PASCAL COMELADE
Mèthode De Rocanrol

 
 
5 Marzo 2008
 

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Pascal Comelade è un compositore franco-catalano che non ha mai raggiunto il giusto successo, nonostante un’attività che prosegue da quasi trent’anni e che comprende colonne sonore e collaborazioni con artisti quali Robert Wyatt, P.J. Harvey ed il cantautore italiano Vinicio Capossela. A volte viene citato come virtuoso di strumenti-giocattolo, ma sarebbe ben sbagliato limitarsi a ciò: è vero che quasi mai si capisce cosa diavolo stanno suonando Pascal ed i suoi compagni, ma stupiscono ancora di più la semplicità e la felicità d’ispirazione delle sue composizioni capaci di spaziare dallo swing al folk europeo, dal latin-jazz a soluzioni minimaliste e (perché no?) addirittura al rock’n’roll.
Il tutto condito con un umore dolciastro, che assomiglia un poco alla “illogica allegria” cantata da Gaber (ed anche i La Crus in un delizioso duetto con Samuele Bersani). Senza dimenticare naturalmente un tocco di delicata e fanciullesca malinconia, che rende la musica del signor Comelade irresistibile e senza tempo.

“Mèthode De Rocanrol” non fa eccezione ed è un album molto più che godibilissimo, ma allo stesso tempo presenta una sfumatura di inquietudine e parodia (quest’ultima soprattutto nei titoli). Ed allora il tango cinematico di “Stranger In Paradigm” appare come una stralunata versione acustica del famoso “Libertango” portato al successo da Grace Jones e Roman Polanski. Invece “L’U” suona esattamente come i Calexico più mariachi e pazzerelli, ubriachi e persi in un deserto tutto blu. “Elvis Loved Dogs” inizia come breve divertissement dal ritmo giustamente rock’n’roll, ma ben presto si trasforma in una serenata agrodolce e ricca di pathos. “La Vedette Del Molino” è un malinconico valzer da lacrime agli occhi, mentre la successiva “Jopo De Poio Not Dead” si riaffaccia su territori tex-mex misti ad architetture da spy-story.

“Il Luna-Park Galactico” potrebbe sembrare uno ska malinconico per marinai ciondolanti per le troppe sorsate di rhum e boccate di maria, ma in realtà è swing aristocratico dall’incedere in levare che commenta il tutto in maniera bonaria e affettuosamente ironica (un po’ come Manzoni fa con le gesta di Renzo). “Le Barman De Satan” immagina la Penguin Café Orchestra in vacanza sulle spiagge di Haiti, con i pinguini antropomorfi misti alle belle e prosperose haitiane di Gauguin.

Ma il vero, immenso capolavoro di questo piacevolissimo disco è “The Halucinogenic Espontex Sinfonia”: preziosissima marcia trionfale cameristica di ampio respiro e trascinante poesia.
“Noia De Porcellana” è una ninnananna favolosa e morbidissima, con la quale vorremmo esserci aperti al mondo ma ci accontentiamo di addormentarci questa notte. “Com Un Rossinyol Amb Mal De Queixal” chiude l’opera i maniera perfetta, spargendo grazia ovunque venga suonata.
Fatevi un favore: ascoltate “Mèthode De Rocanrol”.

Cover Album
Band Site
Mèthode De Rocanrol [ Because – 2007 ] – BUY HERE
Similar Artist: Penguin Café Orchestra, Calexico, A Hawk And A Hacksaw
Rating:
1. Stranger In Paradigm
2. L’U
3. Elvis Loved Dogs
4. La Vedette D’El Molino
5. Jopo De Pojo Not Dead
6. Mossen Xemeneia A L’Heliogabal
7. The Indian Of The Group

8. Il Luna Park Galactico
9. Catalana De Jazzz
10. The Halucinogenic Espontex
Sinfonia
11. Smog On The Vermut
12. Noia De Porcellana
13. Le Barman De Satan
14. Com Un Rossinyol Amb
Mal De Queixal
Tracklist
 
 

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