeltà che raschia le corde della realtà fino in fondo. Canzoni buone per dire a qualcuno che si, ti intendi di buona musica almeno una volta l’anno. Canzoni buone per dire di aver scoperto qualcosa di veramente interessante. Pop art, rudimenti indie rock e leggere vibrazioni shoegazer. E’ tutto qui dentro. Dentro il colore musicale più affascinante di questo venerdì.
2. Arrowheadings
3. Subway To The Sky
4. United Nations
5. Your Master Plan
6. The Day Of The Barrel
7. Winter Song
8. Summer Face
9. The Red The Black And The Blue
10. A Singularity
11. Me And The Mockingbird
12. Paradise
13. Don’t Be A Magistrate
14. And The Moon Will Be Watching
15. How Do We Act
THE FRENCH SEMESTER on IndieForBunnies:
Recensione “GOOD FRIENDS ONLY I COULD SEE”





