XIU XIU
Woman As Lovers
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Io amo profondamente gli Xiu Xiu. I loro ultimi dischi, “La Foret” e “The Air Force” hanno lasciato maggiore spazio ad una vena più pop, che era solamente accennata nei dischi degli esordi. “Women As Lovers”, il nuovo disco su KillRockStar, ci riporta invece a sonorità più dark e cupe. Per fortuna. “A Promise” fu un disco bellissimo, da far venire la pelle d’oca, che io amai alla follia: oggi gli Xiu Xiu ritornano con un suono sicuramente vicino a quello del loro secondo lavoro (che non potrà non piacere agli estimatori), con qualche arrangiamento e qualche suono più curato. La mosca bianca del disco, ma forse anche strategia commerciale, è “Under Pressure”, cover che Jamie Stewart ruba ai Queen (famoso il duetto tra Freddy Mercury e David Bowie) per riproporla insieme a Michael Gira, uno dei suoi idoli di sempre. Ed è così che a metà di questo disco dalle note stridenti e distorte, spicca questa chicca pop, apparentemente fuori luogo, ma poi ti accorgi subito che rispetto all’originale è strascicata, gettata per terra e fatta resuscitare, caricata di tensione emotiva come solo Jamie Stewart sa fare. Uno xilofono appena accennato che trasuda un’allegrezza di fondo, un sax, e la voce sussurrata di Jamie e Caralee McElroy aprono questo album con “I DoWhat I Want, When I Want”, anche se già qui non mancano i sintetizzatori e i suoi metallici. Suoni che si faranno molto più manifesti in “In Lust You Can Hear The Axe Fall”, seconda traccia dall’immagine tagliente e ossessiva che sembra un po’ il punto in cui i Joy Division incotrano gli Einsturzende Neubauten. E poi arriva la bellissima “F.T.W.”, un po’ sulla scia di quella che era “I Luv The Valley OH” nel lontano 2004, con il suo folk scandito dal tono inconfondibile della voce di Jamie, che rallenta ed accelera all’improvviso cercando di seguire una musica, a volte, “non-sense”. E’ questa inquietudine di fondo, le distorsioni, i lati oscuri spezzati da lampi di luce che rendono gli Xiu Xiu unici e imparagonabili. Infatti anche quando si lasciano andare a tracce più “leggere” come “No Friend Oh!”, in realtà nascondono sempre una faccia più cupa e profonda, espressa attraverso le molteplici percussioni di cui si avvalgono. Qualche traccia più lenta e quasi acustica (vedi “Black Keyboard” e “Master of the Bump (Kurt Stumbaugh, I Can Feel the Soil Falling Over My Head)”, per poi passare a “You Are Pregnant, You Are Dead” dove finalmente si lascia un pò di spazio anche alla voce di Caralee che trova spazio tra un rullo di tamburi, campanelli e distorsioni elettroniche. Il finale è lasciato alle note eteree di “Gayle Lynn”, nelle quali sfumano tutte le inquietudini proposte precedentemente. E tutte le volte che arrivo alla fine di un disco degli Xiu Xiu, mi sorprendo riscontrandovi una melodicità innata, nonostante ci sia una evidente volontà di destrutturate il significato di “musica” e far emergere piuttosto il significato di “suono”, come se le semplici sette note sul pentagramma non fossero sufficienti per trasmettere al pubblico tutte le loro emozioni. |
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XIU XIU su IndieForBunnies: XIU XIU LIVE @ Cortile del Castello Estense (Ferrara, 25/07/07)
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19 Marzo 2008 @ 13:43
Ma sono strano io a trovare gli xiu xiu ai limiti dell’inascoltabile?
20 Marzo 2008 @ 19:01
si!
20 Marzo 2008 @ 21:33
bene…:-)
20 Marzo 2008 @ 23:45
ammé non dispiacciono
21 Marzo 2008 @ 14:46
“non dispiacciono” non va mica bene.
o piacciono.
o non piacciono.
!!!