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IndieBar #2, Puntata N° 6

8 marzo 2008

Genere:

Che fatica mettere insieme una puntata con quest’anno pigro! Potrebbe essere chiamato Lazy Year, parafrasando il nostro amico di merende Tommy. A proposito, ci siamo dimenticati di ricordargli di non dimenticarsi di ricordarsi di mandarci la sua pillola ed allora ne sentiremo la sua mancanza.
Insomma non ne abbiamo combinata una di giusta. Che dobbiamo fare?

Vabbè, consoliamoci con le poche certezze che abbiamo. Una su tutte svetta sovrana: Axel di IndieForBunnies che con la grazia e competenza che lo ha reso celebre in ogni angolo del pianeta apre la finestra sul cortile e ci fa sentire a tutto volume i gallesi Los Campesinos e, nella seconda frazione, i Mahjongg.

Noi invece vi proponiamo le news con gli immancabili Portishead, il Glastonbury Festival, i R.E.M., Jemie Hewlett creatore dei Gorillaz e la fine dei Godspeed You! Black Emperor (sigh!).

Vi abbiamo recensito uno scialbo Alec Empire, un ottimo Duke Spirit, uno stralunato Vampire Weekend, un deludente Hot Chip e vi abbiamo fatto risentire gli ottimi The Do.

Nel rivisitare il 2007 del quale sentiamo la mancanza ascolteremo un remix dei Nine Inch Nails a cura di Steven Morris & Gillian Gilbert dei New Order.

Tracklist:
1. Los Campesinos, “Death to Los Campesinos”
2. The Do, “At Last”
3. Alec Empire, “If You Live or Die”
4. Nine Inch Nails, “God Given (Steven Morris & Gillian Gilbert remix)
5. Mahjongg, “Problems”
6. The Duke Spirit, “The Step And The Walk”
7. Vampire Weekend, “Mansard Roof”
8. Hot Chip, “Shake a Fist”

Mp3:
la puntata in podcast (57:51min, 53MB)

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Axelmoloko presenta :

Indie Top Ten, decima posizione

Los CampesinosHold On Now, Youngster ( Arts & Crafts )

Indicati da più parti come l’autentica rivelazione indie-rock del 2008 debuttano con “Hold On Now, Youngster”, i Los Campesinos, collettivo gallese di sede a Cardiff.
Sfacciati e autoironici ( pensate al loro primo singolo “Death To Los Campesinos” ), giovani e dotati di uno spiccato senso melodico che gli ha permesso di collezionare già diversi “brani-tormentone”, solo il tempo saprà dirci se questa band, così chiacchierata oggi da blog e web-zine, saprà resistere al tempo e alla dura legge dell’hype.

Indie Top Ten, decima posizione

Mahjongg – Kontpab ( K )

No-wave che incontra la musica etno, il funk mutuato in danza tribale, art-rock trattato a dosi massicce di electro, questo e molto più confluisce in “Kontpab” secondo lavoro dei Mahjongg, band che prima di approdare alla corte della K Records, è stata per anni protagonista della scena underground di Chicago.
Ora che il gruppo ha avuto la possibilità di allargare il numero dei suoi estimatori si sprecano i confronti con autentiche leggende e non del rock formato dance club. Gli accostamenti vanno da ESG, A Certain Ratio, Contortions fino ai meno impegnativi El Guapo, Supersystem e Out Hud.

 

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