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Immerso dentro al divano mi addormento con nelle orecchie il rumore della pioggia che batte sui tetti delle case. Titititititititi itti tit itittititi tti titititititititi tit tit ti ti ti tit it i… . Tutto sembra ovattato e confortevole. Comfy is good. Comfy is the way. Dentro ai miei sogni pomeridiani ci stanno un sacco di agnelli pasquali che mi inseguono con la bava alla bocca e una voglia pazzesca di mozzicarmi il culo. Revenge. Fucking revenge.Mi sveglio di soprassalto e mi ricordo dei The Cobbs. Accendo quello che devo accendere e la musica riempie i vuoti nella stanza.

“Sing The Deathcapades” è un album che riconcilia con il rock. Un contenuto abrasivo, una qualità nella scrittura dei pezzi veramente ottima, catchy, blues e distorta. Questo debut dei The Cobbs fa venire in mente un milione di altre band, è vero, ma per lo meno, risulta essere una produzione perfetta nella cura dei dettagli e delle sonorità anche apparentemente più trascurabili (ascoltate l’album in cuffia e scoprirete tutto un mondo “sotterraneo” che vive al di sotto del primo strato musicale che vi colpisce i timpani). Sonorità sfacciatamente retró, che prendono spunti dalle famose glorie passate del rock e le mischiano coi Flaming Lips. Il tutto guidato da un basso che suona a volte molto simile a quello di Robert Levon Been dei Black Motorcycle Club (“Climb On Top” fa pensare a “The Weight Of The World”), band legata fraternamente a quella dei Cobbs. “Say You Never Knew Me” è una canzone degna dei Warlocks o dei Black Ryder, mentre “Go” è quello che vorrei avere in testa tutto il pomeriggio quando d’estate sto sdraiato sulla spiaggia. Una ballata come “Hold On” è la gemma acustica di questa settimana, la luce che squaglia le emozioni e si avvicina a quella “Mercy” dei già citati Black Rebel che tanto i fan volevano vedere inclusa in “Howl”.

C’è una scena affascinante in America: una famiglia psichedelica che va in giro coi capelli arruffati, i vestiti scuri, le distorsioni nelle tasche dei jeans e il sole nella mente. Una carovana rock. Gruppi come quello dei The Cobbs ne fanno parte e si aiutano, vanno in tour insieme scambiandosi adrenalina. Dentro “Sing The Deathcapades” trovate i Beatles di “Revolver” mischiati al fumo di una psichedelia più oscura. Una sensazione formidabile.

Cover Album
Band Site
MySpace
Sing The Deathcapades [ autoprodotto - 2008 ] - BUY HERE
Similar Artist: The Beatles, The Velvet Underground, Morning After Girls
Rating:

1. Deathcapades
2. Lo Chey
3. Say You Never
Knew Me

4. Don’t Walk
5. Go

6. Hold On
7. When The Morning Comes
8. Climb On Top
9. Brolen Strings
10. Meia