GOLDFRAPP
Seventh Tree
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Ok che Alison Goldrapp, o solo Goldfrapp che dir si voglia, ha sempre dimostrato una certa mutevolezza di stile e contenuti, ma ecco, dopo le sinuose avventure elettro-pop di “Black Cherry” e “SuperNature”, sicuramente in pochi avrebbero potuto pronosticare questo “Seventh Tree”, quarto lavoro in studio più all’insegna di un onirico pop d’autore che di facili e ammiccanti motivetti da dance floor. Si potrebbe parlare di un mezzo ritorno alle origini, sebbene a sette anni di distanza non sembrerebbe avere molto senso ritornare sui propri passi, fotocopiandoli alla meglio, giusto giusto per ri-accontentare i fans traditi dal tanto elettronico sex appeal di “Supernature”. Certo, è innegabile che la bella Alison peschi a piene mani dal vellutato folk degli esordi, ma senza dimenticare nulla lo arricchisce di soffici inserti elettronici à la Portishead e lo plasma in una struttura più leggera, sciolta e pop, eredità (in)diretta dell’esperienza “Black Cherry” – “Supernature”. Quello che conta è che Goldfrapp, nel suo “Seventh Tree”, sembra finalmente aver trovato la sua dimensione ideale, naturale somma sonora di esperienze contrastanti che, come in un meraviglioso lieto fine, finiscono per fondersi magicamente in un magistrale arcobaleno di musica e profumi, difficile da ignorare e dimenticare. |
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12 marzo 2008 @ 15:11
A naso potrebbe piacermi molto, ed infatti il disco ce l’ho nel mio hd ma non ho avuto ancora modo di ascoltarlo. Bravo Galla
13 marzo 2008 @ 12:31
apprezzo un botto la GOLDFRAPPONA.
Ottimi gli esordi dai sapori trip-hop, piacevoli i trascorsi elettro-pop, questo “seventh tree” lo devo ascoltare, ma secondo me, anche questo, non fallisce…
13 marzo 2008 @ 16:44
Anche nel mio blog ho scritto che il pezzo migliore del lotto è “Cologne Cerrone Houdini” che mi ricorda un pò Serge Gainsbourg. Ma comunque rimane il fatto che solo per come pronuncia in modo sewyssimo la parola “ballon” nel primo pezzo “Clown”, paga il prezzo del biglietto.
Sarà curioso capire come riuscirà a far convivere le due anime nel live. stiamo a vedere!
30 marzo 2008 @ 15:42
one of the best albums of the year