Gio 27 Mar 2008
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Immagini sgranate. Una figura goffa avvolta nel domopack scende da un trabiccolo spaziale e poggia il primo piede su una superficie deserta. Intorno l’oscurità. L’orma di una scarpa sparata dal tubo catodico sullo schermo in bianco e nero. 1969. Il mondo si ferma per alcuni istanti. La luna, o forse no. Perché in fondo, a pensarci bene, non è possibile che l’uomo sia andato sulla luna. Ironia vintage nelle parole del Genio, melodie retrò in bianco e nero, come quelle immagini sfocate che hanno fatto il giro di mezzo mondo, impresse nel Dna di chiunque sia nato nella seconda metà del XX secolo. Canzoni che nascono nei circuiti di un pc e che diventano vive grazie alle note di Gianluca De Rubertis (già negli Studiodavoli) ed alla voce di Alessandra Contini; un cantato quasi sussurrato il suo, una voce fragilissima ed eterea che ricorda quella di Kazu Makino dei Blonde Redhead e ti spinge a maneggiare il disco con cura per la paura che una cosa talmente delicata si possa infrangere al minimo urto. Le due voci si rincorrono qua e là, l’una quasi evanescente, un po’ lolita, un po’ femme fatale; l’altra, quella di Gianluca, ruvida e consumata dal fumo di troppe sigarette. Creano atmosfere a metà strada tra il decadente e l’ironico, un electro-pop che per loro stessa definizione rifugge le linee rette per esprimersi attraverso spirali cariche di sensuali suggestioni e di ironici equilibrismi, ora in italiano, ora in francese. Dalle sessioni casalinghe all’uscita inaugurale per la per la Disastro Records, costola della storica Cramps. La migliore tradizione italiana (“Fortuna è Sera”), la leggera e ammiccante pornofonia di metà novecento (“Pop Porno”), le raffinatezze dei boulevard parigini (“A Questo Punto” o “La Pathétique”), qua e là qualche schizzo di punk (il giro di basso à la Kinks in “Gli eroi del Kung Fu”). Strumenti vintage che più non si può ed un iPod alla batteria, a dispensare la giusta dose di asettica elettronica. A volte nella sua incommensurabile vacuità myspace riserva qualche piccola gioia: Il Genio ne è la prova. Un disco che si candida a scaricare più e più volte le batterie del mio lettore mp3, colonna sonora perfetta per i primi frizzanti pomeriggi primaverili. A breve ne parleranno in molti: voi fatevi furbi e giocate d’anticipo, qualcuno vi ringrazierà per la “geniale” dritta. |
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(8 votes, average: 4.25 out of 5)




Marzo 27th, 2008 at 19:48
ottimo soft! questa me la lego al dito…
Marzo 27th, 2008 at 20:39
Che ho fatto? Che ti leghi al dito?
Marzo 27th, 2008 at 20:50
‘il genio’… me li lego al dito per ricordarmeli…ad una certa età le cose sfuggono di mente…
Marzo 28th, 2008 at 22:53
ottimi “il genio”! se in italia c’è ancora qualcuno che capisce qualcosa, questi due avranno successo.
ciao conigli
Aprile 1st, 2008 at 12:38
oh non sapete quanto mi fate rabbia. ero tutto gasato per la scoperta, pensavo in anteprima, del Il genio tramite passaparola diaframmatico.meno male che avevo uppato un altro pezzo..mi avete fatto sentire come l’inter….
ciao
Aprile 1st, 2008 at 15:03
felici di sapere di essere arrivati prima
cmq elrocco attenzione con gli upload di mp3 de IL GENIO.
Noi li abbiamo dovuti rimuovere in seguito a minacce di querela…sembra uno scherzo ma non lo è… siamo inoltre stati accusati di “fare il danno dell’artista”…
…loro lo chiamano danno i la chiamarei “pubblicità assolutamente gratuita”…
bah…il mondo è bello xchè vario…
Aprile 1st, 2008 at 15:30
(tra l’altro, ci tengo a sottolineare, due brani che erano, non casualmente nella scelta, entrambi disponibili in ascolto sul myspace dell’artista.
Ed aggiungo che qualcuno “abbastanza smaliziato” (citaz.) saprà che con pochi click anche i brani in solo ascolto sui myspace possono essere scaricati)
Aprile 2nd, 2008 at 19:32
vorrei chiedere al Genio, così attenti alle dinamiche legali, se mi è permesso sparlare di loro, gettando fango a più non posso su di loro. Posso?
Aprile 27th, 2008 at 12:10
cicciolina che fa il verso ai blonde redhead
oppure
cosa sarebbero gli stereolab totalmente lobotomizzati
Aprile 28th, 2008 at 23:27
Veramente eccezionali!
Cosa ben rara nel panorama italiano (li avrei preferiti in inglese però